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mercoledì 1 ottobre 2014

CHARLES BAUDELAIRE - l'Albatros



Charles Baudelaire

l' Albatros







Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi
uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il
bastimento scivolante sopra gli abissi amari.

Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro, goffi

e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi,
candide ali, quasi fossero remi.

Come è intrigato e incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco
addietro così bello, com'è brutto e ridicolo! Qualcuno irrita il
suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima
l'infermo che prima volava!

E il poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia
in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli
scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.




Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

CHARLES BAUDELAIRE - Tristezza della luna



Charles Baudelaire


Tristezza della luna







Questa sera la luna sogna con più languore;

come una donna bella su cuscini svariati

che con la mano lieve e distratta accarezza

prima del sonno il dolce contorno dei suoi seni,

sopra il lucido dorso di valanghe di seta,

morente s'abbandona a lunghi smarrimenti,

e gira intanto gli occhi su visioni bianche

che nell'azzurro salgono, come sboccio di fiori.

Quando nel suo accidioso languore, qualche volta

lascia un'ascosa lacrima cadere sulla terra,

nemico del riposo, un pio poeta accoglie

nel cavo della mano quella pallida lacrima

iridescente al pari di un frammento d'opale,

e la cela agli sguardi del sole, nel suo cuore.



Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 


CHARLES BAUDELAIRE - L'uomo e il mare




Charles Baudelaire


L'uomo e il mare





Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell'infinito svolgersi dell'onda
l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l'abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!





Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

CHARLES BAUDELAIRE - Il tramonto del sole romantico



Charles Baudelaire

Il tramonto del sole romantico








Oh, quanto è bello il sole che sorge allegro e forte
e il suo buondì ci lancia come uno scoppio rosso!
felice che ne può con animo commosso
salutare, gloriosa più d'un sogno, la morte!

Ricordo!... Ho visto tutto, la fonte, il solco, il fiore,
anelar come vivido cuore sotto i suoi sguardi.
- Corriamo all'orizzonte, presto, corriamo, è tardi,
che non ci sfugga almeno l'ultimo obliquo ardore!

Ma io rincorro invano il Dio che s'allontana;
stende l'ineluttabile Notte su noi, sovrana,
le abbrividenti ali, funeste, umide, opache.

Un lezzo di sepolcro nelle tenebre vagola,
e il mio timido piede ai margini del brago
schiaccia rospi imprevisti e lubriche lumache.




Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

CHARLES BAUDELAIRE - Heautontimorumenos



Charles Baudelaire 


Heautontimorumenos




Ti colpirò, senza odio e senza collera,
come un beccaio, come Mosè il sasso;
e perché possa al fine dissetare
il mio Sahara, le acque del dolore
zampillare farò dalla tua palpebra.

Rigonfio di speranza il desiderio 
andrà sulle tue lacrime salate
come un vascello che si spinge al largo;
nel cuore inebriato dei tuoi singhiozzi,
che mi son cari, echeggeranno quasi
un tamburo che batte la sua carica.

Non sono forse un falso accordo nella 
divina sinfonia, grazie all'edace
Ironia che mi scuote e mi morde?
Tutto il mio sangue, tutto, è questo nero
veleno; ed io non sono che lo specchio 
in cui si guarda la strega.

Coltello e piaga, schiaffo e guancia, membra 
e ruota sono, vittima e carnefice;
sono il vampiro del mio cuore, un grande 
infelice, di quelli a un riso eterno
dannati, e che non possono più sorridere.




Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

CHARLES BAUDELAIRE - i gatti




Charles Baudelaire


i gatti





Un bel gatto forte, dolce e vezzoso
Passeggia nel mio cervello
Come a casa sua.
Si sente appena quando miagola,
Per quanto il tono è tenero e discreto;
Ma la voce è sempre profonda e ricca,
Sia che brontoli o s'acqueti.
Questo il suo incanto e il suo segreto.
Come penetra e filtra questa voce
Nell'intimo mio più tenebroso!
Mi riempie come un verso numeroso
E mi rallegra come un filtro!
Che quiete per i mali più crudeli!
Racchiude in sé tutte le estasi!
Non le servono parole
Per dire le più lunghe frasi.
L'unico archetto che morde
Sul perfetto strumento del mio cuore
E fa cantare più regalmente
La più vibrante corda
È la tua voce, gatto misterioso,
Gatto serafico, gatto strano!
Tutto in te, come in un angelo,
È sottile ed armonioso!

II

Che dolce profumo esala da quel pelo
Biondo e bruno!
Com'ero tutto profumato
Una sera che l'accarezzai
Una volta, una soltanto!
È lui il mio genio tutelare!
Giudica, governa e ispira
Ogni cosa nel suo impero;
È una fata?
O forse un dio?
Quando i miei occhi, attratti
Come da calamita, dolci si volgono
A quel gatto che amo
E guardo poi in me stesso,
Che meraviglia il fuoco
Di quelle pallide pupille,
Di quei chiari fanali,
Di quei viventi opali
Che fissi mi contemplano!




Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

venerdì 26 settembre 2014

Riportiamo a casa Emma - appello di mamma Alice a Radio l'isola che non c'è!


La grande sensibilità di Emanuel Scida e di tutto lo staff di Radio l'isola che non c'è si è fatta sentire ancora per il caso della piccola Emma Houda, figlia di Alice Rossini, rapita dal padre e portata in Siria dove una guerra molto cruenta è in atto!





Ma andiamo per gradi e raccontiamo gli eventi in modo che tutti possano capire la tragedia di questa mamma che da anni lotta con tutte le sue forze per poter riabbracciare e riavere la sua creatura!

L'incubo di Alice Rossini inizia quando l'ex marito Mohammed Kharat, di nazionalità siriana, lascia l'Italia portandosi via la piccola Emma di appenda 2 anni. La "fuga" ha dell'incredibile perchè quest'uomo, passando da Atene e poi da Damasco, viaggia senza documenti validi per l'espatrio sia per quanto riguarda la propria persona che per la piccola Emma.

Appelli su appelli di mamma Alice per far ritornare la bimba a casa, tantissime le iniziative di solidarietà e tante apparizioni anche sulle TV nazionali!

Le autorità italiane nel marzo 2012, dopo la separazione dei genitori della piccola, decretano la decadenza della potestà del padre siriano che viene affidata alla madre. Ricordiamo che la bimba è cittadina Italiana!

La procura di Monza mobilità l' Interpol ed emette un mandato di cattura internazionale contro il padre con l'accusa di sottrazione di minore.

Il caso della piccola Emma arriva anche in parlamento e numerosi sono gli appelli alla Farnesina: le difficoltà della guerra civile in corso e il fatto che ci sia stata una sospensione dell'ambasciata sono le motivazioni date per l'impossibilità di un intervento.

In questi giorni sono emersi alcuni fatti - che mamma Alice non desidera divulgare per motivi di privacy e non solo - per i quali ci sarebbe la possibilità di fare un viaggio DELLA SPERANZA in Siria con lo scopo di raggiungere la piccola Emma!

Tale viaggio verrà fatto da Alice Rossini con uno o due accompagnatori, ricordiamo che in quei luoghi c'è una guerra in corso ed è necessario che Alice sia accompagnata da persone esperte sia nella lingua che dei luoghi, ma come si potrà comprendere tale viaggio ha un costo non indifferente!

Alice ha spiegato ai media che i nuovi fatti emersi scaturiscono da una telefonata riservata della quale per ora non può dire nulla ma che se la fortuna l'assisterà potrà finalmente riabbracciare la sua piccola Emma!

Alice non è abituata a chiedere aiuti, perchè è una donna abituata a fare da sè, ma ora che una luce si intravede infondo al tunnel il cuore di mamma non esita a mettere da parte il suo orgoglio per poter finalmente riavere la figlia con sè!

Ecco perchè l'appello a Radio l'isola che non c'è!

Ecco perchè anche su Facebook ci sono iniziative per un aiuto economico per affrontare tale viaggio!

I suoi dati li ha divulgati perchè è diventato necessario e vitale avere quella somma per poter affrontare il viaggio!

E li divulghiamo anche noi con la speranza che il buon cuore di qualche italiano possa dare il suo contributo:

Per donare qualsiasi cifra...♡
Numero di post pay 
4023600634470563

codice fiscale
RSSLCA 80 L41M052 A

Vi ringraziamo anticipatamente... ♡



E' doveroso aggiungere, a tutta questa storia che ha solo dell'incredibile, ancora alcuni fatti:

a maggio 2014 si è tornati in aula per una nuova discussione sul caso di Mahammed Kharat, durante l'udienza sono stati riformulati i capi di imputazione con conseguente trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica:

il reato di allontanamento di minore è stato convertito a sequestro di minore!

Cambiato il capo d'accusa si è evitato che il reato cadesse in prescrizione permettendo così alle autorità di emettere un nuovo mandato di cattura internazionale più incisivo!

Una svolta importante a livello giudiziario, ma altrettanto importante sarebbe se mamma Alice potesse fare il VIAGGIO DELLA SPERANZA in Siria per andare a riprendersi la sua cucciola!







lunedì 15 settembre 2014

C.I.A.T.D.M - Botte bimbi asilo: valutare capacità degli insegnanti!

"Nel giorno dell'inizio dell'anno scolastico, con il premier e i ministri che tornano nelle scuole che hanno frequentato, chiediamo a Renzi e alla Giannini di introdurre test psicologici per valutare la capacita' di un insegnante di stare a contatto con i ragazzi"

L'appello arriva dal Coordinamento delle associazioni a tutela dei diritti dei minori (Ciatdm).

"Ancora una volta bambini anche in eta' piccolissima sarebbero stati maltrattati, questa volta in una scuola materna di Taranto", rilevano il Presidente ed il Vice Presidente del Ciatdm Aurelia Passaseo e Roberto Stendardo. 

"Troviamo vergognoso che si parli sempre e solo di interdizione delle insegnanti e non di trasferimenti ad altri ruoli ed incarichi nella scuola.

Ancora una volta e' successo ed ancora una volta sono stati reiterati gli abusi, le botte e i maltrattamenti - aggiungono - riteniamo sia giunto il momento di una riforma seria della scuola ove oltre ad esserci una azione penale nei confronti di chi si macchia di questi gravissimi reati, vengano introdotti per gli insegnanti, che sono a contatto con i minori test psicologici per valutarne le capacita' a stare nelle aule scolastiche". 

(ANSA). YB6-BU15-SET-14 13:50 NNN



Botte bimbi asilo: piccoli rifiutavano scuola per paura

 Sono stati i racconti di alcuni bambini, che avrebbero riferito ai loro genitori di non voler andare piu' a scuola perche' non volevano avere piu' 'botte', a far scattare le denunce che hanno indotto la polizia ad avviare l'indagine che stamani ha portato all'interdizione dal servizio di due maestre - di 46 e 47 anni - di una scuola dell'infanzia pubblica di Taranto. L'ordinanza di sospensione, della durata di due mesi, e' firmata dal gip del tribunale di Taranto Vilma Gilli. Le due insegnati sono indagate per maltrattamenti nei confronti dei bambini a loro affidati. Le telecamere nascoste, installate dagli agenti all'interno dell'aula della scuola, hanno documentato le percosse subite dai bambini fra i 3 e i 5 anni. Secondo gli investigatori, le vessazioni - schiaffi e strattoni - erano tali da compromettere l'equilibrio psichico dei piccoli. Le mamme avevano denunciato comportamenti insoliti nei loro figli, che apparivano agitati e dicevano di avere paura delle maestre. Anche il dirigente scolastico ha avviato un'indagine interna. 

(ANSA). YB6-BU15-SET-14 13:50 NNN




Botte bimbi asilo: Ps, indagine grazie a mamme coraggiose

''Noi siamo grati alle giovani madri dei bambini che frequentavano questa scuola materna.Grazie al loro particolare acume hanno segnalato a noi un qualcosa degno di approfondimento investigativo''. Lo ha detto il dirigente della squadra mobile della questura di Taranto,Giuseppe Roberto Pititto, spiegando ai giornalisti particolari dell'indagine chiamata 'Mamme coraggio', che ha portato all'interdizione dall'attivita' professionale per due mesi di due insegnanti di scuola dell'infanzia, una delle quali di sostegno,accusate di maltrattamenti (percosse e offese) nei confronti di una classe di una quindicina di bimbi fra i 3 e i 5 anni. Una delle due maestre lavora in quella scuola dal 1999,l'insegnante di sostegno dal 2005. Entrambe sono sposate e hanno figli. L'attivita' investigativa e' stata condotta dalla sezione reati sessuali contro i minori. I filmati registrati dalle telecamere piazzate dalla polizia alla fine dello scorso anno scolastico, hanno documentato i presunti maltrattamenti. ''Le mamme - ha aggiunto Pititto - avevano notato nei figli uno stato di ansia, di malumore, di timore nel recarsi presso questa scuola. Hanno segnalato agli organi investigativi questa situazione, che e' stata adeguatamente approfondita. Trattandosi di un reato grave abbiamo portato avanti non oltre dieci giornidi attivita' tecniche, che pero' sono stati sufficienti per acclarare le responsabilita' delle due maestre''.

(ANSA). YB6-BU15-SET-14 16:08 NNN



C.I.A.T.D.M - Yara: Coordinamento minori, banca dati dna di tutti i cittadini



Una banca dati nazionale del dna di tutti i cittadini italiani. 



A chiederla e' il Ciatdm, Coordinamento internazionale delle associazioni a tutela dei diritti dei minori, nella convinzione che questa sia la sola strada per "snellire e velocizzare le indagini" al fine di identificare i responsabili di "gravissimi ed efferati reati quali l'omicidio, le violenze, l'abuso sessuale su minori".

"Stiamo elaborando una proposta di legge in tal senso", hanno annunciato il presidente e il vicepresidente del Coordinamento,Aurelia Passaseo e Roberto Stendardo: "appena pronta, sara' inoltrata ai vari gruppi parlamentari di Camera e Senato".

Passaseo ricorda, tra gli altri, il caso dell'uccisione di Yara Gambirasio: per l'identificazione di Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere perche' sospettato di essere l'assassino, "sono stati determinanti i prelievi del Dna di tutti gli abitanti della zona: e' solo cosi' che a distanza di anni, grazie all'esame delle macchie di sangue sugli slip di Yara, si e' giunti ad isolare il profilo genetico dell'uomo". 

Secondo il Ciatdm, la banca data dovrebbe essere istituita presso il ministero dell'Interno ed essere consultabile solo dagli inquirenti e dalle forze dell'ordine: 

il prelievo del Dna sarebbe fatto nel rispetto della legge sulla privacy con le garanzie gia' previste, ad esempio, dalla legge sulla donazione degli organi. 


(AGI)Bas131618 SET 14NNNN




giovedì 11 settembre 2014

11 settembre 2001 - Per non dimenticare!

Sono passati 13 anni eppure il ricordo di quel giorno, 11 settembre 2001, è ancora più che vivo in tutti noi!


I terroristi, di matrice fondamentalista islamica, dirottarono 4 voli civili, due di questi si schiantarono sulle World Trade Center di New York: chi aveva la TV accesa e stava apprendendo la notizia del primo aereo schiantato su una delle due torri, vide in diretta lo schianto del secondo e fu vero panico!


Oriana Fallaci esprime molto bene, nel suo libro La rabbia e l'orgoglio, gli eventi ed i sentimenti che molti di noi ancora provano ricordando quella strage:

"Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l' altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. «Vittoria! Vittoria!». Uomini, donne, bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: «Bene. Agli americani gli sta bene». E sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d' una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso. Arrabbiata come me, la poetessa afro-americana Maya Angelou ieri ha ruggito: «Be angry. It' s good to be angry, it' s healthy. Siate arrabbiati.
Fa bene essere arrabbiati. È sano». E se a me fa bene io non lo so. Però so che non farà bene a loro, intendo dire a chi ammira gli Usama Bin Laden, a chi gli esprime comprensione o simpatia o solidarietà. Hai acceso un detonatore che da troppo tempo ha voglia di scoppiare, con la tua richiesta. Vedrai. Mi chiedi anche di raccontare come l' ho vissuta io, quest' Apocalisse. Di fornire insomma la mia testimonianza. Incomincerò dunque da quella."


La sua testimonianza di quella terribile mattina:

"Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e alle nove in punto ho avuto la sensazione d' un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e rizzi gli orecchi e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L' ho respinta. Non ero mica in Vietnam, non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l' audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero. Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato? Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. Bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda torre come un bombardiere che punta sull' obiettivo, si getta sull' obiettivo. Sicché ho capito. Ho capito anche perché nello stesso momento l' audio è tornato e ha trasmesso un coro di urla selvagge. Ripetute, selvagge. «God! Oh, God! Oh, God, God, God! Gooooooood! Dio! Oddio! Oddio! Dio, Dio, Dioooooooo!» E l' aereo s' è infilato nella seconda torre come un coltello che si infila dentro un panetto di burro. Erano le 9 e un quarto, ora. E non chiedermi che cosa ho provato durante quei quindici minuti. Non lo so, non lo ricordo. Ero un pezzo di ghiaccio. Anche il mio cervello era ghiaccio. Non ricordo nemmeno se certe cose le ho viste sulla prima torre o sulla seconda. La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre degli ottantesimi o novantesimi piani, ad esempio. Rompevano i vetri delle finestre, le scavalcavano, si buttavano giù come ci si butta da un aereo avendo addosso il paracadute, e venivano giù così lentamente. Agitando le gambe e le braccia, nuotando nell' aria. Sì, sembravano nuotare nell' aria. E non arrivavano mai. Verso i trentesimi piani, però, acceleravano. Si mettevano a gesticolar disperati, suppongo pentiti, quasi gridassero help-aiuto-help. E magari lo gridavano davvero. Infine cadevano a sasso e paf!



Sai, io credevo d' aver visto tutto alle guerre. Dalle guerre mi ritenevo vaccinata, e in sostanza lo sono. Niente mi sorprende più. Neanche quando mi arrabbio, neanche quando mi sdegno. Però alle guerre io ho sempre visto la gente che muore ammazzata. Non l' ho mai vista la gente che muore ammazzandosi cioè buttandosi senza paracadute dalle finestre d' un ottantesimo o novantesimo o centesimo piano. Alle guerre, inoltre, ho sempre visto roba che scoppia. Che esplode a ventaglio. E ho sempre udito un gran fracasso. Quelle due torri, invece, non sono esplose. La prima è implosa, ha inghiottito se stessa. La seconda s' è fusa, s' è sciolta. Per il calore s' è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E tutto è avvenuto, o m' è parso, in un silenzio di tomba. Possibile? C' era davvero, quel silenzio, o era dentro di me? Devo anche dirti che alle guerre io ho sempre visto un numero limitato di morti. Ogni combattimento, duecento o trecento morti. Al massimo, quattrocento. Come a Dak To, in Vietnam. E quando il combattimento è finito, gli americani si son messi a raccattarli, contarli, non credevo ai miei occhi. Nella strage di Mexico City, quella dove anch' io mi beccai un bel po' di pallottole, di morti ne raccolsero almeno ottocento. E quando credendomi morta mi scaraventarono nell' obitorio, i cadaveri che presto mi ritrovai intorno e addosso mi sembrarono un diluvio. Bè, nelle due torri lavoravano quasi cinquantamila persone. E ben pochi hanno fatto in tempo ad evacuare. Gli ascensori non funzionavano più, ovvio, e per scendere a piedi dagli ultimi piani ci voleva un' eternità. Fiamme permettendo.

Non lo conosceremo mai, il numero dei morti. (Quarantamila, quarantacinquemila...?). Gli americani non lo diranno mai. Per non sottolineare l' intensità di questa Apocalisse. Per non dar soddisfazione a Osama Bin Laden e incoraggiare altre Apocalissi. E poi le due voragini che hanno assorbito le decine di migliaia di creature son troppo profonde. Al massimo gli operai dissotterrano pezzettini di membra sparse. Un naso qui, un dito là. Oppure una specie di melma che sembra caffè macinato e invece è materia organica. Il residuo dei corpi che in un lampo si polverizzarono. Ieri il sindaco Giuliani ha mandato altri diecimila sacchi. Ma sono rimasti inutilizzati.

Che cosa sento per i kamikaze che sono morti con loro? Nessun rispetto. Nessuna pietà. No, neanche pietà. Io che in ogni caso finisco sempre col cedere alla pietà. A me i kamikaze cioè i tipi che si suicidano per ammazzare gli altri sono sempre stati antipatici, incominciando da quelli giapponesi della Seconda Guerra Mondiale. Non li ho mai considerati Pietri Micca che per bloccar l' arrivo delle truppe nemiche danno fuoco alle polveri e saltano in aria con la cittadella, a Torino. Non li ho mai considerati soldati. E tantomeno li considero martiri o eroi, come berciando e sputando saliva il signor Arafat me li definì nel 1972. (Ossia quando lo intervistai ad Amman, luogo dove i suoi marescialli addestravano anche i terroristi della Baader-Meinhof). Li considero vanesi e basta. Vanesi che invece di cercar la gloria attraverso il cinema o la politica o lo sport la cercano nella morte propria e altrui. Una morte che invece del Premio Oscar o della poltrona ministeriale o dello scudetto gli procurerà (credono) ammirazione. E, nel caso di quelli che pregano Allah, un posto nel Paradiso di cui parla il Corano: il Paradiso dove gli eroi si scopano le Urì. Scommetto che sono vanesi anche fisicamente."

Non c'è altro da aggiungere a questo racconto, Oriana Fallaci racconta gli eventi ed esprime i sentimenti che molti di noi hanno nel cuore!



domenica 10 agosto 2014

MAURIZIO RUSSO - Panta rei





E poi capita di annegare in uno sguardo profondo come il mare...






Panta rei


Tutto scorre

e lascia salsedine sulla mia pelle

e sguardi fulminei e indelebili,

impressi mio malgrado

nel cuore che continua a digerire sangue

come se nulla fosse stato

e tutto

già trascorso...






Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it

domenica 3 agosto 2014

La rabbia e l'orgoglio di Oriana Fallaci

Con La Rabbia e l'Orgoglio Oriana Fallaci rompe un silenzio durato circa 10 anni. Lo rompe prendendo spunto dall'apocalisse che la mattina dell'11 settembre 2001, non molto lontano dalla sua casa di Manhattan, disintegrò le due Torri di New York e incenerì migliaia di creature.



Preceduto dal clamore che la parte pubblicata dai giornali in Italia e all'estero suscitò diciotto giorni dopo l'immane tragedia, il libro si presenta finalmente nella sua versione originaria e integrale. Vale a dire col suo testo completo e non quello che allora, data l'eccessiva lunghezza, la Fallaci ridusse a poco più della metà.

Si presenta inoltre arricchito da una drammatica prefazione dove la Fallaci spiega come esso nacque e dove, spiegando perchè il terrorismo islamico non si conclude con la sconfitta dei talebani in Afghanistan, descrive la realtà globale della Guerra Santa.

Una Prefazione, infine, dove cogliendoci di sorpresa parla anche si sè stessa: del suo lavoro, del suo ermetico isolamento, delle sue scelte rigorose e spietate.

Spesso inserendo memorie personali, episodi illuminanti della sua vita, nel testo parla invece dei temi legati all'11 settembre 2001: l'America, l'Italia, l'Europa, l'Islam, noi. 

Soprattutto di noi.

Col suo noto coraggio lancia accuse durissime, scaglia furibonde invettive. Con la sua brutale sincerità espone le lucide idee e le passioni, le scomode verità e le riflessioni, su cui in questi anni di caparbio silenzio aveva voluto tacere.

Ciò che nella prefazione la Fallaci definisce "piccolo libro" è in realtà un grande libro. Un libro prezioso, un libro che scuote le coscienze, anzi le sconvolge. Ma è anche il ritratto di un'anima. La sua anima. Resterà dentro di noi come una spina nel cervello e nel cuore.






Oriana Fallaci
Firenze 1929 - 2006
Scrittrice e giornalista italiana
La rabbia e l'orgoglio, 2001