Una panchina per dire no alla violenza "OLTRE IL GENERE"
NON SOLO ASTROLOGIA
Ma anche una finestra aperta sui problemi sociali che deturpano l'animo umano, senza mai dimenticare lo spiraglio di luce che migliora la nostra esistenza.
venerdì 27 agosto 2021
Una panchina per dire no alla violenza "OLTRE IL GENERE"
domenica 20 dicembre 2020
CIATDM Convegno online "Fallimento del rispetto, violenza e discriminazione"
Il giorno 18 dicembre 2020 è stato organizzato, dall'Assessorato Pari Opportunità del Comune di San Benedetto del Tronto, il Convegno online "Fallimento del rispetto, violenza e discriminazione" .
Moderati da Vincenzo Luciani, direttore Servizio Cure tutelari dell’ASUR-Area Vasta 5,prestigiosi relatori daranno a voce diverse tipologie di vittime:
per gli anziani Mario Sfrappini (Geriatra, Direttore UOC Geriatria ASUR Marche),
per la disabilità Vinicio Alessandroni (Direttore U.O.S. UMEA Area Vasta 5),
per la tratta degli esseri viventi Stefania Condanibbio (psicologa delle Suore Oblate),
per famiglie, donne e minori Aurelia Passaseo (presidente di C.I.A.T.D.M., coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori).
Relatore l’avvocato Gian Luigi Pepa.
“È un convegno volto a contrastare le falle dell’attuale cultura della violenza – spiega l’assessore Antonella Baiocchi – che mira a dar voce a vittime che solitamente non hanno grande visibilità e a evidenziare che la matrice della violenza relazionale è spesso la medesima. Per difendere le donne dalla violenza che subiscono da secoli (difesa che mi vede in prima linea da sempre) è necessario andare oltre un atteggiamento dicotomico (“donna vittima contro maschio carnefice”) così come, beninteso, è da evitare il contrario (“uomo vittima contro donna carnefice”). L’atteggiamento dicotomico, che sottintende che la verità sia da una parte o dall’altra, non porta a nessuna evoluzione. Mi batto da anni per far comprendere che, per contrastare la violenza, non bisogna focalizzare l’attenzione sul sesso ma sulla cultura tossica della persona, che induce a mietere vittime tra gli esseri viventi che vengono a trovarsi in stato di fragilità”.
Il CIATDM ringrazia l'Assessore delle Pario Opportunità Antonella Baiocchi e tutta l'amministrazione del Comune di San Benedetto Del Tronto per aver dato spazio e voce a questo importante argomento che da troppo tempo gravita sulle nostre vite.
giovedì 10 dicembre 2020
CIATDM - Fallimento del rispetto - violenza e discriminazione
martedì 7 aprile 2020
CIATDM - sostegno psicologico in questo momento così difficile
lunedì 8 aprile 2019
CIATDM - “VACCINI A SCUOLA, FRONDA M5S:”NO ALL’EMENDAMENTO, L’OBBLIGO SERVE” commento

.CIATDM - Presentazione emendamenti al Disegno di Legge 770 (vaccini)

Pedofilia e Dintorni di Aurelia Passaseo
Probabilmente leggendo questo articolo rabbrividirete o forse no, per le parole forti da me usate, ma le uso apposta perché voglio scuotere le vostre coscienze, perché la pedofilia e l’abuso sui minori sono crimini orrendi perpetrati in danno di minori che il solo parlarne debbono scuotere in ognuno di noi la nostra coscienza e farci rabbrividire, anche se a mio avviso non basta rabbrividire al momento od il pietismo che spesso ci pervade nell’apprendere la notizia, occorre impegnarci in una lotta e battaglia comune perché questi orrendi crimini non accadano più e perché chi li compie venga messo in condizione di non nuocere, primo fra tutti scontando per intero tutta la pena che gli viene inflitta senza che gli vengano concessi sconti di pena, o i benefici del rito abbreviato, del patteggiamento, della buona condotta in carcere, dell’indulto o scarcerazione per decorrenza dei termini così come successo giorni fa con il pedofilo di Agrigento che, già condannato perché aveva abusato di tre bambini, era libero di poter circolare tranquillamente e quindi di poter reiterare il reato, oppure come è successo al maestro di musica di una scuola media di Aosta che in via cautelativa era stato sospeso dall’insegnamento perché indagato prima, poi processato e condannato in primo grado perché sorpreso a scaricare e condividere con altri pedofili immagini pedopornografiche dal pc dell’istituto scolastico dove insegnava, oggi è tornato al posto di lavoro perchè dalla sezione lavoro del tribunale di Aosta è stato reintegrato nel suo ruolo di insegnante ed è tornato ad insegnare nella stessa scuola ed agli stessi alunni di prima. Certo con questo, non voglio e nemmeno intendo mettere sotto accusa la famiglia, o demonizzare la rete internet, ma bensì mi piacerebbe e mi mi piace mettere in evidenza alcuni aspetti della pedofilia, senza che vi sia censura o distorsione del problema. Premesso che la rete internet non può e non deve essere demonizzata perché comunque molto importante per quello che è oggi la nostra società, perché ci permette in tempo reale di comunicare con tutto il mondo, tuttavia però la rete internet ha permesso il prolificarsi di bande criminali, che mercificando, sfruttando usando i nostri bambini sono riuscite e riescono a trarne dei profitti, infatti queste bande criminali hanno inteso bene sfruttare la rete per i loro sporchi profitti commercializzando materiale pedopornografico alimentando così di fatto il mercato della pedopornografia del sesso libero di adulti con minori, creando ad hoc immagini violente di abusi e atti sessuali prodotte mediante l’utilizzo, lo sfruttamento e la mercificazione di bambini e bambine.
Il pedofilo si manifesta attraverso la rete al bambino, fingendo di essere anch’esso bambino, instaura con lui un rapporto prima virtuale, e poi quando si sente sicuro carpisce al bambino i propri dati quali, dove abiti, quale scuola frequenti sino a chiederle un vero e proprio incontro. Spesso capita che il pedofilo chieda al bambino delle fotografie, dialoghi con lui di sesso non esplicitamente ma spiegando che non vi è nulla di grave e male se a lui piace fare certe cose con persone più grandi di lui, ma che se fa certe cose con persone più grandi lui non lo deve raccontare a nessuno perché altrimenti i suoi genitori o i cosiddetti esperti lo mandano in terapia, e lui essendo una persona più grande finisce in carcere. Il pedofilo, non solo con il bambino che adesca attraverso la rete e non usa la tattica del silenzio, ma usa anche la tattica di complicità, lo rende complice con il silenzio, o con regali a sottostare a propri ricatti. Cosa avviene quando un bambino è vittima di un pedofilo, il bambino si sente sporco, e mette in essere atteggiamenti strani che a un occhio attento di un genitore non possono sfuggire quali : lavarsi spesso, svogliatezza e scarso impegno a scuola e a svolgere ciò che ha sempre fatto, mancanza di un riposo sereno ed altro.
Ci sarebbero tante cose da dire sulla pedofilia perché ormai è cronaca in negativo di tutti i giorni, ma permettetemi di dire qualcosa su come salvaguardare i nostri ragazzi dai pericoli e dai tranelli della rete e non, ma una cosa la voglio dire e cioè che ci sono sistemi per tutelare i bambini che navigano, ed uno su tutti è la navigazione differenziata, e cioè password diverse tra adulto e minore che permettono sin dalla prima connessione la distinzione tra adulto e minore, dando così la possibilità di capire se a richiedere la connessione è un adulto o un minore, e così facendo si tutelerà il minore fruitore della rete dal rischio di brutti incontri. domenica 25 novembre 2018
CIATDM - Quale uguaglianza nei diritti umani?
venerdì 18 maggio 2018
CIATDM - Dipendenze e rischi della navigazione su internet per i minori
venerdì 24 novembre 2017
CIATDM - Vaccinati di verità
I dubbi sulle conseguenze (se ve ne sono o meno) di tali vaccini sono ancora molti e ancor di più i genitori che si vedono obbligati a vaccinare i propri figli senza che si sia fatta chiarezza sulle eventuali effetti che questi possono creare.lunedì 2 ottobre 2017
CIATDM - Investire sulla prevenzione!
Da molti anni Aurelia Passaseo , presidente del CIATDM ed ora anche vice-presidente di Children Protection World Onlus, porta avanti strenue lotte per la difesa dei minori!
“La morte di Noemi è la cronaca di una morte annunciata!” Lapidario è il commento di Aurelia Passaseo presidente del Ciatdm – Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori e, vice presidente di Children Protection World-Onlus. “ Non voglio dire di più di ciò è stato detto e dice la cronaca di queste giornate, Noemi è morta uccisa per mano del suo fidanzatino geloso ed attaccato morbosamente a lei sino al punto di non permetterle nulla ed, abbandonata in mezzo alla campagna come si abbandona un sacco di spazzatura. In questa triste vicenda di certo ci sono le denunce della madre verso questo ragazzo con problemi psichici accertati, che già era stato trattato con tre TSO e con psicofarmaci , geloso sino al punto di essere ossessionato da questa storia e da chissà quali mostri che erano dentro di lui.” Prosegue Passaseo, questa è una tragedia che si poteva benissimo evitare bastava solo porre più attenzione alle denunce e segnalazioni che la madre di Noemi aveva fatto a chi di dovere e, porre in essere tutti gli interventi preventivi atti a salvare vita di Noemi, ed a fermare la furia violenta del fidanzatino. I segnali di grave pericolo per Noemi c'erano tutti più volte lei portava su di sé i segni di una violenza che gli veniva perpetrata gratuitamente dal suo fidanzatino violento e che, era seguito dal Centro di Igiene Mentale ed allora ci si chiede perché è mancato tutto questo, perché in attesa di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni non si è agito preventivamente attraverso un provvedimento previsto dall'articolo 403 del Codice Civile. Chi ha sbagliato in questa vicenda ? Le responsabilità ci sono e stanno in capo ai servizi territoriali degli ambiti che non sono intervenuti con provvedimenti preventivi, stanno in capo ai Sindaci dei due Paesi di residenza delle famiglie dei due due fidanzatini, stanno in capo a tutte le Istituzione preposte ad evitare che ciò potesse accadere.” "Quando il minore si trova in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell'infanzia, lo colloca in luogo sicuro sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione (art.403 c.c.).15 mar 2008". Altro aspetto che mi preme sottolineare è il fallimento della legge “BASAGLIA”
























