lunedì 26 settembre 2016

Hermann Hesse - Senza di te



Hermann Hesse

Senza di te






Il mio cuscino mi guarda di notte con durezza
come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli.
Giaccio da solo nella casa silenziosa,
la lampada è spenta, e stendo pian piano,
le mie mani per afferrare le tue,
e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te
e bacio me fino a stancarmi e ferirmi
e all'improvviso son sveglio,
e intorno a me la fredda notte tace,
luccica nella finestra una limpida stella,
o tu dove sono i tuoi capelli biondi,
dov'è la tua dolce bocca?
Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino;
mai avrei immaginato che fosse tanto amaro
esser solo esser solo e senza di te!




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 

Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

martedì 13 settembre 2016

C.I.A.T.D.M. - Convegno: Infanzia tra diritti e abusi: come intervenire?


Sabato 17 Settembre alle ore 17:30


presso il Castello Medievale di Acquarica del Capo (LE)

Si terrà il Convegno 
INFANZIA TRA DIRITTI E ABUSI: COME INTERVENIRE?

Organizzato dal Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori (C.I.A.T.D.M.) con il patrocinio di 

Senato della Repubblica, 
Camera dei Deputati, 
Provincia di Lecce, 
Città di Acquarica del Capo 
Ordine degli Avvocati di Lecce

L'EVENTO E' ACCREDITATO DAL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI LECCE CON L'ATTRIBUZIONE DI 2 CREDITI FORMATIVI.

Programma:

Saluti delle autorità e considerazioni introduttive

- Avv. Roberta Altavilla - Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce

- Aurelia Passaseo – Presidente del C.I.A.T.D.M.

Interventi:

- Dott. Andrea Feltri – Criminologo, esperto in scienze criminologiche criminalistiche dell’Universitè Europèenne “Jean Monnet” a.i.s.b.l. - Bruxelles

- Dott. Carlo Errico – Consigliere presso la Corte di Appello di Lecce, Sezione Unica Penale

- Dott. Felice Vinati – Presidente Fondazione Safety World Wide Web

- Dott.ssa Daniela Casciaro – Pedagogista - responsabile Provinciale C.I.A.T.D.M.

- On.le Sandra Zampa – Vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’infanzia (previsto intervento in videoconferenza o scritto)

- On.le Rocco Palese – Vicepresidente della V Commissione (Bilancio Tesoro e Programmazione)

Modera e introduce:

- Avv. Carlo L. Casciaro - responsabile C.I.A.T.D.M. Acquarica del Capo


SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!











lunedì 12 settembre 2016

I ragazzi che si amano - Jacques Prévert


I ragazzi che si amano

Jacques Prévert







I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore





Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.

domenica 11 settembre 2016

11 settembre 2001: 15 anni fa!




15 anni sono passati da quel terribile 11 settembre 2001!




I terroristi, di matrice fondamentalista islamica, dirottarono 4 voli civili, due di questi si schiantarono sulle World Trade Center di New York: chi aveva la TV accesa e stava apprendendo la notizia del primo aereo schiantato su una delle due torri, vide in diretta lo schianto del secondo e fu vero panico!

Il panico, la paura e tanta insicurezza hanno avuto inizio in questo nostro "strano" occidente che ha sempre sottovalutato certi fenomeni (o ha voluto ignorare....) 


Interessi più o meno occulti son sempre stati causa di scontri di ogni tipo ma in questo caso,  e soprattutto in questo inizio di azioni terroristiche in terra d'occidente, ha rivelato le collusioni con certi apparati del mondo arabo....interessi da un lato ritorno al medioevo dall'altro!

Oggi combattiamo contro un nemico che molti considerano amico, combattiamo contro chi ci vorrebbe far tornare indietro di anni se non di secoli: tutto sembra avere inizio quel giorno, quel 11 settembre del 2001, anche se in realtà, come Oriana Fallaci "insegna" è iniziato molto tempo prima ma si è palesato con l'attacco alle World Trade Center di New York!

Il terrore di allora arrivava da cielo...ora arriva per terra e per mare!

Quel giorno è iniziata una fase di cui non riusciamo a vederne la fine grazie a tutti quei governanti ciechi, o finti ciechi ma interessati ai propri interessi, che continuano a non prendere delle decisioni che facciano terminare tutto ciò!

Hanno innescato una miccia ed ora non riescono più a disinnescarla...ecco il vero problema! Gli interessi di alcuni stati sono stati messi davanti alle vere necessità di questo nostro povero occidente, che ha visto nel corso dei secoli guerre civili e non per raggiungere un certo grado di civiltà e soprattutto di libertà!


Oriana Fallaci esprime molto bene, nel suo libro La rabbia e l'orgoglio, gli eventi ed i sentimenti che molti di noi ancora provano ricordando quella strage:

"Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l' altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. «Vittoria! Vittoria!». Uomini, donne, bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: «Bene. Agli americani gli sta bene». E sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d' una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso. Arrabbiata come me, la poetessa afro-americana Maya Angelou ieri ha ruggito: «Be angry. It' s good to be angry, it' s healthy. Siate arrabbiati.
Fa bene essere arrabbiati. È sano». E se a me fa bene io non lo so. Però so che non farà bene a loro, intendo dire a chi ammira gli Usama Bin Laden, a chi gli esprime comprensione o simpatia o solidarietà. Hai acceso un detonatore che da troppo tempo ha voglia di scoppiare, con la tua richiesta. Vedrai. Mi chiedi anche di raccontare come l' ho vissuta io, quest' Apocalisse. Di fornire insomma la mia testimonianza. Incomincerò dunque da quella."


La sua testimonianza di quella terribile mattina:

"Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e alle nove in punto ho avuto la sensazione d' un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e rizzi gli orecchi e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L' ho respinta. Non ero mica in Vietnam, non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l' audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero. Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato? Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. Bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda torre come un bombardiere che punta sull' obiettivo, si getta sull' obiettivo. Sicché ho capito. Ho capito anche perché nello stesso momento l' audio è tornato e ha trasmesso un coro di urla selvagge. Ripetute, selvagge. «God! Oh, God! Oh, God, God, God! Gooooooood! Dio! Oddio! Oddio! Dio, Dio, Dioooooooo!» E l' aereo s' è infilato nella seconda torre come un coltello che si infila dentro un panetto di burro. Erano le 9 e un quarto, ora. E non chiedermi che cosa ho provato durante quei quindici minuti. Non lo so, non lo ricordo. Ero un pezzo di ghiaccio. Anche il mio cervello era ghiaccio. Non ricordo nemmeno se certe cose le ho viste sulla prima torre o sulla seconda. La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre degli ottantesimi o novantesimi piani, ad esempio. Rompevano i vetri delle finestre, le scavalcavano, si buttavano giù come ci si butta da un aereo avendo addosso il paracadute, e venivano giù così lentamente. Agitando le gambe e le braccia, nuotando nell' aria. Sì, sembravano nuotare nell' aria. E non arrivavano mai. Verso i trentesimi piani, però, acceleravano. Si mettevano a gesticolar disperati, suppongo pentiti, quasi gridassero help-aiuto-help. E magari lo gridavano davvero. Infine cadevano a sasso e paf!



Sai, io credevo d' aver visto tutto alle guerre. Dalle guerre mi ritenevo vaccinata, e in sostanza lo sono. Niente mi sorprende più. Neanche quando mi arrabbio, neanche quando mi sdegno. Però alle guerre io ho sempre visto la gente che muore ammazzata. Non l' ho mai vista la gente che muore ammazzandosi cioè buttandosi senza paracadute dalle finestre d' un ottantesimo o novantesimo o centesimo piano. Alle guerre, inoltre, ho sempre visto roba che scoppia. Che esplode a ventaglio. E ho sempre udito un gran fracasso. Quelle due torri, invece, non sono esplose. La prima è implosa, ha inghiottito se stessa. La seconda s' è fusa, s' è sciolta. Per il calore s' è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E tutto è avvenuto, o m' è parso, in un silenzio di tomba. Possibile? C' era davvero, quel silenzio, o era dentro di me? Devo anche dirti che alle guerre io ho sempre visto un numero limitato di morti. Ogni combattimento, duecento o trecento morti. Al massimo, quattrocento. Come a Dak To, in Vietnam. E quando il combattimento è finito, gli americani si son messi a raccattarli, contarli, non credevo ai miei occhi. Nella strage di Mexico City, quella dove anch' io mi beccai un bel po' di pallottole, di morti ne raccolsero almeno ottocento. E quando credendomi morta mi scaraventarono nell' obitorio, i cadaveri che presto mi ritrovai intorno e addosso mi sembrarono un diluvio. Bè, nelle due torri lavoravano quasi cinquantamila persone. E ben pochi hanno fatto in tempo ad evacuare. Gli ascensori non funzionavano più, ovvio, e per scendere a piedi dagli ultimi piani ci voleva un' eternità. Fiamme permettendo.

Non lo conosceremo mai, il numero dei morti. (Quarantamila, quarantacinquemila...?). Gli americani non lo diranno mai. Per non sottolineare l' intensità di questa Apocalisse. Per non dar soddisfazione a Osama Bin Laden e incoraggiare altre Apocalissi. E poi le due voragini che hanno assorbito le decine di migliaia di creature son troppo profonde. Al massimo gli operai dissotterrano pezzettini di membra sparse. Un naso qui, un dito là. Oppure una specie di melma che sembra caffè macinato e invece è materia organica. Il residuo dei corpi che in un lampo si polverizzarono. Ieri il sindaco Giuliani ha mandato altri diecimila sacchi. Ma sono rimasti inutilizzati.

Che cosa sento per i kamikaze che sono morti con loro? Nessun rispetto. Nessuna pietà. No, neanche pietà. Io che in ogni caso finisco sempre col cedere alla pietà. A me i kamikaze cioè i tipi che si suicidano per ammazzare gli altri sono sempre stati antipatici, incominciando da quelli giapponesi della Seconda Guerra Mondiale. Non li ho mai considerati Pietri Micca che per bloccar l' arrivo delle truppe nemiche danno fuoco alle polveri e saltano in aria con la cittadella, a Torino. Non li ho mai considerati soldati. E tantomeno li considero martiri o eroi, come berciando e sputando saliva il signor Arafat me li definì nel 1972. (Ossia quando lo intervistai ad Amman, luogo dove i suoi marescialli addestravano anche i terroristi della Baader-Meinhof). Li considero vanesi e basta. Vanesi che invece di cercar la gloria attraverso il cinema o la politica o lo sport la cercano nella morte propria e altrui. Una morte che invece del Premio Oscar o della poltrona ministeriale o dello scudetto gli procurerà (credono) ammirazione. E, nel caso di quelli che pregano Allah, un posto nel Paradiso di cui parla il Corano: il Paradiso dove gli eroi si scopano le Urì. Scommetto che sono vanesi anche fisicamente."

Non c'è altro da aggiungere a questo racconto, Oriana Fallaci racconta gli eventi ed esprime i sentimenti che molti di noi hanno nel cuore!




lunedì 5 settembre 2016

Per il mio cuore....Pablo Neruda


Per il mio cuore...


Pablo Neruda





Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.

E in te l’illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l’orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l’onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.






Nato in Cile nel 1904 è una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza, la sua prima raccolta è del 1923 "Crepuscolo". Dopo aver trascorso un periodo in Spagna durante la guerra civile ritorna in Cile, si iscrive al partito comunista e viene eletto senatore. Costretto all'esilio, dal quale scrive un numero notevole di opere, nel 1952 ritorna in Cile, sostiene l'elezione di Allende e ottiene l'incarico di ambasciatore del Cile in Francia. Nel 1971 riceve il premio Nobel per la letteratura...muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.


domenica 14 agosto 2016

Ferragosto

Ferragosto o giorno di Assunzione della B.V. Maria, è una giornata che la tradizione dedica alle gite fuori porta con pranzi al sacco, canti, balli e tanto divertimento.

Il termine Ferragosto deriva dal "feriea Augusti" (riposo di Augusto), una festività istituita sotto l'imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a. C.

Tale giornata festiva si aggiungeva alle altre esistenti nel mese di agosto, come i "Consualia" che celebravano i raccolti e la fine dei lavori agricoli, ed era il collegamento fra le principali festività del mese allo scopo di fornire un meritato periodo di riposto dopo le fatiche delle settimane precedenti.

Durante i festeggiamenti venivano organizzate corse di cavalli, gli asini e i muli erano dispensati dalle fatiche e venivano adornati con ghirlande di fiori, molte delle antiche tradizioni sono ancora in uso, come quella del "Palio dell'Assunta" che si svolge a Siena il 16 agosto.


I nati del giorno: 

la loro natura è assai semplice, forse a volte un pò rude e sbrigativa, ma sempre sincera e leale.
Nella vita vanno dritti al sodo e non si perdono in inutili giri di parole, amano la natura e sono attratti da quei lavori che permettono la vita all'aria aperta. Anche la vita sentimentale è destinata alla semplicità ed alla lealtà, desiderosi di formarsi presto una famiglia non avranno problemi a realizzare i propri sogni.





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mercoledì 10 agosto 2016

Notte di San Lorenzo 2016 - grazie a Giove "cascata ricca" di stelle cadenti


La notte di San Lorenzo propriamente detta è il 10 agosto ma quest'anno avremo un vero e proprio picco di meteore nella notte tra l'11 e il 12 Agosto, ma anche nella notte tra il 12 e il 13 agosto!



Un grande aiuto per vedere le stelle cadenti saranno due eventi:

- il primo è la posizione della Luna che sarà nel PRIMO QUARTO e tramonterà verso le 23.19 lasciando il cielo nella sua oscurità per meglio ammirarne la bellezza; 

- il secondo evento è dovuto a Giove che grazie alla sua potenza gravitazionale spingerà una quantità maggiore di queste particelle (le stelle cadenti non son altro che uno sciame meteorico delle Perseidi) verso la Terra. 

Lo sciame delle Perseidi, ossia le stelle di San Lorenzo, si deve alle polveri sottilissime lasciate dal passaggio delle cometa Swift-Tuttle, che tutti gli anni, in questo periodo, passa accanto al nostro pianeta.
Le scie luminose che vediamo nel cielo e che impropriamente chiamiamo "Stelle Cadenti" sono il risultato dell'impatto delle polveri con l'atmosfera.

Secondo le stime degli esperti quest'anno potrebbe esserci un incremento notevole di stelle cadenti quindi, se vogliamo esprimere il nostro desiderio, avremo più possibilità di vederne almeno una attraversare il cielo notturno.

Le Perseidi, sono dette anche Lacrime di San Lorenzo perchè visibili nel giorno che ricorda San Lorenzo ed evoca i carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato. 





martedì 9 agosto 2016

La reincarnazione: Induismo e Buddismo (2)

[seconda parte per leggere la prima clicca qui]

***In Tibet, anche i tulku cioè i personaggi santi (in genere i padri superiori di un convento) si reincarnano per poter rimanere vicini ai loro monaci. Alexandra David-Neel ne parla (Mystique et Magiciens du Tibet, Plo9n 1968):

 "l'ultimo tulku Agnai_Tsang, era morto già da 7 anni e non si era ancora potuta trovare a sua reincarnazione. Il sovraintendente del convento, da parte sua non aveva nessun fretta di scoprirla perchè l'amministrazione dei beni del defunto contribuiva molto alla sua prosperità personale ..." Un giorno il sovraintendente andò a visitare una fattoria. Mentre chiacchierava con la padrona di casa, tirò fuori dalla tasca una tabacchiera di giada per prendere un pizzico di tabacco...Allora u bimbetto che stava giocando lì n cucina, andò verso di lui e disse: "perchè adoperi la mia tabacchiera?
Panico del sovraintendente perchè si trattava, in realtà, della tabacchiera del defunto tulku di cui egli si era appropriato.
"Restituiscimela subito", disse il bambino.
Preso dal rimorso, il monaco-sovraintendente restituì la tabacchiera e confessò tutto.
Poi condusse il bambino al convento e gli fece scegliere fra un mucchio di oggetti quelli che erano appartenuti al defunto.
Alexandra Davis Neel racconta poi come ella stessa abbia assistito alla scena e in particolare di come il bambino "riconobbe" tutti gli usci, le stanze e i meandri segreti del monastero dove, peraltro, egli non era ancora entrato nella sua presente incarnazione.

Reclamò anche una ciotola di porcellana dimenticata in fondo a un baule che si stabilì essere in effetti appartenuta al defunto.
In generale, qualche mese o un anno dopo la morte di un Lama, superiore di un convento, è del Dalai-Lama stesso, i monaci si mettono alla ricerca della sua reincarnazione.
Essi vanno a scovare tutti i bambini che vengono indicati come particolarmente vivaci e intelligenti.
I nomi di questi bambini vengono poi scritti su dei pezzetti di carta e tirati su a sorte. L'eletto, dopo una serie di prove del genere di quelle descritte qui sopra, viene poi consacrato.


Il presente Dalai-Lama, che è il quattordicesimo, è stato scelto, o meglio "ritrovato" in questo modo.
E sembra che egli sia proprio la reincarnazione del su predecessore morto nel 1933. 


In Cina, i taoisti, i buddisti e i discepoli di Confucio credono nella reincarnazione: Confucio non ne era affatto contrario.

Anche se Lao-Tsè (VII-VI secolo a. C.) fa solo qualche breve accenno al ritorno periodico dell'uomo sulla terra.
Il su discepolo preferito Chouang-Sou, al contrario ne parla diffusamente nel Tao-Te-King.

Lao-Tsè che è stato contemporaneo sia di Buddha che di Pitagora e di Ezechiele, si è reincarnato ,molte volte e in particolare nella persona di Kouang-Tschang-Tseu, "l'Imperatore Giallo"....
In Cina come del resto in Giappone, le espressioni correnti del linguaggio di tutti i giorni, evocano spesso la reincarnazione.
E gli Europei, che la ignorano, trascurano una delle chiavi essenziali della psicologia orientale.



[Dorothèe Koechlin De Bizemont]












domenica 7 agosto 2016

Charles Bukowski - My cats



Charles Bukowski

 My cats




Lo so. Lo so. 
Sono limitati, hanno diverse 
esigenze e 
preoccupazioni
ma io li guardo e apprendo. 
Mi piace il poco che sanno 
che in fin dei conti 
è molto.
Si lamentano ma 
non si angustiano, 
avanzano con sorprendente dignità. 
dormono con una tale semplicità 
che agli umani sfugge.
I loro occhi sono 
più belli dei nostri 
e possono dormire per venti ore 
al giorno 
senza esitazione o 
rimorso.
Quando mi sento 
abbattuto 
devo solo guardare 
i miei gatti 
e mi torna il coraggio.
Studio queste 
creature.
Sono i miei 
maestri.


I know. I know.
they are limited, have different
needs and 
concerns.
but I watch and learn from them. 
I like the little they know, 
which is so 
much. 
they complain but never 
worry,
they walk with a surprising dignity. 
they sleep with a direct simplicity that
humans just can’t 
understand.
their eyes are more 
beautiful than our eyes. 
and they can sleep 20 hours 
a day 
without 
hesitation or 
remorse. 
when I am feeling 
low 
all I have to do is
watch my cats 
and my 
courage 
returns. 
I study these 
creatures. 
they are my 
teachers.




Nato in Germania nel 1920,  si trasferisce a Los Angeles all'età di 2 anni. La vita in questo nuovo paese non è semplice, la situazione familiare non è delle più felici, racconterà queste vicende nel suo romanzo "Panino al prosciutto". Negli anni successivi fa molti lavori spendendo tutto quello che ha per bere. Cambia continuamente città e dopo varie esperienze, sia lavorative che sentimentali,scrive Factotum e Post Office.
Successivamente scrive Donne, e Storie di Ordinaria follia. Vivrà in serenità con la moglie Linda e tanti gatti nella sua casa di San Pedro. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri , Hollywood e Pulp, fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1994 stroncato dalla leucemia.

lunedì 1 agosto 2016

Lord Byron - Strofe per musica


Lord Byron

Strofe per musica






Dicono che la Speranza sia felicità,
ma il vero Amore deve amare il passato,
e il Ricordo risveglia i pensieri felici che primi sorgono e ultimi svaniscono.

E tutto ciò che il Ricordo ama di più un tempo fu Speranza solamente;
e quel che amò e perse la Speranza
oramai è circonfuso nel Ricordo.

È triste! È tutto un’illusione:
il futuro ci inganna da lontano,
non siamo più quel che ricordiamo,
né osiamo pensare a ciò che siamo.





George Gordon Noel Byron, VI barone di Byron, meglio noto come Lord Byron  (Londra, 22 gennaio 1788 – Missolungi, 19 aprile 1824) è considerato uno dei massimi poeti britannici. Uomo di spicco nella cultura del Regno Unito durante il secolo del Romanticismo creò una moda diffusasi rapidamente in tutta Europa che fu la quintessenza del romanticismo: una poesia che si proponeva di esprimere il "male del secolo", la malinconia e lo spirito di ribellione contro qualsiasi ordine precostituito. Nelle opere appartenenti alla seconda fase della sua attività letteraria appare un vena autoironica e satirica. 










domenica 24 luglio 2016

Charles Bukowski "per favore"


Charles Bukowski 
per favore






Salvatemi da quei tipi li
dai loro confortevoli volti levigati
dalla loro rilassata sfrontatezza,
dalle loro gambe accavallate,
dalle loro scarpe di tela,
dai loro stomaci protundenti,
dalle loro menti ottuse,
dalla loro gelida cortesia,
dai loro pallidi sorrisi,
dal loro superfluo armeggio
 col nostro tempo,
dal loro ingresso nella nostra vita
tramite terzi.
dio, la gente orrenda con cui hai
 a che fare
solo perché del tutto solo
 non vuoi stare.
 questi zucconi,
 questi boccaloni,
questi invertebrati,
 e le  loro insopportabili
visitine
dietro le tapparelle,
rosicchiando cibarie, 
centellinando il vino,
coi loro culi ingombranti
spaparanzati da qualche parte,
sempre disposti a fermarsi un giorno in più,
una settimana in più,
una vita in più,
così contenti,
deliziati
alla tua vista,
salvati per puro caso
dalla tua furia,
ingrassano davanti ai tuoi occhi
imbottendosi la bocca
di olive, frutta e patatine
sorridendo con labbra
turgide di vino...
qualcuno magari ci vede qualcosa
in quei tipi lì,
o ha bisogno di qualcosa
da loro
ma io rabbrividisco
fino alle mie sporche budella
incredulo
a quel che ho
davanti.
tanto quelli di nulla s'accorgono,
sbadigliano,
e stiracchiano le gambe
fino a occupare il mio
spazio.





Nato in Germania nel 1920,  si trasferisce a Los Angeles all'età di 2 anni. La vita in questo nuovo paese non è semplice, la situazione familiare non è delle più felici, racconterà queste vicende nel suo romanzo "Panino al prosciutto". Negli anni successivi fa molti lavori spendendo tutto quello che ha per bere. Cambia continuamente città e dopo varie esperienze, sia lavorative che sentimentali,scrive Factotum e Post Office.
Successivamente scrive Donne, e Storie di Ordinaria follia. Vivrà in serenità con la moglie Linda e tanti gatti nella sua casa di San Pedro. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri , Hollywood e Pulp, fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1994 stroncato dalla leucemia.