mercoledì 19 giugno 2013

C.I.A.T.D.M - NO all'orgoglio pedofilo - 22 giugno 2013




PEDOFILIA: CIATDM, "BOY LOVE DAY" ORMAI " RITORNA ANCORA IL MACABRO RITO" SUL WEB E, NON .(AGI)

Un'iniziativa "ignobile e vergognosa", un "macabro rito" che si ripete due volte l'anno, il sabato successivo ai solstizi d'estate e d'inverno, nella sostanziale indifferenza delle istituzioni. 

E' Aurelia Passaseo, presidente del Coordinamento internazionale delle associazioni a tutela dei diritti dei minori, a definire cosi' il nuovo "International boy love day", in programma sabato 22 giugno,corrente anno, in cui i pedofili torneranno a rivendicare on line e non la legittimita' del loro "amore per i bambini". 

Si tratta - spiega Passaseo - di un appuntamento ormai consolidato, che si ripete dal dicembre 1998 e al quale da anni il Coordinamento oppone una vera e propria mobilitazione on line che vede utenti dei social network, dei blog e della rete dare voce virtuale a tutto il proprio sdegno e protestare contro questa sorta di sconcertante 'Pedopride' in cui i pedofili sono invitati ad uscire allo scoperto accendendo delle candele azzurre e dichiarando per iscritto i loro presunti sentimenti per i piu' piccoli".




DICIAMO NO ORGOGLIO PEDOFILO!

Esprimiamo il nostro sdegno per questa giornata "terrificante"!

L'iniziativa è stata promossa dal CIATDM e da CHILDREN PROTECTION WORD - ONLUS.



Sulla tua pagina facebook esponi questa foto, sarà un modo per esprimere il tuo sdegno ed il tuo NO A QUESTA IBRIDA GIORNATA che si manifesta due volte all'anno, il sabato successivo ai solstizi d'estate e d'inverno. 
Partecipate in massa all'evento! [evento facebook]

Se vuoi approfondire leggi articolo [clicca qui]




MAURIZIO RUSSO - Amore Mancato


Non si è mai soli...
Un me stesso spettatore, con la cognizione di cosa io volessi.






Amore mancato

Dalla persiana socchiusa
ho cercato la mia musa,
i morbidi fianchi ed
il suo seno accennato
ho guardato senza peccato.

Ho spiato algido,
e la sua tenera maternità
mi ha dissolto,
e si è impadronita
del mio volto.

Con la sua tenerezza
ha finalmente distrutto
la mia stanchezza,
che dai tramonti adolescenziali
raziocinava senza ali.

É entrata senza sperare
se fosse bene o male amare.
Incosciente e distratta
ha dato vita
alla mia vita finita.

Spettrale,
impoltrita
e con i pensieri,
abituati da sempre
al presente di ieri.

Grazie pallido fiore
per avermi inondato
del tuo candore,
e così donato

un amore mancato.



Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it

domenica 9 giugno 2013

C.I.A.T.D.M. - consenso sessuale - un limite da ridiscutere


Un tema assai spinoso e dibattuto da molti è quello del limite di età per il quale un adolescente può avere rapporti sessuali "consenzienti"!

La presidente del CIATDM ha rilasciato una intervista al Giornalista Riccardo Iori del giornale D de La Repubblica nella quale affronta tale argomento:

Aurelia Passaseo, presidente del CIATDM, pensa che l'attuale limite comporti un rischio per l'adolescente. “A 14 anni non si può sperare che la sfera sessuale sia vissuta in maniera consapevole. Per il consumo di alcool o per guidare la macchina si devono aspettare i 18 anni e non capisco come, per una sfera così intima e delicata, il limite sia così basso”. Senza arrivare ai limiti estremi di Turchia e Malta, dove l'età del consenso è fissata a 18 anni, o dell’ultracattolica Irlanda, con 17, un modello che potrebbe accordarsi con la visione di Passaseo è quello inglese, dove la soglia è fissata a 16 anni, ma anche dopo il loro compimento, la legittimità di una relazione con un maggiorenne può essere messa in discussione e quest'ultimo denunciato se la storia nasce in una situazione di disparità (nuovamente, l'esempio più classico è quello di una storia tra professore e alunno/a). “Quando il rapporto concerne un adulto e un minorenne, la supposta accettazione da parte di quest'ultimo dovrebbe essere sempre valutata caso per caso”



In Spagna tale limite è, oggi, fissato a 13 anni, ma si sta apprestando per un innalzamento di tale età per contrarre matrimonio a 16 anni....

quando tale innalzamento sarà fatto, l'Italia resterà uno dei paesi con la soglia più bassa per quanto riguarda tale consenso (la legge prevede sì i 16 anni per contrarre matrimonio ma "accetta" i 14 per avere rapporti sessuali consenzienti!)

Aurelia Passaseo, presidente del CIATDM, ringrazia il Giornalista Riccardo Iori che le ha offerto la possibilità di affrontare e diffondere il pensiero suo e dell'associazione che rappresenta, per quanto riguarda tale legge.






Nicole Dark - QUANDO LA MEDIOCRITA’ SI FA GIUSTIZIERE (La criminalità dei media)


Oggi voglio commentare un fatto di cronaca accaduto un paio di giorni fa in Italia: “Il piccolo Andrea Albanese dimenticato dal padre in macchina e poi trovato morto dopo ore.”

Ho letto svariati commenti su questo tragico avvenimento, di moltissime persone che con assoluto convincimento non hanno fatto altro che sputare sentenze senza la benché minima riflessione su ciò che hanno “vomitato” dalle loro fauci velenose contro quel padre tanto snaturato da dimenticare suo figlio in macchina.

E tali commenti, se così si possono definire, mi hanno fatto rabbrividire, tanto malvagi quanto spietati.  Queste persone hanno giudicato con ferocia quell’uomo affermando che “certa gente non merita di avere figli”, oppure che “quel padre dovrebbe andare dritto in galera”.

E in quel momento mi sono risollevata, perché ho subito pensato alla grande fortuna che abbiamo in Italia nel poter godere della saggezza di gente così profonda ed efficace che riuscirebbe, senza ombra di dubbio, a occupare il posto dei nostri bistrattati giudici.

Per chi non lo sapesse, io tempo fa persi un bambino per malasanità e so per certo che il dolore che provai, che sento tuttora e che continuerò a sentire fino alla fine della mia vita, lo potrebbe capire soltanto chi lo sta già provando perché questo immenso e detestabile dolore appunto, per la perdita di un figlio, nessun altro sarebbe in grado di capire, nemmeno per una parte impercettibile, poiché perdere un figlio non è come perdere un genitore che rientra nella legge naturale, ma va assolutamente contro natura.

Il mio primo pensiero sul tremendo fatto di cronaca di cui sopra, non è andato al bambino morto, bensì ai suoi genitori e in primis a quel padre che la gente sta continuando a giudicare con una superficialità inaudita ignorando la vera essenza del fatto e sono sicura al cento per cento che tra quelli che stanno crocifiggendo quel padre, non ce ne sia uno solo, che abbia avuto l’esperienza di una perdita di questa portata, poiché sarebbe sicuramente restato in silenzio assoluto pregando il Padreterno di dare tanta forza a quel pover’uomo che ha avuto l’immensa sfortuna di vivere in un mondo tanto frenetico quanto impersonale che obbliga tutti noi indistintamente, a “correre”, con una frenesia disumana dettata dagli astuti media, compresi gli insopportabili talk show, che sono campioni nell’esasperare le notizie, e che in questo periodo di crisi hanno superato se stessi, cavalcando le onde più drammatiche del momento: 
come quella dei suicidi, scatenando una forte emulazione, delle fabbriche che chiudono, senza mai mostrare l’altra faccia della medaglia, della gente che rovista nella pattumiera, facendo finta di non sapere che molta di questa gente è sempre esistita, e, come  azione più grave e spregevole, quella di OMETTERE DI PROPOSITO, di raccontare i fatti più rilevanti e positivi, che vedono e hanno sempre visto storicamente, la grande capacità del popolo italiano, di saper ricominciare sempre e comunque per poi vincere, senza avere però nelle orecchie quel continuo martellamento di negatività.

Di questi  media che in maniera subdola, riescono a rendere vano e a bloccare qualsiasi  impulso positivo che è insito nel nostro DNA, ma che la gara  indiscriminata, di questi criminali della “disinformazione” riesce a mozzare sul nascere, e guai se così non fosse, in modo che  la loro stupida gara non sia fallace e non si arresti mai!

E, continuando indisturbati, quali depositari della verità assoluta, perseverano nella loro vera competizione a chi grida più forte, e se la ridono con quel ghigno beffardo di chi sa di avere un copioso conto in banca per i lauti compensi che ricevono senza sosta, per aver saputo raccontare meglio la condizione più sciagurata, che è diventata per loro, fonte di abbondante ricchezza.

E insistendo a metterci l’uno contro l’altro, attirano la gente più distratta, terrorizzandola al punto di non farle spendere più un centesimo, contribuendo nel modo più vergognoso, a bloccare integralmente la nostra economia, e tutto ciò in nome del loro dio criminoso chiamato “audience”.

E mentre la gente trema di paura, questi bravi conduttori fingono di essere preoccupati e nostri alleati, per poi ridere a crepapelle nel vedere realizzarsi la loro tanto agognata popolarità, ottenuta grazie all’ascolto assicurato, dalle loro ignare vittime.

E mentre i vari telegiornali, alzando ancor di più la loro voce, gareggiano a dare la notizia più terrificante col solito tono di chi, senza un briciolo di solidarietà, forgia vittime e carnefici, fanno scivolare la povera gente  da loro spossata e indebolita, fino al punto di indurla a commettere errori che la segneranno per tutta la loro vita. 

 No, no, non ho cambiato discorso, e ritornando a quel povero padre del bambino morto, affermo con lucida certezza che chiunque continui a crocefiggerlo, non avrà nessuna soddisfazione, perché non aggiunge nulla alla vera e unica croce che l’uomo si trascinerà per tutta la sua vita, una vita completamente mutata a causa di un destino tanto crudele, che indubbiamente potrebbe capitare a ognuno di noi.

Voglio concludere col noto aforisma di Albert Einstein:

"Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi."


domenica 2 giugno 2013

C.I.A.T.D.M - BIMBA RAPITA: "FARNESINA HA NOTIZIE DI EMMA?", INTERROGAZIONE PD (AGI)



"Quali iniziative abbia sin qui messo in atto il ministero degli Esteri, anche eventualmente ricorrendo alla collaborazione di servizi diplomatici e di intelligence di altri Paesi, per riportare in Italia la piccola Emma Kharat illegalmente sottratta alla madre e al suo paese d'origine". 

E'quanto chiede Lodovico Sonego, senatore Pd, in una interrogazione a risposta scritta a Emma Bonino in merito al caso della bimba di 3 anni, portata in Siria dal padre, Mohamad Kharat, il 18 dicembre del 2011 senza il permesso della madre; la donna, Alice Rossini, da allora non solo non ha mai piu' visto la figlia ma non ne ha mai piu' avuto notizie. 

Al ministro, Sonego chiede anche "se sia a conoscenza del luogo dove vivano attualmente la bambina e il padre  nonche' delle condizioni di vita della piccola". 

"Da notizie ufficiose - si legge nell'interrogazione - il Kharat, dopo aver lasciato l'Italia, si sarebbe recato prima (maggio 2012) a Rashdeen vicino ad Aleppo e successivamente in un campo profughi gestito da milizie irregolari ribelli (il cosiddetto "campo dei bloccati"). La realta' e' che di misteri, in questa storia, ce ne sono tanti. A cominciare da come Mohamad, 27 anni, originario di Aleppo, un anno e mezzo fa abbia potuto imbarcarsi su un volo alla Malpensa in compagnia di Emma, cittadina italiana, e di una donna nonostante il suo passaporto lo avesse la moglie. 

Il matrimonio di Alice, 32 anni,e Mohamad, celebrato cinque anni fa ad Arcore in municipio, era naufragato presto anche per la pretesa di lui di imporre la fede musulmana alla famiglia, ma quando Alice si era presentata dai carabinieri di Vimercate per denunciare le violenze subite, l'uomo si era detto disposto ad accettare una separazione consensuale previo ritiro della querela, che lo avrebbe danneggiato nell'iter per la cittadinanza. 

Nell'attesa aveva accettato di vedere Emma nei weekend, come concordato con un legale, ma una domenica, quel fatidico 18 dicembre, aveva caricato la bimba su una Volkswagen nera ed era sparito. 

Per Alice, l'inizio di un incubo di cui non si intravvede la fine: Mohamad dopo aver tentato la carta del "riscatto" ("voglio 300mila euro") ma la moglie e' figlia di operai e lavoratrice dipendente e quella delle minacce ("la riavrai solo in una bara bianca") ha interrotto del tutto i contatti. 

Un silenzio per certi versi anche peggiore, visto che ad oggi la mamma non sa nemmeno se la figlia, portata in un paese dilaniato dalla guerra civile, sia ancora viva. 

"La situazione e' apparsa subito estremamente complessa -ha ammesso l'avvocato Luca Zita - anche perche' la Siria non aderisce alla Convenzione dell'Aja che disciplina i casi di sottrazione internazionale di minore: con la signora siamo anche andati a Damasco, dove pero' non esisteva traccia ufficiale del rientro di Kharat". 

Tutto quello che poteva essere ottenuto a livello legale in Italia e' stato ottenuto,compresi la revoca della potesta' genitoriale e un mandato d'arresto internazionale per Kharat, ma la situazione e'rimasta immutata. 

Nel frattempo Alice ha chiesto aiuto a tanti, e confessa di sentirsi "abbandonata dallo Stato", come ha scritto anche a gennaio in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. 

Nei mesi scorsi il Ciatdm, il Coordinamento internazionale delle associazioni a tutela dei diritti dei minori presieduto da Aurelia Passaseo, ha prima promosso una petizione popolare,sottoscritta da migliaia di persone, per chiedere al governo di impegnarsi a riportare Emma in Italia attivando, se necessario,"i servizi segreti italiani e di altri Paesi" (l'idea e' quella di consegnare le firme a Pietro Grasso), poi ha lanciato un appello diretto all'allora ministro Terzi. Nella consapevolezza che "piu' il tempo passa", piu' i danni sull'equilibrio psicofisico della piccola rischiano di rivelarsi "devastanti".


(AGI)Bas011555 GIU 13NNNN



Nicole Dark - Italia, dal glorioso passato fantasma....

INDIA, NEW DELHI - Una bambina indiana di 11 anni è stata bruciata viva da due donne, madri di due sue amichette, che hanno voluto punirla per aver “fatto la spia” su un furto di frutta in un orto del villaggio di Balinali, nello Stato orientale di Orissa. 

La bambina, di nome Rinki si è introdotta, mercoledì scorso insieme ad altre due coetanee, nella proprietà di un contadino per rubare alcuni melograni. Poi la piccola ha rivelato l'identità delle sue complici al proprietario del frutteto che è subito andato a informare i genitori dell'accaduto.

Invece di rimproverare le figlie per il gesto, le donne, si sono procurate una tanica di benzina e sono andate a casa di Rinki. Sfruttando il fatto, che la bambina era sola, l'hanno immobilizzata, cospargendola di benzina. Poi le hanno dato fuoco. Giunto sul posto, il nonno ha subito dato l'allarme. Trasportata in ospedale, Rinki è morta per le gravi ustioni riportate su tutto il corpo. 
Si tratta di una delle tante tragedie che accadono in India: poco tempo fa un’altra bimba di sei anni era stata trovata morta in una discarica con segni di strangolamento e di stupro. Sempre a New Dehli, un maestro ha abusato di un bambino di 5 anni riducendolo in fin di vita ecc.

L’india ha una cultura molto anacronistica, questo è un fatto! E noi nonostante ciò le abbiamo affidato i nostri marò e nessuno ha mosso un dito quando gli Indiani si sono divertiti affermando: "Non escludiamo pena di morte”.

Rendendo nota una sentenza attesa dallo scorso 4 settembre, i giudici dei due marò hanno puntualizzato che a loro avviso invece "lo Stato centrale indiano ha giurisdizione", per cui il caso dovrà essere trattato a New Delhi da un tribunale speciale costituito in coordinamento dal governo e dalla stessa Corte Suprema. 
Dalla lettura della sentenza è emerso anche che sulla Enrica Lexie "i marò non godevano di quella immunità sovrana" che avrebbe determinato automaticamente l'applicazione della giurisdizione italiana.

Ma questi indiani non possono ignorare di proposito le regole comunitarie mondiali continuando a prenderci in giro! Quando sono tornati a casa per Natale abbiamo fatto bene a rimandarli in India? E quando si è votato? 

A volte siamo proprio una Nazione stupida... ci facciamo calpestare da chiunque. Voglio ricordare il caso “Cesare Battisti” che dopo tutti gli omicidi se la sta spassando in Brasile, Stato che non ci ha considerato affatto, come ora sta facendo  l’India a proposito dei nostri marò, con una differenza però che i nostri 2 soldati non sono terroristi come Cesare Battisti.
Troppo spesso L’Italia non si sente una Nazione unita, purché non ci siano i Mondiali di calcio: quando undici milionari giocano a pallone.
Allora vediamo sventolare la nostra bandiera ovunque.
Questo m’indigna al ricordo della gloriosa storia di un passato ormai fantasma! 

A proposito dei Marò voglio ricordare la Convenzione Europea di Estradizione 1957 - Parigi 
Articolo 11
(Pena capitale)

1. Se il fatto per il quale è domandata l’estradizione sia punito con la pena capitale dalla legge della Parte richiedente e se, in questo caso, detta pena non sia prevista dalla legislazione della Parte richiesta, oppure generalmente non venga eseguita, l’estradizione potrà essere accordata solo a condizione che la parte richiedente dia assicurazioni, ritenute sufficienti dalla parte richiesta, che la pena capitale non sarà eseguita. 

Il caso dei due militari italiani è che vengono riconsegnati per due volte a uno Stato straniero in cui vige la pena di morte e che per primo ha violato le leggi internazionali. Ora il medesimo Stato, contro la propria parola, sostiene che le assicurazioni sulla pena di morte non hanno pregio giuridico. 
1. Dovevano essere riconsegnati i due militari? Secondo questa Convenzione no.
2. Perché il governo italiano non ha avuto la forza necessaria per pretendere un tribunale internazionale e comunque terzo?
3. Il comportamento dell'India andava sanzionato a dovere per aver infranto le leggi internazionali, dopo aver ottenuto la liberazione provvisoria dei marò. Ora il ricatto è tale che bisogna subire, sia nelle persone che nelle istituzioni. Ingiustamente.
La vicenda è stata gestita malissimo: abbiamo il danno e la beffa insieme. 
E non sto sostenendo che l'episodio non debba essere valutato da un tribunale. Non di certo da un tribunale indiano, però!