domenica 24 febbraio 2013

Nicole Dark - Cardinali dimettetevi voi e chiedete al Papa di restare - di Antonio Socci









Cardinali dimettetevi voi e chiedete al Papa di restare. 

di Antonio Socci






Antonio Socci, noto giornalista e scrittore, risponde a un articolo del Corriere della sera così:

“Perché una corazzata come il Corriere della sera sta così amplificando il presunto smarrimento della Chiesa in seguito alle dimissioni del Papa? … E perché un anonimo ecclesiastico avrebbe detto: «Queste dimissioni di Benedetto XVI sono un vulnus; una ferita istituzionale, giuridica di immagine. Sono un disastro».

E Antonio Socci aggiunge:
“Forse che l’anonimo ecclesiastico avrebbe anche pensato che le dimissioni del Pontefice azzerano automaticamente tutte le cariche. È forse questo il problema?” 

Poi il giornalista prosegue con un suggerimento molto rilevante ai Cardinali: 

Cardinali dimettetevi voi e chiedete al Papa di restare.

C’è una domanda che mi urge da quando Benedetto XVI ha dato l’annuncio choc delle sue dimissioni. 
Perché i cardinali, che sono i prìncipi della Chiesa e indossano vesti rosse per significare la disponibilità al martirio, quindi una dedizione totale alla Chiesa, i cardinali che conoscono la grandezza di papa Benedetto XVI e anche lo smarrimento del popolo cristiano per le sue dimissioni, perché - dicevo - non fanno almeno un tentativo per chiedergli di ripensarci? 
È una domanda che mi pongo da semplice cristiano, che stima immensamente questo Pontefice e ama la Chiesa. Sono tanti i fedeli che hanno espresso questo desiderio e voglio dunque lanciare pubblicamente questo piccolo appello. Prima che arrivi quel fatale 28 febbraio e prima che si metta in moto la macchina del Conclave, ratificando queste storiche dimissioni di un Vicario di Cristo. I porporati potrebbero, tutti insieme, in perfetta unità e comunione, fare (almeno) un passo verso il Santo Padre perché riconsideri la sua decisione e - imitandone il distacco dalle cose terrene - potrebbero accompagnare questa accorata richiesta mettendo a sua disposizione i loro mandati e incarichi, in modo da permettergli le eventuali scelte che gli sarebbero di aiuto nella ripresa del suo ministero.

Disponibilità totale - Questa «disponibilità totale», infatti, sarebbe un grande gesto, una risposta consona da parte del collegio cardinalizio a quanto scritto da Benedetto XVI nella sua dichiarazione di dimissioni, che sono state motivate così: «Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato». 
Ciò che ha colpito tutti non è solo il riferimento al venir meno del «vigore del corpo» (che è del tutto comprensibile, ma che è una condizione di tutti i pontefici). 
Ha sorpreso soprattutto il riferimento al diminuito «vigore dell’animo». 

Qualcosa che ha a che fare con un senso di sconforto e di solitudine e che potremmo considerare anche come una preghiera di aiuto, di vicinanza, di collaborazione. Il popolo cristiano ha giustamente interpretato queste parole come un appello alla preghiera e alla conversione. Io stesso ho ricevuto tanti messaggi e lettere in cui dei semplici fedeli mi dicono che si sentono chiamati dal gesto del papa a impegnarsi in un vero cammino di santità.

Analogamente un’eventuale iniziativa dei cardinali, corredata di «rinuncia» e di piena disponibilità, potrebbe essere una grande risposta cristiana al «grido» del Santo Padre, che - facendo tesoro del loro passo indietro - potrebbe disporre un ringiovanimento generale, capace di portare nuove energie (fisiche e spirituali) al pontificato. 

A un gesto straordinario come quello del Papa si addice almeno una risposta che sia allo stesso livello, che mostri lo stesso amore per la barca di Pietro, la stessa abnegazione. Probabilmente un simile appello corale del collegio cardinalizio, a nome del popolo di Dio, non otterrebbe comunque dal papa l’auspicato ripensamento, ma di certo sarebbe un grande segno di affetto e stima al Pontefice (per lui stesso molto confortante). E sarebbe pure una bellissima testimonianza, data al mondo, di distacco dalle cose terrene, di slancio evangelico e di amore esclusivo a Gesù Cristo. In un momento in cui, sui media, si rappresenta la Curia e l’insieme del collegio cardinalizio come un qualsiasi consesso mondano, diviso da lotte di potere, ambizioni, fazioni e interessi, questa iniziativa mostrerebbe cosa è veramente la Chiesa e cosa è Pietro per la Chiesa di Dio.

Non ho nessun titolo per dare consigli ai porporati. E anche nessuna voglia di farlo. Questo è semplicemente un desiderio, espresso da chi vive la fede sul fronte della prova e sulla trincea del mondo. È comprensibile che nessuno ci abbia pensato finora, vista l’assoluta novità di questa situazione. In effetti, sebbene le dimissioni siano una facoltà prevista dal Codice di diritto canonico, bisogna riconoscere che si tratta di un caso unico nella storia della Chiesa. 
Che ha sorpreso tutti. Nessun Papa aveva finora rinunciato per motivi di età (gli stessi Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano considerato la possibilità, ma per seri motivi di salute e infine scelsero di restare). Gli altri due casi storici evocati - Celestino V e Gregorio XII - sono del tutto diversi da quello di Benedetto XVI e, in un certo senso, non costituiscono dei precedenti. 
Un vuoto immenso - Certo la rinuncia di per sé non deve scandalizzare ed è - lo ripeto - perfettamente conforme alle norme del Codice di diritto canonico. Ma è possibile ragionare sulle motivazioni? Si può tentare ancora qualcosa per aiutare il Papa e per indurlo a tornare sui suoi passi? La Cristianità, in questo momento storico veramente drammatico per la fede, può privarsi (definitivamente e totalmente) di una voce così alta, di una presenza così illuminante e di un magistero straordinario come quello di Benedetto XVI? Che questa grande figura di padre e maestro scompaia totalmente (e di colpo) per il mondo, come ha preannunciato, dà profonda tristezza. 
Senza nulla togliere al prossimo pontefice che certo svolgerà al meglio il ministero petrino, possiamo dire che dalle ore 20 del 28 febbraio si sentirà un vuoto immenso? Antonio Socci




Nicole Dark 




lunedì 18 febbraio 2013

Nicole Dark - Chico Forti: ingiustizia è fatta!


Fiorello, Giovanotti e molti altri stanno cercando in questi ultimi giorni, di tornare e sensibilizzare noi Italiani che siamo avvezzi ad avere la memoria corta, sul caso Chico Forti, un caso dimenticato soprattutto dagli Italiani, come Sacco e Vanzetti, condannati solo perché immigrati italiani. Quando il caso di Sacco e Vanzetti fu riaperto e quando si dimostrò che erano innocenti erano già arrostiti sulla sedia elettrica.


CHICO FORTI e AMANDA KNOX: DUE PESI E DUE MISURE



Chico e Amanda: diversità di difesa vergognosa.

Amanda knox, ora è libera e grazie al suo caso è diventata milionaria: i giornalisti l’hanno innalzata come un’eroina. Ma in America per molto meno sarebbe finita nel braccio della morte (provate voi negli States a raccontare un sacco di balle alla polizia e a fare la ruota e altri movimenti ginnici, nell’ufficio dello sceriffo…).

 Chico, che in 13 anni ha visto una sola volta i suoi tre figli, in Italia non sarebbe mai stato neppure processato sulla base di indizi così labili, e ora marcisce nella quasi totale indifferenza in un carcere di massima sicurezza della Florida da dove potrebbe uscire solo in una bara di zinco.

 Le decine e decine di giornalisti americani che hanno commentato in diretta da Perugia la sentenza della Knox hanno descritto il nostro sistema giudiziario come «medioevale», i nostri magistrati come una manica di incapaci, gli italiani come dei bigotti sessisti assetati del sangue di una ragazza acqua e sapone di Seattle. Il nostro per molti aspetti è un Paese indecente e ridicolo, ma per ben altre vicende giudiziarie. La sentenza che ha assolto Amanda Knox dimostra piuttosto, in modo inequivocabile, che l’Italia ha una giustizia forse inefficiente ma garantista. È semmai quello americano lo Stato di diritto da Far West dove se sei ricco eviti la forca, altrimenti non ti resta che piangere o pregare. Mettiamo davanti allo specchio Amanda e Chico e vediamo, dove sta il giustizialismo e dove sopravvive, a fatica, la civiltà del diritto. Amanda ammise di essere in casa durante l’omicidio e poi mentì accusando del delitto di Meredith un innocente, tanto da essere condannata per calunnia.
Chico Forti non è stato visto da nessuno nei pressi della spiaggia dove venne ucciso Dale Pike.
 Sul reggiseno di Meredith sono state trovate tracce di dna riferibili a Sollecito, ma per la difesa c’era stata una contaminazione. Sul luogo del delitto a Miami venne trovato un guanto dell’assassino: il dna repertato al suo interno non era di Chico Forti: visto che non poteva essere lui l’assassino, per l’accusa l’italiano divenne a questo punto il mandante.
 Gli indizi raccolti dalla Scientifica nel delitto Meredith sono stati demoliti dalle difese a colpi di opinioni.

 Nessuna evidenza scientifica è stata mai raccolta a carico di Chico, salvo delle tracce di sabbia magicamente comparse, a mesi di distanza, sul gancio di traino della sua auto. 
Amanda Knox e Sollecito dopo essere stati condannati in primo grado con una sentenza lungamente motivata hanno avuto il diritto (nel nostro ordinamento lo ha anche un ladro di biciclette) ad un processo d’appello (e poi la Cassazione) in cui tutte le prove sono state rivalutate e l’istruttoria riaperta. Chico invece è stato condannato senza uno straccio di motivazione, mentre l’appello se lo sogna di notte. Amanda è stata difesa da un agguerrito e costosissimo collegio difensivo. 

L’avvocato di Chico Forti, si è scoperto solo in seguito, lavorava anche per la procura di Miami ed era dunque incompatibile.

Chico Forti si è sottoposto alla macchina della verità: per il poligrafo è innocente, ma il risultato non è valso in giudizio. 
Amanda si è sempre proclamata innocente, ma nessuno l’ha mai sottoposta allo stesso marchingegno. Per la bella Amanda, incarcerata ingiustamente dagli italiani, si è mobilitato un intero Paese: la copertura mediatica è stata pari a quella della morte di un Papa, gli Americani hanno minacciato di boicottare i nostri prodotti, addirittura! I fan hanno tifato in diretta come al Super bowl, il segretario di Stato Hillary Clinton ha seguito personalmente il caso. Mancava solo che mandassero contro il Tribunale di Perugia i «berretti verdi».
 Solo lo zio Gianni di Chico, gli amici, il popolo di Facebook e qualche sterile interrogazione parlamentare, hanno evitato che su Chico calasse l’oblio. Il nostro ministro degli esteri all’epoca ha scelto, come fa spesso, il basso profilo per non urtare Washington. Dopo l’assoluzione di Amanda e Raffaele la folla a Perugia urlava «Vergogna! Vergogna!». Sbagliavano.

 La vera vergogna si consuma, tutti i giorni da 13 anni, nella più grande democrazia del mondo, dove un uomo sconta una condanna all’ergastolo senza lo straccio di una prova.


La Bruzzone, nota criminologa italiana ha preso in esame il caso e ha affermato: "Ci sono elementi nuovi per scagionarlo. Nuove testimonianze anche relative all'arma mai trovata del delitto di Dale Pike". Quest'ultimo era il figlio di un imprenditore tedesco-australiano con cui Forti stava trattando l'acquisto di un albergo in Spagna. "Nessuno ha poi mai avvisato Forti - chiarisce la criminologa - che il suo avvocato difensore lavorava come accusatore nella Procura di Miami". L'associazione "Una chance per Chico" chiede anche una trasmissione di "Porta a Porta" ad hoc sul caso del trentino Chico per rilanciare l'attenzione sul caso.

Ed io chiedo a voi, amici ascoltatori, di unirvi per fare numero e informarvi di più per essere ascoltati e aiutare Chico Forti ad avere finalmente dopo 13 anni, Giustizia!



C.I.A.T.D.M.- Evento solidarietà per la PICCOLA HOUDA EMMA

Anche quando una certa situazione sembra difficile da superare o affrontare, anche quando sembra che le tue parole volino nell'aria senza essere comprese....una mano tesa può diventare importante!



Amici non lasciamo sola la piccola Houda Emma, sequestrata dal padre siriano, e portata in questo paese dilaniato dalla guerra civile, per fare un dispetto alla madre....






DOMENICA 3 MARZO ORE 10.30

Evento solidarietà

a Rozzano, 
vicino al Centro Commerciale Fiordaliso


questo evento è stato organizzato per raccogliere le firme sulla petizione elaborata dal CIATDM rivolta al Governo per chiedere che si attivi ed operi velocemente per riportare a casa, restituendo così alla sua mamma Alice, la piccola Houda Emma di poco più di 2 anni e...CITTADINA ITALIANA.


A tutti gli amici che vivono nella zona di Rozzano chiediamo di partecipare a questo EVENTO SOLIDARIETA' per la piccola EMMA HOUDA KHARAT!






domenica 10 febbraio 2013

Nicole Dark - 10 febbraio per non dimenticare "le foibe"



Per non dimenticare: le foibe



Il 10 febbraio, deve essere un giorno per ricordare, per capire e condividere la memoria di quella che è stata una vera e propria opera di pulizia etnica nei confronti degli italiani ad opera dei partigiani comunisti dell'esercito jugoslavo di Tito. Una terribile pagina di storia che portò migliaia di nostri connazionali ad essere rastrellati, deportati ed uccisi solo perché italiani. Voglio ricordare: Norma Cossetto che è diventata il simbolo delle foibe.
Norma Cossetto era una splendida ragazza di 24 anni di Visinada, Istria, laureanda in lettere e filosofia. In quel periodo girava in bicicletta per i comuni dell'Istria per preparare il materiale per la sua tesi di laurea.
Il 25 settembre 1943 un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa. Entrarono perfino nelle camere, sparando sopra i letti per spaventare le persone. Il giorno successivo prelevarono Norma. Venne condotta prima nella ex caserma dei Carabinieri di Visignano dove i capibanda la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici.
Dopo un paio di giorni, vennero tutti trasferiti durante la notte e trasportati con un camion nella scuola di Antignana, dove Norma iniziò il suo vero martirio. Fissata ad un tavolo con alcune corde, venne violentata continuamente da diciassette aguzzini, quindi gettata nuda nella Foiba poco distante, sulla catasta degli altri cadaveri degli istriani. Una signora di Antignana che abitava di fronte, sentendo dal primo pomeriggio urla e lamenti, verso sera, appena buio, osò avvicinarsi alle imposte socchiuse. Vide la ragazza legata al tavolo e la udì, distintamente, invocare pietà.


Non si parla mai delle Foibe perché quelle pagine di storia sono state strappate. O meglio non sono mai state scritte. Questa tragedia, che è stata compiuta dai comunisti della Jugoslavia, con la complicità dei comunisti italiani, deve essere ricordata assieme a tutti gli altri orrori della storia. Dopo aver istituito la giornata in ricordo dell'olocausto, il 27 gennaio, l'orrore più grande dell'umanità, è giusto ricordare anche la tragedia delle Foibe.

Una volta lessi in un libro che le foibe erano dei fossili nella zona carsica!
 Le foibe in realtà sono delle cavità naturali, dei pozzi naturali tipici dell’altipiano alle spalle di Trieste e dell’Istria, il Carso.
Ancora un dolore tutto italiano quindi da rinnovare nella Giornata del Ricordo delle Foibe che cade oggi domenica 10 febbraio 2013. E quindi il ricordo va a migliaia di persone, colpevoli di essere italiane o contrarie al regime comunista di Tito che furono gettate, alcune dopo essere state fucilate, alcune ancora vive, in queste cavità naturali per mano dei partigiani di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale.
Circa 1.000 sono state le salme esumate ma molte foibe sono irraggiungibili, alle quali vanno aggiunte più di 3.000 scomparse nei gulag (campi di concentramento) di Tito. 


Commemorazione quindi, delle vittime dei massacri delle foibe, e l'esodo forzato di 350 mila persone giuliano-dalmata, sono le pagine più tristi della storia del secolo passato.
 E' un tema controverso che ricorda uno dei momenti di delirio della follia umana declinata nei suoi aspetti più crudeli e, malgrado dagli avvenimenti storici sia passato oltre mezzo secolo, il ricordo è molto vivo nella memoria di chi quei giorni li ha vissuti. Vorrei concludere dicendo che
 c'è una verità che nessuno potrà mai confutare: la sofferenza e l'assurdità dell'agire dell’uomo, quale che sia il "movente ideologico" che guida i suoi sentimenti e le sue azioni.



Nicole Dark 




Nicole Dark, scrittrice di romanzi a carattere sociale, senza mai abbandonare la suspense del thriller con epiloghi inaspettati!

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mercoledì 6 febbraio 2013

Nicole Dark - Il bene non fa notizia


Il bene non fa notizia …


Nonostante la crisi, c'è ancora spazio per gesti di onestà. Chi lo potrebbe sapere meglio dell'impiegata 48enne di Rimini che l’altro  ieri ha trovato ben 40.000 euro in contanti? Questi soldi stavano in un sacco nero dell'immondizia, appoggiato a un albero vicino al cimitero di Misano Adriatico. 
Sicuramente le nostre opinioni si divideranno: ci sarà chi li avrebbe tenuti per sé, e chi li avrebbe consegnati alle forze dell'ordine. Ma questa impiegata di 48 anni che stava passeggiando con il cane, quando ha trovato  i 40.000 euro, non ci ha pensato due volte: ha preso il sacco e lo ha consegnato ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini.
La stampa locale, riferisce che da questo sacco, spuntava una banconota e la donna si era avvicinata, scoprendo che all'interno erano ammassate molte banconote da 50, 100 e 500 euro. 
Si dice che il bene non fa notizia, ma se le cronache dessero più spazio a notizie del genere, sarebbe un buon inizio secondo me, e chissà che non influisca in modo corretto nella nostra mente? 
Però il mio entusiasmo viene  bruscamente interrotto da un altro fatto di cronaca molto simile, accaduto in un posto diverso. Ecco l’articolo:

TRENTO, TROVA UN PORTAFOGLI E LO PORTA IN QUESTURA: MA VIENE CONDANNATA
Condannata per furto aggravato. Così una donna che aveva semplicemente portato in Questura un portafogli trovato in una sala giochi si è ritrovata con la fedina penale sporca. Tutto perché in questura la procedura di restituzione era stata ritardata per errori, ripeto ritardata per errori di indirizzo del proprietario e i vigili intanto, a cui il proprietario aveva sporto denuncia, l'avevano identificata attraverso le telecamere della sala giochi e la targa dell'auto come chi aveva trovato  il portafoglio, con dentro 500 euro, assegni e documenti..
 La donna ha chiesto in seguito di essere regolarmente processata ed è stata assolta.
E così concludo amaramente:

 Beh si sa, siamo in Italia … 

 E nessuna buona azione resterà impunita! 

Attenzione però: ciò non può valere per i nostri politici, i quali di buone azioni si intendono ben poco, soprattutto se si tratta di soldi …
 E così lascio a voi giudicare cari ascoltatori, questi due fatti di cronaca molto simili fra loro, ma con epiloghi completamente opposti.

Nicole Dark 




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martedì 5 febbraio 2013

C.I.A.T.D.M. Lettera al Ministro Terzi - vicenda Houda Emma


31 gennaio 2013


OGGI HO SCRITTO UNA EMAIL AL MINISTRO TERZI E CIO' CHE HO INVIATO L'HO PUBBLICATO ANCHE SULLA SUA PAGINA UFFICIALE CHE HA SU FB. SE AVETE VOGLIA DI LEGGERE E CONDIVIDERE TROVATE QUANTO DA ME SCRITTO QUI' SOTTO . FATE GIRARE PERCHE' RITENGO VERGOGNOSO CHE IL MINISTRO, IL NOSTRO GOVERNO ESPRIMANO PROFONDA TRISTEZZA PER GLI ADOLESCENTI MORTI NEL ROGO DELLA DISCOTECA IN BRASILE, E NON FACCIA ASSOLUTAMENTE NULLA PER LA NOSTRA PICCOLA HOUDA EMMA CHE DAL 18 DICEMBRE 2011 VIVE AD ALEPPO IN SIRIA SOTTO LE BOMBE PERCHE' RAPITA E SEQUESTRATA DAL PADRE SIRIANO.
AURELIA PASSASEO


Gentile Signor Ministro,

mi chiamo Aurelia Passaseo e sono Presidente del Ciatdm (Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori) e, mi permetto di scriverLe perchè nel profilo di questa Sua pagina ho letto un post da Lei pubblicato in cui esprime tristezza per le vittime adolescenti bruciate n el rogo della discoteca in Brasile.
Certo , ci rende orgogliosi come cittadini Italiani che il nostro Ministro degli Esteri esprima alle Autorità Brasiliane profonda tristezza per questa immane sciagura in cui hanno perso la vita 250 adolescenti, tuttavia però non ci rende orgogliosi quando vediamo che Lei poco ha fatto a distanza di circa due anni dal sequestro e portata in Siria per opera del padre della piccola HOUDA EMMA KARAT.
Mi preme e mi permetto ricordarLe che la piccola Houda Emma Karat il prossimo mese di marzo compirà tre anni e che, è " SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITTADINA ITALIANA " affidata dal Tribunale per i Minorenni alla sua mamma Alice Rossini e che, il padre è stato dichiarato decaduto della potestà genitoriale sempre dal Tribunale che ha affidato la bambina alla madre.
Mi rendo conto che la situazione in Siria è complicata a causa di una guerra e che, la nostra Ambasciata è stata chiusa pregiudicando tutti contatti ed i canali diplomatici con il Governo Siriano, però sò che il Governo Siriano è in ottimi rapporti con la Russia , tanto è vero che l' ambasciata russa in Siria è ancora aperta tanto che i loro canali diplomatici ancora sono esistenti.
Non crede a tale proposito, dato che si tratta di una bambina di poco più di ventiquattro mesi e per giunta con cittadinanza solo ed esclusivamente italiana sia opportuno che Lei in quanto Ministro degli Esteri ed il Governo Italiano si adoperi e si spenda presso le Autorità Russe chiedendo loro di godere di una collaborazione e di un aiuto dei loro servizi segreti per la ricerca della piccola Houda Emma Karat affinchè sia restituita al più prestto alle cure amorevoli della sua mamma che ogni giorno attende di poterla riabbracciare e, risposte più concrete , piuttosto che le solite risposte di convenevoli che le vengono date sia da Lei che dall'intero suo staff ?
Il Ciatdm segue e si stà adoperando per aiutare questa mamma in tutte le forme perchè la vicenda della piccola Houda Emma le sta molto a cuore, diverse sono le iniziative che abbiamo messo in campo sia per tenere alta l'attenzione su questo caso da parte Sua e dal Suo staff, affinchè la piccola Houda Emma venga da Lei e dal Suo staff riportata a casa il più velocemente possibile perchè, più il tempo passa più l'entità dei danni psicologi che si riperquoteranno sull'equilibrio psifisico della piccola saranno devastanti e per tutta la vita.
Questo messaggio è un appello che Le scrivo afffinchè non si dimentichi della piccola Houda Emma Karat e che realmente sia Lei in primis, sia il nostro Governo che è sempre pronto ad fornire aiuto agli altri Paesi quando gli viene richiesto chiediate anche Voi aiuto agli altri Paesi per ritrovare e riportare a casa la nostra CITTADINA ITALIANA HOUDA EMMA KARAT, facendo sinergia ed intelligenze con gli altri Paesi ancora presenti con ambasciate sul territorio Siriano utilizzando non solo i nostri servizi segreti ma, anche quelli di altri Paesi.
Mi attendo da Lei risposte concrete e, nel ringraziarLa , cordialmente le porgo i miei distinti saluti .

Aurelia Passaseo

Presidente Ciatdm





QUESTO E' IL VIDEO DELLA PUNTATA DI VERISSIMO DI IERI 2 FEBBRAIO 2013 DOVE MAMMA ALICE PARLA DELLA PICCOLA HOUDA EMMA, DA VEDERE PER CHI SI E' PERSO LA PUNTATA.
http://www.video.mediaset.it/video/verissimo/full/371163/puntata-del-2-febbraio.html


MAURIZIO RUSSO - Dal crepuscolo all'aurora


Dal crepuscolo all'aurora


Paesaggismi archetipi che ci spingono all'irrazionale, e solo attraverso esso possiamo  saggiare l'intento del nostro animo.




Dal crepuscolo all'aurora

Crepuscolo
ultimo momento del giorno,
primo attimo della notte.

Tu accendi i cuori
votati all’insonne luna,
non più piena di luci sottostanti
ma guardinga nel proteggere
cuori amanti.

Nel mentre il mio animo
dei tuoi occhi si colora,
rifletto già alla prossima aurora.
Segnata, da questa notte
di mezza luna,

con stelle a fiumi
che si spengono con un dito,
e il cielo all’orizzonte
che si perde nell’infinito.




Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it