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domenica 13 luglio 2014

Inferno di Dan Brown


Alla fine di un'avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione, Dan Brown ci rivela come nel nostro mondo la distanza tra il bene e il male sia breve in maniera davvero inquietante, catastrofe e salvezza possono essere questione di punti di vista e anche da una laguna a cielo coperto si possa uscire a rivedere le stelle.


Descrizione


Il profilo inconfondibile di Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un thriller che di "infernale" ha molto.
Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducno a un esito raro per i romanzi d'azione: 

installare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità.

Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Roberto Langdon sia un esperto di Dante, anzi. E' naturale che al poeta fiorentino e alla visionarietà con cui  tradusse in forme soletti e oscure le temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato studi e corsi universitari ad Harvard.

E quindi è normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i sensi di marcia da legioni di visitatori.

Ma ora è tutto diverso, non c'è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine. Questa volta è un incubo e la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d'ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perchè i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo.

Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l'Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica dl Divino poema, le labbra capaci di articolare nel delirio dell'anestetico, soltanto in incongruo "very sorry", il professore deve scappare.
E' aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.

Comincia una caccia all'uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero trovare dalla stessa parte, in cui niente è quello che sembra: 

un'organizzazione chiamata Consortium è ambigua tanto quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.





MAURIZIO RUSSO - Gli albori di Narciso



La poesia legge questo mito in chiave tragica: Un uomo che vuole capire se stesso, andando così a fondo in questa ricerca da trovarci la morte...






Gli albori di Narciso

Davanti allo specchio
riflesso nella mia persona,
scorgo il mio io
che ancor non m'abbandona.

C'è poco da dire
è onniesigente,
per quanto io lo minimizzi
con un sorriso assente.

Poi quando il riflesso
con l'io è tutt'uno,
il mio ego non bisogna
più di nessuno.

E avverto
d'esser completo con dignità,
e quest'ultima in funzione
con la mia determinazione.


Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it

martedì 8 luglio 2014

Hermann Hesse - Essere felici



Hermann Hesse

Essere felici





Non esiste alcun dovere della vita, 
vi è solo il dovere dell'essere felici. 
Per questo solo, noi siamo al mondo, 
e con tutti i doveri 
e con tutta la morale 
e con tutti i comandamenti 
difficilmente ci si rende felici l'un l'altro, 
perché non si rende felici se stessi. 

Se l'uomo può essere buono, 
lo può essere solo 
se egli è felice, 
se egli ha in se stesso armonia, 
quindi se egli ama. 
Questo è stato l'insegnamento, 
il solo insegnamento del mondo; 
Questo diceva Gesù, 
questo diceva Budda, 
questo diceva Hegel. 

Per ognuno l'unica cosa importante al mondo è: 
la propria interiorità 
la propria anima 
la propria capacità di amare. 
Se queste sono in ordine 
si possono mangiare miglio o dolci, 
portare stracci o gioielli. 
Allora il mondo risuonerà chiaramente con l'anima, 
tutto è buono, 
tutto è in ordine.



Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Eleanor



Hermann Hesse

Eleanor





Le sere d' autunno mi ricordano te

I boschi giacciono bui, il giorno si scolora

ai bordi dei colli in rosse aureole.

In un casolare vicino piange un bimbo.

Il vento se ne va a passi tardi

attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.

Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,

l' estranea solitaria falce di luna

con la sua mezza luce da terre sconosciute.

Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.

La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno

e il sentiero con pallido alone melanconico.

Anche d' inverno in notti senza luce

quando alle finestre vorticano danze di fiocchi

e il vento tempestoso, ho spesso l' impressione di guardarti.

Il piano intona con forza ingannevole

e la tua profonda e cupa voce di contralto

mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne.

La mia mano afferra alle volte la lampada

e la sua luce tenue posa sulla larga parete.

Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda

mi conosce bene e mi sorride, stranamente.

Ma io ti bacio mani e capelli

e sussurro il tuo nome.


Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Il Principe


Hermann Hesse

Il Principe





Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello
su un'estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno -
principessa, quando tornerai?



Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Nella nebbia



Hermann Hesse

Nella nebbia






Strano, vagare nella nebbia!
È solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.



Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Lamento



Hermann Hesse

Lamento






Non ci è dato di essere. Noi siamo
soltanto un fiume, aderiamo ad ogni forma:
al giorno ed alla notte, al duomo e alla caverna
passiamo oltre, l'ansia di essere ci incalza.

Forma su forma riempiamo senza tregua,
nessuna ci diviene patria, gioia o pena,
sempre siamo in cammino, ospiti sempre,
non c'è campo né aratro per noi, né pane cresce.

E non sappiamo cosa Dio ci serbi,
gioca con noi, argilla nella mano,
muta e cedevole che non piange o ride,
mille volte impastata e mai bruciata.

Potessimo, una volta, farci pietra, durare!
Questa è la nostra eterna nostalgia,
ma un brivido perdura a raggelarci
e non c'è pace sulla nostra via.




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"


Hermann Hesse - Luce del Mattino




Hermann Hesse

Luce del Mattino






Gioventù, paese cento volte dimenticato
e perduto, luce della vita, oggi m'inondi
di un tuo tardivo sapere, sprizzato
dal lungo, greve sonno dell'anima profonda.
Dolce, soave luce, sorgiva appena nata!

Tra allora e adesso l'intera vita,
ahi, troppo spesso opima, superba ritenuta,
non conta più. Voi sole, a me restituite,
odo, fiabesche melodie perdute, giovani, 
e insieme vecchie eternamente,
obliati, antichi fanciulleschi canti.

Su ogni turbine, polvere vorticante,
splendi lassù, alta sul mio cammino,
oltre i falliti sforzi del vagabondo errore,
fonte serena, pura luce del mattino!




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Sono una stella




Hermann Hesse

Sono una stella






Sono una stella del firmamento 
che osserva il mondo, disprezza il mondo 
e si consuma nel proprio ardore.

Io sono il mare di notte in tempesta 
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.

Sono dal vostro mondo 
esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, 
io sono il re senza corona.

Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra, 
è la mia stessa forza che mi ammala.




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"






Hermann Hesse - Scricchiolio di un ramo spezzato




Hermann Hesse

Scricchiolio di un ramo spezzato
[l'ultima sua opera]






Ramo spezzato e scheggiato,

che ormai pende anno dopo anno

e asciutto scricchiola al vento il suo canto,

senza più fogliame né scorza,

spelato, scialbo, di lunga vita

di lunga morte stanco.

Secco risuona e tenace il suo canto,

caparbio risuona e in segreto angoscioso

ancora per tutta un'estate,

per tutto un inverno ancora.




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Alla malinconia




Hermann Hesse


Alla malinconia 






Nel vino e negli amici ti ho sfuggita, 
poiché dei tuoi occhi cupi avevo orrore, 
io figlio tuo infedele ti obliai 
in braccia amanti, nell'onda del fragore.

Ma tu mi accompagnavi silenziosa, 
eri nel vino ch'io bevvi sconsolato, 
eri nell'ansia delle mie notti d'amore 
perfino nello scherno con cui ti ho dileggiata.

Ora conforti tu le membra mie spossate, 
hai accolto sul tuo grembo la mia testa 
ora che dai miei viaggi son tornato:
giacché ogni mio vagare era un venire a te.





Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"




lunedì 16 giugno 2014

Oscar Wilde - 'Esperienza' è il nome che tutti danno ai propri errori.


Oscar Wilde
«Qual è la differenza tra la letteratura e il giornalismo?» «Oh! Il giornalismo è illeggibile e la letteratura non viene letta». 



A durare son soltanto le qualità superficiali. La natura più profonda di un uomo si scopre molto presto. 

A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l'altra è ottenerlo. Questa seconda è la peggiore, la vera tragedia. 

A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio. 

Adoro i partiti politici: sono gli unici luoghi rimasti dove la gente non parla di politica. 

Adoro i piaceri semplici. Sono l'ultimo rifugio per uno spirito complesso. 


Ah! La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne... solo adorate. 

Al giorno d'oggi siamo tutti così tirati che le uniche cose gradevoli da spendere sono i complimenti. 

Al miei tempi... non si incontrava mai nella buona società nessuno che lavorasse per vivere. Era considerata una cosa sconveniente. 

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione. 

Amare se stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita. 

Amo molto parlare di niente. E' l'unico argomento di cui so tutto. 

Avere avuto una buona educazione è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose. 



Bene e male, peccato e innocenza, attraversano il mondo tenendosi per mano. Chiudere gli occhi di fronte a metà della vita per vivere in tranquillità è come accecarsi per camminare con maggior sicurezza in una landa disseminata di burroni e precipizi. 

Bisogna essere seri almeno riguardo a qualcosa, se si vuole avere divertimenti nella vita. 

Bisogna sempre essere un po' improbabili. 

Bisogna sempre giocare onestamente quando si hanno le carte vincenti. 

Bisognerebbe essere sempre innamorati. Questa è la ragione per cui non bisognerebbe mai sposarsi. 

Bisognerebbe leggere tutto. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che non si dovrebbe leggere. 


Finché la guerra sarà considerata una cosa malvagia, conserverà il suo fascino; quando sarà considerata volgare, cesserà di essere popolare. 


Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto.  



Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia. 

Fu un giorno fatale quello nel quale il pubblico scoprì che la penna è più potente del ciottolo, e può diventare più dannosa di una sassata. 


Gli errori fatali della vita non sono dovuti all'irragionevolezza di un uomo: un momento irragionevole può essere il migliore. Sono dovuti alla parte razionale di un uomo. 

Gli esami non hanno alcun valore. Se uno è un gentiluomo, ne sa abbastanza; se non è un gentiluomo, qualsiasi cosa sappia è per lui un male. 

Gli ideali sono cose pericolose. E' meglio la realtà: ferisce, ma vale di più. 

Gli uomini bramano sempre essere il primo amore di una donna, e questo è un effetto della loro stupida vanità. Noi donne abbiamo un istinto più sottile. Ciò che ci piace essere... è l'ultima storia d'amore di un uomo. 

Gli uomini conoscono la vita troppo presto; le donne conoscono la vita troppo tardi: ecco la differenza tra gli uomini e le donne. 

Gli uomini invecchiano ma non migliorano. 

Gli uomini possono diventare ricchi, ma non diventano mai buoni.


Gli uomini si sposano perchè sono stanchi. Le donne perchè sono curiose. Entrambi rimangono delusi. 

Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna.

Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo.


Ho spesso osservato che nelle case di persone sposate raramente lo champagne è di prima qualità. 

I bei modi, prima della morale! 

I buoni fanno un gran male al mondo. Certamente il maggior male che fanno è quello di dare tanta importanza al male. 

I buoni propositi sono tentativi inutili di interferire con le leggi scientifiche. La loro origine è vanità pura. Il loro risultato è assolutamente 'nullo'... Sono semplicemente assegni che gli uomini incassano da una banca in cui non hanno il conto. 

I due punti più deboli della nostra epoca sono la mancanza di principi e la mancanza di immagine. 

I figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano. 

I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico. 

I giovani d'oggi sono spaventosi. Non hanno assolutamente nessun rispetto per i capelli tinti. 

I libri che gli uomini chiamano immorali sono semplicemente libri che mostrano al mondo la sua vergogna. 

I matrimoni senza amore sono orribili. Ma vi è qualcosa di peggiore di un matrimonio assolutamente senza amore. E' il matrimonio in cui vi sono amore, fedeltà, devozione, ma solo da una parte: uno dei due cuori si spezzerà sicuramente. 

I miei affari mi annoiano a morte. Preferisco quelli degli altri. 

I paradossi sono sempre pericolosi. 

I peccati della carne non sono nulla. Sono malattie che i medici curano, se proprio devono essere curate. Solo i peccati dell'anima sono vergognosi. 

I più vivono per l'amore e l'ammirazione, ma è grazie all'amore e all'ammirazione che noi dovremmo vivere. Se l'amore ci viene dimostrato, dovremmo riconoscere che non ne siamo degni. 

I piaceri semplici sono l'ultimo rifugio della gente complicata. 



Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde  (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) dopo i primi studi a Dublino frequentò l'università di Oxford, dove subì l'influsso delle idee di Walter Pater e John Ruskn.E' stato un autore dalla scrittura "apparentemente" semplice e spontanea ma in realtà molto ricercata del bon mot. Il suo stile sferzante ed impertinente ha sempre avuto lo scopo di risvegliare l'attenzione dei suoi lettori invitandoli alla riflessione.Autore di tantissimi libri, fra i quali ricordiamo "il principe felice e altre storie" e "il ritratto di Dorian Gray", nel 1895 fu processato e condannato a 2 anni di prigione per aver violato la legge penale che regolava la morale in materia sessuale (sodomia). Uscito psicologicamente provato da questa detenzione (lavori forzati) trascorse gli ultimi anni della sua triste vita a Parigi sotto falso nome dove morì nel 1900 in totale solitudine.