lunedì 4 dicembre 2017

Nora Calvi - Inverno



Inverno


Nora Calvi 




Tornerà l’Inverno…
solenne, inesorabile
a smorzare tardivi
guizzi di colore,
a esaltare nel gelo
solitudini degli spazi
e dell’animo.
Giungerà l’Inverno…
mitico, sovrano
di silenzi e candore,
abile a tendere insidie
ai nostri passi,
a cavalcare
schermaglie di rancore…
…eppure geniale
a spargere trame cristalline
al ridestato incanto
di giardini assopiti
nel grigiore, spiraglio
allo stupore dell’infanzia…
…talora indulgente
a sorprenderci con inattesi
squarci di azzurro,
quasi a riconciliarci
con nuova mitezza
di pensieri…
… E noi, rinchiusi
in angoli di tepore
a coltivare ricordi,
ne spiamo dai vetri
il respiro, mentre inquieto
ci punge il pensiero
che il Pianeta
non ci appartiene.



NORA CALVI,  vive e opera a Broni (PV). Laureata alla Università  Cattolica di Milano ha insegnato  Lettere nella scuola. Ha vinto diversi premi letterari. Nel 2006: Concorso San Colombano di Santa Giuletta (PV), 1° Premio; nel 2007 : Premio Città di Broni (3° Premio Sez.Vino); nel 2009: “ Parole e poesia” di Formigine (MO); nel 2010: Premio “Albano-Greggio-Oldenico” (VC); nel 2011 : Città di Voghera , Premio Sirmione-Lugana (2° classificato); nel 2012: Cinque terre-Golfo dei Poeti –Siro Guerrieri, Premio Città di San Gillio; nel 2013 Premio Città di San Gillio, Val di Magra-Roberto Micheloni di Aulla (MS); nel 2014 : Città di Fucecchio (FI) 2° Premio, Salotto Letterario “ Il numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino, Cinque Terre-Golfo dei Poeti Sirio Guerrieri; nel 2015: Premio per la poesia religiosa al Concorso “Val di Vara A.Marziale”,  Premio Albero Andronico di Roma: Ha avuto due importanti successi all’ HISTONIUM 2014, dove è risultata vincitrice nella sezione F con una poesia sul tema degli animali, e all’ HISTONIUM 2015, dove ha vinto la sezione della poesia a tema libero. Ha partecipato ad altre quattro edizioni dell’ HISTONIUM, ricevendo, sempre per la poesia inedita a tema libero, Il Premio Speciale del Presidente (2010), il Premio Speciale Unico  per la Lombardia (2011), Il Premio Speciale della Giuria (2012 e “2013). Nel 2013 ha pubblicato la Silloge “Segnali di Primavera” ( Edizione Cannarsa di Vasto). E’ presente in varie raccolte antologiche italiane. Sul sito dellAvis di Broni è pubblicata la poesia “Ai Donatori. Nel 2015; Città di Fucecchio (2° premio), Premio Internazionale Città di Matera (4° Premio ex aequo), finalista Premio Sirmione-Lugana, VIENE NOMINATA  “POETA ACCADEMICO DEL PREMIO HISTONIUM DI VASTO”. Nel “2016 ; Premio “il Numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino Menzione d’onore; Premio  Città di Pianezza Menzione di merito.
IL 16/04/2016 la Città di Broni Le conferisce la BENEMERENZA CIVICA “ IL SAN CONTARDINO D’ORO”  per meriti letterari in occasione dell’800 anniversario della nascita del Santo Patrono San Contardo d’Este (della famiglia Estense di Ferrara) e compatrono di Modena.

lunedì 27 novembre 2017

I dodici mesi - Gianni Rodari



I dodici mesi

Gianni Rodari






Gennaio, gennaio,
il primo giorno è il più gaio,
è fatto solo di speranza:
chi ne ha tanta, vive abbastanza.

Febbraio viene a potare la vite
con le dita intirizzite:
è senza guanti ed ha i geloni
e un buco negli zoccoloni.

Marzo pazzo e cuorcontento
si sveglia un mattino pieno di vento:
la prima rondine arriva stasera
con l’espresso della primavera.

Aprile tosatore
porta la lana al vecchio pastore,
spoglia la pecora e l’agnello
per farti un berretto ed un mantello.

Maggio viene ardito e bello
con un garofano all’occhiello,
con tante bandiere nel cielo d’oro
per la festa del lavoro.

Giugno, invece, è falciatore;
il fieno manda un dolce odore,
in alto in alto l’allodola vola,
il bidello chiude la scuola.

Luglio miete il grano biondo,
la mano è stanca, il cuore è giocondo.
Canta il cuculo tra le foglie:
c’è chi lavora e mai non raccoglie.

Agosto batte il grano nell’aia,
gonfia i sacchi, empie le staia:
c’è tanta farina al mondo… perché
un po’ di pane per tutti non c’è?

Settembre settembrino,
matura l’uva e si fa il vino,
matura l’uva moscatella:
scolaro, prepara la cartella!

Ottobre seminatore:
in terra il seme sogna il fiore,
sotterra il buio germoglio sa
che il sole domani lo scalderà.

Novembre legnaiolo
va nei boschi solo solo,
c’è l’ultima foglia a un albero in vetta
e cade al primo colpo d’accetta.

Vien dicembre lieve lieve,
si fa la battaglia a palle di neve:
il fantoccio crolla a terra
e cosi cade chi vuole la guerra!









Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) scrittore, giornalista, pedagogista, specializzato in testi per bambini e ragazzi, è stato il vincitore del prestigioso Premio  Hans Christian Andersen (edizione 1970).
Con la sua opera "Grammatica della fantasia" è stato il più importante teorico delll'arte di inventare le storie.
Ricordiamo anche: il libro delle filastrocche; il romanzo di Cipollino; la gondola fantasma; favole al telefono; filastrocche in cielo e in terra; (queste solo alcune delle sue tantissime opere)

venerdì 24 novembre 2017

CIATDM - Vaccinati di verità

Il  C.I.A.T.D.M. (Coordinamento Internazionale Associazioni per la tutela dei diritti dei minori), Sostegno Genitori e Children Protection World Onlus, organizzano due incontri per affrontare il dibattuto argomento sulle vaccinazioni obbligatorie.

I dubbi sulle conseguenze (se ve ne sono o meno) di tali vaccini sono ancora molti e ancor di più i genitori che si vedono obbligati a vaccinare i propri figli senza che si sia fatta chiarezza sulle eventuali effetti che questi possono creare.
Chi afferma una cosa, chi esattamente il contrario!

I genitori sono lasciati soli di fronte ai vari dubbi, inoltre la poca chiarezza da parte delle istituzioni crea una notevole diffidenza sugli effetti collaterali.

Non si può solo negare che gli effetti collaterali NON esistono, è necessario spiegare, e molto bene, che cosa siano e che cosa facciano!..perchè ogni tipo di medicinale ha effetti collaterali! 


Se la comunità scientifica non ha dubbi sulla mancanza di questi effetti perchè non chiarisce una volta per tutte, senza la esclusiva negazione, perchè molti bambini dopo un vaccino hanno avuto delle conseguenze?

Che tali conseguenze non siano  dimostrate scientificamente viene solo AFFERMATO e non spiegato, ciò indispettisce, e non solo, chi si trova davanti un obbligo che NON comprende.

E' tanto difficile spiegare? se si ha la coscienza pulita e non vi sono sotterfugi perchè non essere chiari?

Obbligare i cittadini è sempre deleterio perchè si insinuano dubbi di ogni specie! 

E quando questi obblighi vanno a toccare i nostri figli e la loro salute tutto diventa più complicato!


Domenica 3 dicembre alle ore 15:30 presso la sala Enal, in via Piave 1 a Tiezzo di Azzano (PN)

Lunedì 4 dicembre alle ore 20:00 presso il Parco Livenza in via Fosson 102 a San Stino di Livenza (VE)

Due appuntamenti importanti per fare chiarezza, per comprendere, tra scienza e giurisprudenza, l'obbligatorietà dei vaccini!

Modera e introduce Aurelia Passasseo - Presidente del CIATDM e Vice Presidente di Children Protection World Onlus.

Ospite:  Senatrice Paola de Pin

Avvocati: Francesca Gobbo e Patrizia Rech

Medico legale: Dario Miedico

Medico di Medicina Generale e Omeopata: Cosimo Bagnulo





lunedì 20 novembre 2017

Solo una mano d'angelo - Alda Merini



Solo una mano d'angelo

Alda Merini






Solo un mano d’angelo

intatta di sè, del suo amore per sè,

potrebbe

offrirmi la concavità del suo palmo

perché vi riversi il mio pianto.

La mano dell’uomo vivente

è troppo impigliata nei fili dell’oggi e dell’ieri,

è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!

Non potrà mai la mano dell’uomo mondarsi

per il tranquillo pianto del proprio fratello!

E dunque, soltanto una mano di angelo bianco

dalle lontane radici nutrite d’eterno e d’immenso

potrebbe filtrare serena le confessioni dell’uomo

senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.






Alda Merini [Alda Giuseppina Angela Merini] nasce a Milano il 21 marzo del 1931, la sua sensibilità e malinconia la porta ad una esperienza di internamento nel 1947. La sua vita è costellata di esperienze più o meno forti che si possono ritrovare nelle sue opere (terra santa - l'altra verità. Diario di una diversa - caffè sui navigli - reato di vita. Autobiografia e poesie) fantastiche e molto significative. « Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita. »(Alda Merini, La pazza della porta accanto)

lunedì 16 ottobre 2017

Nora Calvi - l'autunno....in gioco



L’ AUTUNNO …... IN GIOCO


Nora Calvi




Concedete tempo all’ Autunno…
In rapido volo
ha sparso coriandoli di luce,
lievi respiri
sulle fronde più ardite.
Giorno dopo giorno dilaga
rivendica il territorio…
A tratti frantuma il verde,
con raffinata sapienza
ricompone il paesaggio
muovendo tessere
di vibrante colore.

Mentre esibisce
il suo gioco prezioso,
alcuni trovano dimora
alle incertezze dell’animo
e all’ansia dei mutamenti
sui primi rami spogliati…
Altri si lasciano ammaliare
da un vortice dorato,
sorpresi dal repentino
ammiccare dei rossi,
con stupore immemore
di stagioni già vissute.

Tenace l’Autunno
persevera nel suo gioco…
persuade foglie smarrite
in volo solitario
a rilasciare l’ultimo
struggente colore
in tappeti fruscianti.
Consegnerà alla meta
scenari ancora mutati,
prima, con arguzia ineffabile
ha concesso di scegliere:
Tristezza o Magia.



NORA CALVI,  vive e opera a Broni (PV). Laureata alla Università  Cattolica di Milano ha insegnato  Lettere nella scuola. Ha vinto diversi premi letterari. Nel 2006: Concorso San Colombano di Santa Giuletta (PV), 1° Premio; nel 2007 : Premio Città di Broni (3° Premio Sez.Vino); nel 2009: “ Parole e poesia” di Formigine (MO); nel 2010: Premio “Albano-Greggio-Oldenico” (VC); nel 2011 : Città di Voghera , Premio Sirmione-Lugana (2° classificato); nel 2012: Cinque terre-Golfo dei Poeti –Siro Guerrieri, Premio Città di San Gillio; nel 2013 Premio Città di San Gillio, Val di Magra-Roberto Micheloni di Aulla (MS); nel 2014 : Città di Fucecchio (FI) 2° Premio, Salotto Letterario “ Il numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino, Cinque Terre-Golfo dei Poeti Sirio Guerrieri; nel 2015: Premio per la poesia religiosa al Concorso “Val di Vara A.Marziale”,  Premio Albero Andronico di Roma: Ha avuto due importanti successi all’ HISTONIUM 2014, dove è risultata vincitrice nella sezione F con una poesia sul tema degli animali, e all’ HISTONIUM 2015, dove ha vinto la sezione della poesia a tema libero. Ha partecipato ad altre quattro edizioni dell’ HISTONIUM, ricevendo, sempre per la poesia inedita a tema libero, Il Premio Speciale del Presidente (2010), il Premio Speciale Unico  per la Lombardia (2011), Il Premio Speciale della Giuria (2012 e “2013). Nel 2013 ha pubblicato la Silloge “Segnali di Primavera” ( Edizione Cannarsa di Vasto). E’ presente in varie raccolte antologiche italiane. Sul sito dellAvis di Broni è pubblicata la poesia “Ai Donatori. Nel 2015; Città di Fucecchio (2° premio), Premio Internazionale Città di Matera (4° Premio ex aequo), finalista Premio Sirmione-Lugana, VIENE NOMINATA  “POETA ACCADEMICO DEL PREMIO HISTONIUM DI VASTO”. Nel “2016 ; Premio “il Numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino Menzione d’onore; Premio  Città di Pianezza Menzione di merito.
IL 16/04/2016 la Città di Broni Le conferisce la BENEMERENZA CIVICA “ IL SAN CONTARDINO D’ORO”  per meriti letterari in occasione dell’800 anniversario della nascita del Santo Patrono San Contardo d’Este (della famiglia Estense di Ferrara) e compatrono di Modena.

lunedì 9 ottobre 2017

Nora Calvi - Ottobre




Ottobre


Nora Calvi







La mitezza di Ottobre
allontana il pensiero
dei rigori
e dissolve il rancore
per l’arsura,
quasi fosse memoria
di una pena…
Una quiete dorata
ci persuade
all’autunno,
mentre inventa
e sparge colori
infiniti
come sfumature
dell’animo,
quasi trame
di desideri
sospesi
tra cielo e terra,
irripetibili come
ogni foglia
nel suo volo…

Prolunghi allora
l’autunno
il suo incanto
pacato,
quasi preludio
ad una festa
inattesa,
mai affidata
al sogno,
a smorzare
futili rimpianti,
a sorprenderci
con i doni
del presente.


CALVI NORA,  vive e opera a Broni (PV). Laureata alla Università  Cattolica di Milano ha insegnato  Lettere nella scuola. Ha vinto diversi premi letterari. Nel 2006: Concorso San Colombano di Santa Giuletta (PV), 1° Premio; nel 2007 : Premio Città di Broni (3° Premio Sez.Vino); nel 2009: “ Parole e poesia” di Formigine (MO); nel 2010: Premio “Albano-Greggio-Oldenico” (VC); nel 2011 : Città di Voghera , Premio Sirmione-Lugana (2° classificato); nel 2012: Cinque terre-Golfo dei Poeti –Siro Guerrieri, Premio Città di San Gillio; nel 2013 Premio Città di San Gillio, Val di Magra-Roberto Micheloni di Aulla (MS); nel 2014 : Città di Fucecchio (FI) 2° Premio, Salotto Letterario “ Il numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino, Cinque Terre-Golfo dei Poeti Sirio Guerrieri; nel 2015: Premio per la poesia religiosa al Concorso “Val di Vara A.Marziale”,  Premio Albero Andronico di Roma: Ha avuto due importanti successi all’ HISTONIUM 2014, dove è risultata vincitrice nella sezione F con una poesia sul tema degli animali, e all’ HISTONIUM 2015, dove ha vinto la sezione della poesia a tema libero. Ha partecipato ad altre quattro edizioni dell’ HISTONIUM, ricevendo, sempre per la poesia inedita a tema libero, Il Premio Speciale del Presidente (2010), il Premio Speciale Unico  per la Lombardia (2011), Il Premio Speciale della Giuria (2012 e “2013). Nel 2013 ha pubblicato la Silloge “Segnali di Primavera” ( Edizione Cannarsa di Vasto). E’ presente in varie raccolte antologiche italiane. Sul sito dellAvis di Broni è pubblicata la poesia “Ai Donatori. Nel 2015; Città di Fucecchio (2° premio), Premio Internazionale Città di Matera (4° Premio ex aequo), finalista Premio Sirmione-Lugana, VIENE NOMINATA  “POETA ACCADEMICO DEL PREMIO HISTONIUM DI VASTO”. Nel “2016 ; Premio “il Numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino Menzione d’onore; Premio  Città di Pianezza Menzione di merito.
IL 16/04/2016 la Città di Broni Le conferisce la BENEMERENZA CIVICA “ IL SAN CONTARDINO D’ORO”  per meriti letterari in occasione dell’800 anniversario della nascita del Santo Patrono San Contardo d’Este (della famiglia Estense di Ferrara) e compatrono di Modena.

lunedì 2 ottobre 2017

CIATDM - Investire sulla prevenzione!

Da molti anni Aurelia Passaseo , presidente del CIATDM ed ora anche vice-presidente di Children Protection World Onlus, porta avanti strenue lotte per la difesa dei minori!

In questi ultimi tempi ci sono stati eventi che hanno fatto rizzare i capelli a tutti noi che impotenti abbiamo assistito a "morti annunciate" di giovani donne colpevoli solo di amare le persona sbagliate.



Nicolina  e Noemi due morti annunciate ed assurde perhè per istituzioni non investono sulla prevenzione “. A dirlo è Aurelia Passaseo Presidente del Ciatdm e Vice Presidente di Children Protection World Onlus che commenta così i due fatti di cronaca gravissimi accaduti a distanza di pochi giorni in Puglia. “Due omicidi per la società duri da digerire e che, si potevano benissimo evitare con la prevenzione ed più attenzione in quanto c'erano i segnali che come al solito sono stati inascoltati ed inevasi. Molte e molteplici sono le responsabilità delle istituzioni in primis quelle dei servizi territoriali che si uniscono ma che, poi non funzionano tra loro perché manca la comunicazione o, per meglio dirla non sono mai d'accordo sul da farsi, salvo poi, quando vengono messi sotto accusa sono molto bravi e veloci a fare quadrato per difendersi a vicenda.” Due omicidi di due adolescenti difficili da commentare perché non ci sono le parole, nessuno di noi riesce a darsene una ragione del perché nessuno lo sa e saprà mai nella vicenda della piccola Nicolina così, come quella di Noemi.” A tale proposito alla luce degli ennesimi fatti di cronaca, Ciatdm e, Children Protection World Onlus chiedono al Governo di introdurre per decreto nel nostro ordinamento penale laddove il minore è vittima passiva (vale a dire subisce il reato) come nel caso di Nicolina e Noemi che lo hanno subito, oppure il minore sia vittima attiva di reato, (cioè quando viene indotto a compiere un reato) il “Reato di Crimini contro l'Infanzia” ed, a tale proposito annunciano che nei prossimi giorni partirà in tutta Italia una raccolta di firme in calce ad una petizione a sostegno della richiesta fatta al Governo”.[22 settembre]


Così si è espressa Aurelia Passaseo in riferimento alla morte delle due giovanissime Nicolina e Noemi!

..e qualche giorno prima:


“La morte di Noemi è la  cronaca di una morte annunciata!” Lapidario è il commento di Aurelia Passaseo presidente del Ciatdm – Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori e, vice presidente di Children Protection World-Onlus. “ Non voglio dire di più di ciò è stato detto e dice la cronaca di queste giornate, Noemi è morta uccisa per mano del suo fidanzatino geloso ed attaccato morbosamente a lei sino al punto di non permetterle nulla ed, abbandonata in mezzo alla campagna come si abbandona un sacco di spazzatura. In questa triste vicenda di certo ci sono le denunce della madre verso questo ragazzo con problemi psichici accertati, che già era stato trattato con tre TSO e con psicofarmaci , geloso sino al punto di essere ossessionato da questa storia e da chissà quali mostri che erano dentro di lui.” Prosegue Passaseo, questa è una tragedia che si poteva benissimo evitare bastava solo porre più attenzione alle denunce e segnalazioni che la madre di Noemi aveva fatto a chi di dovere e,  porre in essere  tutti gli interventi preventivi atti a salvare vita di Noemi, ed a fermare la furia violenta del fidanzatino. I segnali di grave pericolo per Noemi c'erano tutti più volte lei portava su di sé i segni di una violenza che gli veniva perpetrata gratuitamente dal suo fidanzatino violento e che, era seguito dal Centro di Igiene Mentale ed allora ci si chiede perché è mancato tutto questo, perché in attesa di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni non si è agito preventivamente attraverso un provvedimento previsto dall'articolo 403 del Codice Civile. Chi ha sbagliato in questa vicenda ? Le responsabilità ci sono e stanno in capo ai servizi territoriali degli ambiti che non sono intervenuti con provvedimenti preventivi, stanno in capo ai Sindaci dei due Paesi di residenza delle famiglie dei due due fidanzatini, stanno in capo a tutte le Istituzione preposte ad evitare che ciò potesse accadere.”  "Quando il minore si trova in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell'infanzia, lo colloca in luogo sicuro sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione (art.403 c.c.).15 mar 2008".  Altro aspetto che mi preme sottolineare è il fallimento della legge “BASAGLIA”
perché con la chiusura dei manicomi prima di creare le strutture alternative per la presa in carico 24 ore su 24 dei soggetti ricoverati e, gli stessi si sono scaricati alle famiglie  ed alla società caricandole  di responsabilità e competenze non proprie. Eppure con la legge Basaglia bastava solo eliminare i tipi di trattamenti non consoni per i soggetti ricoverati non eliminare del tutto le strutture quelle andavano mantenute. [17 settembre]

Non possiamo che concordare con le sue parole, che potrebbero apparire particolarmente dure, e nella speranza che le autorità prendano dei provvedimenti seri non ci resta che sperare che simili fatti NON accadano mai più!





Lord Byron - Ondeggia, Oceano


Ondeggia, Oceano

Lord Byron





Ondeggia, Oceano nella tua cupa
e azzurra immensità
A migliaia le navi ti percorrono invano;
L’uomo traccia sulla terra i confini,
apportatori di sventure,
Ma il suo potere ha termine sulle coste,
Sulla distesa marina
I naufragi sono tutti opera tua,
è l’uomo da te vinto,
Simile ad una goccia di pioggia,
S’inabissa con un gorgoglio lamentoso,
Senza tomba, senza bara,
senza rintocco funebre, ignoto.
Sui tuoi lidi sorsero imperi,
contesi da tutti a te solo indifferenti
Che cosa resta di Assiria, Grecia, Roma,
Cartagine?
Bagnavi le loro terre quando erano libere
e potenti.
Poi vennero parecchi tiranni stranieri,
La loro rovina ridusse i regni in deserti; 
Non così avvenne, per te, immortale e
mutevole solo nel gioco selvaggio delle onde;
Il tempo non lascia traccia
sulla tua fronte azzurra.
Come ti ha visto l’alba della Creazione,
così continui a essere mosso dal vento.
E io ti ho amato, Oceano,
e la gioia dei miei svaghi giovanili,
era di farmi trasportare dalle onde
come la tua schiuma;
fin da ragazzo mi sbizzarrivo con i tuoi flutti,
una vera delizia per me.
E se il mare freddo faceva paura agli altri,
a me dava gioia,
Perché ero come un figlio suo,
E mi fidavo delle sue onde, lontane e vicine,
E giuravo sul suo nome, come ora.






George Gordon Noel Byron, VI barone di Byron, meglio noto come Lord Byron  (Londra, 22 gennaio 1788 – Missolungi, 19 aprile 1824) è considerato uno dei massimi poeti britannici. Uomo di spicco nella cultura del Regno Unito durante il secolo del Romanticismo creò una moda diffusasi rapidamente in tutta Europa che fu la quintessenza del romanticismo: una poesia che si proponeva di esprimere il "male del secolo", la malinconia e lo spirito di ribellione contro qualsiasi ordine precostituito. Nelle opere appartenenti alla seconda fase della sua attività letteraria appare un vena autoironica e satirica. 

lunedì 18 settembre 2017

Non ho bisogno di denaro - Alda Merini



Non ho bisogno di denaro

Alda Merini




Non ho bisogno di denaro,

Ho bisogno di sentimenti.

Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che faccian danzar le statue,

di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti…

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia le pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.




Alda Merini [Alda Giuseppina Angela Merini] nasce a Milano il 21 marzo del 1931, la sua sensibilità e malinconia la porta ad una esperienza di internamento nel 1947. La sua vita è costellata di esperienze più o meno forti che si possono ritrovare nelle sue opere (terra santa - l'altra verità. Diario di una diversa - caffè sui navigli - reato di vita. Autobiografia e poesie) fantastiche e molto significative. « Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita. »(Alda Merini, La pazza della porta accanto)




lunedì 11 settembre 2017

Due amanti felici - Pablo Neruda



Due amanti felici


Pablo Neruda







Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.

L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.




Nato in Cile nel 1904 è una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza, la sua prima raccolta è del 1923 "Crepuscolo". Dopo aver trascorso un periodo in Spagna durante la guerra civile ritorna in Cile, si iscrive al partito comunista e viene eletto senatore. Costretto all'esilio, dal quale scrive un numero notevole di opere, nel 1952 ritorna in Cile, sostiene l'elezione di Allende e ottiene l'incarico di ambasciatore del Cile in Francia. Nel 1971 riceve il premio Nobel per la letteratura...muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.

11 settembre 2001: 16 anni fa!




16 anni sono passati da quel terribile 11 settembre 2001!




I terroristi, di matrice fondamentalista islamica, dirottarono 4 voli civili, due di questi si schiantarono sulle World Trade Center di New York: chi aveva la TV accesa e stava apprendendo la notizia del primo aereo schiantato su una delle due torri, vide in diretta lo schianto del secondo e fu vero panico!

Il panico, la paura e tanta insicurezza hanno avuto inizio in questo nostro "strano" occidente che ha sempre sottovalutato certi fenomeni (o ha voluto ignorare....) 


Interessi più o meno occulti son sempre stati causa di scontri di ogni tipo ma in questo caso,  e soprattutto in questo inizio di azioni terroristiche in terra d'occidente, ha rivelato le collusioni con certi apparati del mondo arabo....interessi da un lato ritorno al medioevo dall'altro!

Oggi combattiamo contro un nemico che molti considerano amico, combattiamo contro chi ci vorrebbe far tornare indietro di anni se non di secoli: tutto sembra avere inizio quel giorno, quel 11 settembre del 2001, anche se in realtà, come Oriana Fallaci "insegna" è iniziato molto tempo prima ma si è palesato con l'attacco alle World Trade Center di New York!

Il terrore di allora arrivava da cielo...ora arriva per terra e per mare!

Quel giorno è iniziata una fase di cui non riusciamo a vederne la fine grazie a tutti quei governanti ciechi, o finti ciechi ma interessati ai propri interessi, che continuano a non prendere delle decisioni che facciano terminare tutto ciò!

Hanno innescato una miccia ed ora non riescono più a disinnescarla...ecco il vero problema! Gli interessi di alcuni stati sono stati messi davanti alle vere necessità di questo nostro povero occidente, che ha visto nel corso dei secoli guerre civili e non per raggiungere un certo grado di civiltà e soprattutto di libertà!


Oriana Fallaci esprime molto bene, nel suo libro La rabbia e l'orgoglio, gli eventi ed i sentimenti che molti di noi ancora provano ricordando quella strage:

"Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l' altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. «Vittoria! Vittoria!». Uomini, donne, bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: «Bene. Agli americani gli sta bene». E sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d' una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso. Arrabbiata come me, la poetessa afro-americana Maya Angelou ieri ha ruggito: «Be angry. It' s good to be angry, it' s healthy. Siate arrabbiati.
Fa bene essere arrabbiati. È sano». E se a me fa bene io non lo so. Però so che non farà bene a loro, intendo dire a chi ammira gli Usama Bin Laden, a chi gli esprime comprensione o simpatia o solidarietà. Hai acceso un detonatore che da troppo tempo ha voglia di scoppiare, con la tua richiesta. Vedrai. Mi chiedi anche di raccontare come l' ho vissuta io, quest' Apocalisse. Di fornire insomma la mia testimonianza. Incomincerò dunque da quella."


La sua testimonianza di quella terribile mattina:

"Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e alle nove in punto ho avuto la sensazione d' un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e rizzi gli orecchi e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L' ho respinta. Non ero mica in Vietnam, non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l' audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero. Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato? Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. Bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda torre come un bombardiere che punta sull' obiettivo, si getta sull' obiettivo. Sicché ho capito. Ho capito anche perché nello stesso momento l' audio è tornato e ha trasmesso un coro di urla selvagge. Ripetute, selvagge. «God! Oh, God! Oh, God, God, God! Gooooooood! Dio! Oddio! Oddio! Dio, Dio, Dioooooooo!» E l' aereo s' è infilato nella seconda torre come un coltello che si infila dentro un panetto di burro. Erano le 9 e un quarto, ora. E non chiedermi che cosa ho provato durante quei quindici minuti. Non lo so, non lo ricordo. Ero un pezzo di ghiaccio. Anche il mio cervello era ghiaccio. Non ricordo nemmeno se certe cose le ho viste sulla prima torre o sulla seconda. La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre degli ottantesimi o novantesimi piani, ad esempio. Rompevano i vetri delle finestre, le scavalcavano, si buttavano giù come ci si butta da un aereo avendo addosso il paracadute, e venivano giù così lentamente. Agitando le gambe e le braccia, nuotando nell' aria. Sì, sembravano nuotare nell' aria. E non arrivavano mai. Verso i trentesimi piani, però, acceleravano. Si mettevano a gesticolar disperati, suppongo pentiti, quasi gridassero help-aiuto-help. E magari lo gridavano davvero. Infine cadevano a sasso e paf!



Sai, io credevo d' aver visto tutto alle guerre. Dalle guerre mi ritenevo vaccinata, e in sostanza lo sono. Niente mi sorprende più. Neanche quando mi arrabbio, neanche quando mi sdegno. Però alle guerre io ho sempre visto la gente che muore ammazzata. Non l' ho mai vista la gente che muore ammazzandosi cioè buttandosi senza paracadute dalle finestre d' un ottantesimo o novantesimo o centesimo piano. Alle guerre, inoltre, ho sempre visto roba che scoppia. Che esplode a ventaglio. E ho sempre udito un gran fracasso. Quelle due torri, invece, non sono esplose. La prima è implosa, ha inghiottito se stessa. La seconda s' è fusa, s' è sciolta. Per il calore s' è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E tutto è avvenuto, o m' è parso, in un silenzio di tomba. Possibile? C' era davvero, quel silenzio, o era dentro di me? Devo anche dirti che alle guerre io ho sempre visto un numero limitato di morti. Ogni combattimento, duecento o trecento morti. Al massimo, quattrocento. Come a Dak To, in Vietnam. E quando il combattimento è finito, gli americani si son messi a raccattarli, contarli, non credevo ai miei occhi. Nella strage di Mexico City, quella dove anch' io mi beccai un bel po' di pallottole, di morti ne raccolsero almeno ottocento. E quando credendomi morta mi scaraventarono nell' obitorio, i cadaveri che presto mi ritrovai intorno e addosso mi sembrarono un diluvio. Bè, nelle due torri lavoravano quasi cinquantamila persone. E ben pochi hanno fatto in tempo ad evacuare. Gli ascensori non funzionavano più, ovvio, e per scendere a piedi dagli ultimi piani ci voleva un' eternità. Fiamme permettendo.

Non lo conosceremo mai, il numero dei morti. (Quarantamila, quarantacinquemila...?). Gli americani non lo diranno mai. Per non sottolineare l' intensità di questa Apocalisse. Per non dar soddisfazione a Osama Bin Laden e incoraggiare altre Apocalissi. E poi le due voragini che hanno assorbito le decine di migliaia di creature son troppo profonde. Al massimo gli operai dissotterrano pezzettini di membra sparse. Un naso qui, un dito là. Oppure una specie di melma che sembra caffè macinato e invece è materia organica. Il residuo dei corpi che in un lampo si polverizzarono. Ieri il sindaco Giuliani ha mandato altri diecimila sacchi. Ma sono rimasti inutilizzati.

Che cosa sento per i kamikaze che sono morti con loro? Nessun rispetto. Nessuna pietà. No, neanche pietà. Io che in ogni caso finisco sempre col cedere alla pietà. A me i kamikaze cioè i tipi che si suicidano per ammazzare gli altri sono sempre stati antipatici, incominciando da quelli giapponesi della Seconda Guerra Mondiale. Non li ho mai considerati Pietri Micca che per bloccar l' arrivo delle truppe nemiche danno fuoco alle polveri e saltano in aria con la cittadella, a Torino. Non li ho mai considerati soldati. E tantomeno li considero martiri o eroi, come berciando e sputando saliva il signor Arafat me li definì nel 1972. (Ossia quando lo intervistai ad Amman, luogo dove i suoi marescialli addestravano anche i terroristi della Baader-Meinhof). Li considero vanesi e basta. Vanesi che invece di cercar la gloria attraverso il cinema o la politica o lo sport la cercano nella morte propria e altrui. Una morte che invece del Premio Oscar o della poltrona ministeriale o dello scudetto gli procurerà (credono) ammirazione. E, nel caso di quelli che pregano Allah, un posto nel Paradiso di cui parla il Corano: il Paradiso dove gli eroi si scopano le Urì. Scommetto che sono vanesi anche fisicamente."

Non c'è altro da aggiungere a questo racconto, Oriana Fallaci racconta gli eventi ed esprime i sentimenti che molti di noi hanno nel cuore!