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domenica 28 ottobre 2012

MAURIZIO RUSSO - Bikini Azzurro




Pensieri di un adolescente …

Un fantastico mondo incantato, che dura fin quando ci credi veramente.
E così è sempre e per chiunque.



Bikini azzurro

Bikini azzurro
grazia dei movimenti,
inafferrabile
leggerezza dell'essere.

Come una gazzella
vai tra le onde che ti accarezzano,
talvolta più forte
ma ciò non ti intimorisce.

Seno tenue
dalle linee morbide,
e capelli sinceri
di bambina in fiore.

domenica 14 ottobre 2012

Prima giornata mondiale in difesa dei diritti delle bambine 11 Ottobre


È di pochi giorni la notizia che a settembre nel Beluchistan, la più grande delle province del Pakistan, 13 bambine di età compresa tra i quattro e i 16 anni sono state consegnate da un clan a un altro (insieme all’equivalente di circa 30.000 dollari in rupie, la valuta locale) a titolo di risarcimento per averne ucciso il capo. 

S’intende che le bambine vengano sposate da membri del clan leso. 

La decisione è stata presa dai saggi della tribù alla quale i due clan appartengono in conformità con una tradizione diffusa nei territori tribali pakistani che prevede appunto la cessione di donne anche minorenni per risolvere dispute tra famiglie ed evitare faide e scontri cruenti. 

La novità è che per una volta il governo pakistano, grazie soprattutto alla pressione dei mass media, ha pensato bene di intervenire aprendo un’inchiesta e convocando un parlamentare membro di uno dei due clan per accertare i fatti. 

Non è detto che questo valga a salvare le bambine dal matrimonio precoce cui sono destinate (e che forse è già stato celebrato nel frattempo), ma nel contesto dato l’iniziativa del governo può essere considerata un passo avanti rispetto alla generale tolleranza nei confronti delle istituzioni tradizionali anche quando violano i diritti umani fondamentali.

Tuttavia vi è da considerare che a suscitare scalpore in molti ambienti può essere non tanto il matrimonio di un minore in sé quanto il fatto di voler risarcire un danno offrendo in compenso una persona, addirittura una bambina. Ogni anno infatti in Pakistan e nel resto del continente asiatico, così come in Africa d’altra parte, si stipulano centinaia di migliaia di matrimoni tra uomini adulti, anche anziani, e spose bambine o appena adolescenti: e la pratica non sembra destinata a scomparire, al contrario. 

Secondo dati raccolti dalle Nazioni Unite le spose bambine – quasi tutte di età tra gli otto e i 14 anni – sono attualmente 60 milioni e nei prossimi dieci anni si stima che altri 100 milioni di donne minorenni saranno costrette a sposarsi. 
Altre ricerche indicano i paesi in cui l’istituzione del matrimonio precoce è più diffusa: in testa da anni si trova il Niger. 
In molti stati – anche tra quelli in cui l’istituzione è più diffusa – i matrimoni di minori sono vietati dalla legge, ma sono ritenuti legittimi da una parte della popolazione fedele alle istituzioni tradizionali e che conta per l’impunità sull’assenza da parte delle autorità di una reale volontà di contrastarle, così come succede con gli omicidi d’onore, il prezzo della sposa, la dote o le mutilazioni genitali femminili. 

In altri stati è la legge stessa ad ammetterli, come in Iran dove nel 1979, all’indomani della rivoluzione khomeinista, l’età minima per il matrimonio di una donna è stata portata da 16 a nove anni (gli ayatollah hanno introdotto inoltre anche il matrimonio temporaneo, prima assente, che autorizza la stipulazione di contratti a tempo determinato). A peggiorare le cose si aggiunge il fatto che spesso le bambine vengono maritate dai genitori a uomini che non conoscono e che addirittura vedono per la prima volta il giorno in cui sono loro consegnate. Inoltre il divario d’età rispetto al marito tende a essere elevato: è normale che si tratti di decine di anni. Molte bambine, quindi, si trovano sposate non soltanto a degli estranei, ma a degli uomini vecchi, persino più anziani del padre. 


È per contribuire alla lotta contro i matrimoni infantili e contro le altre istituzioni che violano i diritti fondamentali delle bambine che le Nazioni Unite hanno deciso di proclamare da quest’anno l’11 ottobre Giornata internazionale delle bambine. 

L’obiettivo, come nel caso di tutte le giornate celebrative istituite dal Palazzo di Vetro, è mobilitare istituzioni pubbliche e private a livello planetario in campagne di sensibilizzazione: «sarà un momento storico – auspica alla vigilia dell’evento la liberiana Leymah Gbowee, Premio Nobel per la Pace 2011 – per portare alla luce le situazioni che vivono le bambine nel mondo e dare modo ai media, alle istituzioni, ai governi di pensare».

 I dati relativi alla violenza sulle bambine nel mondo sono allarmanti. 150 milioni di bambine e adolescenti di età inferiore ai 18 anni sono state vittime da abuso ed 1 su 4 è stata costretta a subire atti di violenza. Molte di loro, nelle aree più desolate del mondo, rischiano di morire di parto, di sete o di fame.

La violenza sulle donne non riguarda soltanto l'estero. 


Pensate che ogni anno da 2000 a 3000 bambine in Italia rischiano di essere sottoposte alla dolorosa e invalidante pratica dell'infibulazione. 

La violenza domestica, inoltre, si nasconde purtroppo anche nei Paesi del mondo che vengono considerati altamente civilizzati. 

L’11 ottobre sarà quindi sempre una giornata di particolare consapevolezza a livello internazionale in merito, ma essa dovrebbe essere accresciuta in ogni momento e unita ad azioni concrete in collaborazione con la famiglia, la scuola, gli enti pubblici e le numerose associazioni no profit attive per la difesa dei diritti delle bambine e delle ragazze.

Nicole Dark





Nicole Dark, scrittrice di romanzi a carattere sociale, senza mai abbandonare la suspense del thriller con epiloghi inaspettati!

Leggi il suo ultimo capolavoro "Ciao, Cappuccetto Rosso!" potrai acquistarlo cliccando qui [leggi il libro]


sabato 13 ottobre 2012

BIMBO PADOVA: CIATDM,SBAGLIATO PREVEDERE RICORSO A FORZA PUBBLICA




  BIMBO PADOVA: CIATDM,SBAGLIATO PREVEDERE RICORSO A FORZA PUBBLICA (AGI) - Roma, 12 ott. -

    In casi come quello di Cittadella, i tribunali per i minori non dovrebbero autorizzare - come invece fanno spesso - il ricorso alla "forza pubblica"

Ad affermarlo e' Aurelia Passaseo, presidente del Ciatdm, il Coordinamento internazionale delle associazioni per la tutela dei diritti dei minori. 

"Fermo restando - premette Passaseo - che il comportamento tenuto dalle forze dell'ordine in questa triste ed amara vicenda e' esecrabile e da condannare", deve essere tenuta nella debita considerazione anche la tipologia dei provvedimenti assunti dall'autorita' giudiziaria competente. 

"In 22 anni di attivita' a difesa dei minori e della famiglia - ammette il presidente del Ciatdm - mai mi era successo di vedere scene simili di utilizzo delle forze di polizia. Ma un altro aspetto dell'allontanamento dei bambini dalle loro famiglie, aspetto che solo gli addetti ai lavori conoscono, e' la frequente esistenza di una clausola in cui si autorizza la richiesta di utilizzo anche della forza pubblica da parte dell'ente che da' esecutivita' al decreto dei tribunali per i minorenni". Si tratta di "una prassi ormai consolidata che da anni viene perpetrata in danno dei bambini. A questo punto da condannare non e' solo l'operato delle forze di polizia, ma anche quello dell'ente che da' esecutivita' al decreto emesso dal tribunale e quello del tribunale stesso"

Per Passaseo, oltre a quelle degli operatori, "esistono delle responsabilita' anche dei genitori che ancora si fanno guerra mediatica. Ora non resta altro che domandarsi chi ripaghera' i danni ed i traumi causati a questo bambino trattato alla stregua di un criminale e a tutti i compagni di scuola che hanno assistito alla scena. 

Dov'e il tanto decantato interesse del minore che i giudici assicurano di voler difendere?"

    (AGI) Bas 121714 OTT 12 NNNN




giovedì 11 ottobre 2012

Nicole Dark - "Ciao, Cappuccetto Rosso!"

Introduzione


Ci affidiamo a una metafora per presentarvi l’autrice di questo romanzo, consapevoli che dia un’immagine poetica fedele al significato del libro. Nicole Dark è un’abile tessitrice.


Su un ordito classico caratterizzato dalla divisione in tre parti, l’autrice intreccia fili di “trama” dalla valenza contemporanea: il tessuto narrativo apparentemente caotico delle prime battute è così sapientemente composto e sistemato nello sviluppo della storia, risultando alla fine chiaro e ordinato. Lo stile narrativo è avvincente, crea incertezza e stimola la curiosità con un ritmo apparentemente frazionato, creando uno stimolo emozionale per divorare le pagine.

Il lettore, attratto da similitudini strutturali più che formali con il noto capolavoro di Perrault, intraprenderà questa lettura con quel fare curioso e quell’atteggiamento leggero e fuorviante proprio di chi conosce la meta ma non ricorda la strada.

Da questa premessa, ci teniamo a sottolineare che il lavoro di Nicole Dark ha tutti gli elementi del thriller: ha la suspense che provoca brividi e angosce, così come stimola fin dalle prime pagine il processo di adesione del lettore, inducendogli quesiti incalzanti e spingendolo verso soluzioni logico-deduttive a carattere lineare. I colpi di scena improvvisi destabilizzano il lettore e convergono la sua attenzione sempre su obiettivi nuovi e impensati, spingendolo a cercare una soluzione più nell’improbabile che nel razionale. Al momento della scelta il corvo, elemento esterno e deus ex machina, mostrerà la via...

Con abilità, nel rapido sviluppo della trama, la “Nicole - tessitrice” offre con dovizia ogni minima sfumatura psicologica dei personaggi, tra cui risalta la figura di Cappuccetto Rosso la quale, mossa dall’istinto di soddisfare i bisogni primordiali d’amore e di fame, sperimenta percorsi inconsueti, inusuali, a volte difficili, che esprimono sofferenza e lacerazione interna, e dilaniano la psiche fino a confonderle l’identità.
Anche l’aspetto fisico dei personaggi è a supporto della caratterizzazione psicologica, affinché il lettore non possa mai confondere un personaggio con l’altro.


I temi della narrazione sono delicatamente in bilico tra la tradizionale ricerca di un ordine familiare e un rivoluzionario modo di attuarlo. È interessante notare come le protagoniste femminili abbiano un diverso concetto di nucleo familiare, che le porta a dimostrazioni affettive a volte esacerbate e illogiche, quasi a dimostrazione d’un predominio istintuale sulla componente razionale.
Una forte valenza hanno i temi della memoria e del tempo che, intrecciandosi nel telaio, contribuiscono a costruire e strutturare l’identità d’una psiche altalenante: Demi.

Leggendo, si instaura con il lettore un processo di memoria involontaria che, riportando alla mente esperienze già vissute (o mai volute vivere), acuisce il procedimento di adesione del lettore, poiché le profondità psichiche dei personaggi altri non sono che spaccati dell’animo umano in genere e, come tali, ci appartengono. Concludendo, l’autrice ci offre il “suo” romanzo il quale, attraverso un’attenta lettura e introspezione, diviene nostro.

Nell’augurarvi una buona lettura, vorremmo lasciarvi in dono una frase che vi tornerà utile quando tutto sembrerà aver raggiunto l’ordine sperato e anche voi, pensando a Cappuccetto Rosso, concorderete con il maestro L. Pirandello che, prima che la tela scenda sul “Così è (se vi pare)”, fa dire alla protagonista:

“Io sono colei che mi si crede”.


Annamaria Venturini, Alessandro Benincampi





Nicole Dark, scrittrice di romanzi a carattere sociale, senza mai abbandonare la suspense del thriller con epiloghi inaspettati!

Leggi il suo ultimo capolavoro "Ciao, Cappuccetto Rosso!" potrai acquistarlo cliccando qui [leggi il libro]