lunedì 27 maggio 2013

C.I.A.T.D.M. - Interrogazione Parlamentare per Emma Houda!

Da diverso tempo seguiamo le vicende che riguardano la piccola EMMA HOUDA, sottratta alla mamma dal padre e condotta in Siria, dove c'è una guerra civile in atto!



La mamma della piccola Emma, Signora Alice, attende con la dovuta speranza che qualcuno le possa dare almeno qualche indicazione su dove sia finita sua figlia...e speranza più grande di poterla riabbracciare al più presto....



Il C.I.A.T.D.M. è accanto a questa madre sofferente e lotta con lei per poter avere qualche risposta ed un minimo di giustizia visto che EMMA HOUDA E' CITTADINA ITALIANA!

ecco qui di seguito l'interrogazione parlamentare che il Senatore Lodovico Sonego ha presentato al Ministro degli affari Esteri Emma Bonino:


Interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Affari Esteri in merito alla sottrazione e all’illegale espatrio della piccola Emma Kharat.
Premesso:
- che la cittadina italiana Alice Rossini residente ,............. Provincia di Monza-Brianza, ha contratto matrimonio ad ....... con il cittadino siriano Mohamad Kharat nato ad Aleppo, Siria, il .....................;
- che dal matrimonio, a Vimercate in data 20.03.2010, è nata una figlia di nome e cognome Emma Kharat con cittadinanza italiana;
- che i coniugi sono in corso di separazione e che è prossima l’emissione della sentenza di separazione;
- che in data 18.12.2011 il Kharat è espatriato portando con sé la figlia senza il permesso della madre che peraltro tutt’ora detiene con sé i documenti che consentono alla figlia di lasciare legalmente il paese d’origine;
- che da notizie ufficiose il Kharat, dopo aver lasciato l’Italia, si serebbe recato prima (maggio 2012) a Rashdeen vicino ad Aleppo e successivamente in un campo profughi gestito da milizie irregolari ribelli (il cosidetto campo dei bloccati).
L’interrogante chiede al ministro degli affari esteri:
- se il suo dicastero sia conoscenza dell’illegale espatrio di Emma Kharat e della condotta del padre;
- se sia a conoscenza del luogo dove vivano attualmente la bambina e il padre nonchè delle condizioni di vita della piccola;
- quali iniziative abbia sin qui messo in atto il Ministero degli Affari Esteri, anche eventualmente ricorrendo alla collaborazione di servizi diplomatici e di intelligence di altri paesi, per riportare in Italia la piccola Emma Kharat illegalmente sottratta alla madre e al suo paese d’origine;
- quali iniziative abbia sin qui messo in atto il Ministero degli Affari Esteri affinchè Mohamad Kharat sia chiamato a rispondere della sua condotta davanti ad un giudice.
Sen. Lodovico Sonego


ps: per tutela della privacy son stati cancellati alcuni riferimenti e sostituiti con dei puntini




Nella speranza che il Ministro Emma Bonino, da sempre in prima linea contro le brutture di questo mondo, accolga e si interessi di questo DISPERATO caso.....il nostro pensiero va alla piccola e dolce Emma ed alla sua mamma che mai smetterà di lottare per riaverla accanto!

Ti aspettiamo dolcissima EMMA HOUDA







mercoledì 22 maggio 2013

MAURIZIO RUSSO - Sono




Essere e non essere


Quando il vento ti trapassa e ti porta via con se, di te rimane il vento...




Sono

Sono vivo quando soffia il vento
ed io sobrio sorrido di sgomento,

sono vivo quando tuona
e non ne faccio una buona,

sono vivo quando cala il sole
e mi attraversano mille parole.

Sono morto in copertina
se mi riflette una vetrina,

sono morto lontanando
se Silvia mi sta lasciando,

sono morto di vergogna
se mi tocca metterti alla gogna.

Sono triste e non è un male
ma un deterrente sindacale,

sono triste se la vita
la frequento in differita,

sono triste se mi compiaccio
ma resto un timido pagliaccio.

Sono, e per sempre
e mi ritrovo, mentore
da solo.


Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it






domenica 12 maggio 2013

Nicole Dark - Equitalia dimentica anche la SHOAH!



Nel 1996 il giornalista Valter Vecellio definisce l'ex capitano "boia delle Ardeatine". Lui querela sia il cronista che Riccardo Pacifici, capo della comunità ebraica di Roma. I giudici li assolvono da ogni accusa. Dopo 17 anni però l'agenzia di riscossione chiede ai due di pagare 300 euro al posto del nazista perché nullatenente. Il giornalista chiede l'intervento di Napolitano: "Questione di principio"

“Non sono così pezzente da negare 300 euro allo Stato bisognoso, ma mi offende il modo in cui questi soldi mi sono stati chiesti”. Il giornalista Valter Vecellio vive un paradosso che molti italiani hanno vissuto, con un particolare in più da non poco conto. Ha ricevuto una lettera di Equitalia che gli ingiunge di pagare 300 euro di spese processuali. Non per una sua condanna, anzi. Vecellio deve pagare al posto di Erich Priebke, il capitano delle Ss che partecipò alla strage delle Fosse Ardeatine. La stessa richiesta viene rivolta da Equitalia anche a Riccardo Pacifici, capo della della Comunità israelitica di Roma. Ma è il motivo per cui l’agenzia di riscossione chiede i soldi a Vecellio e Pacifici che ha dell’incredibile.  

I fatti risalgono al 1996 quando Vecellio definisce il nazista il “boia delle Ardeatine” in un articolo scritto dopo che il tribunale militare di Roma aveva pronunciato l’intervenuta prescrizione per l’ex Ss. L’ex capitano, co-responsabile dell’eccidio di 335 civili e militari italiani il 24 marzo 1944 si sente offeso dalla definizione “boia” che il giornalista usa nel suo scritto e querela sia lui che Pacifici. I giudici assolvono entrambi in tutti e tre i gradi di giudizio condannando Priebke a pagare un risarcimento. “Mi sarei fatto dei problemi di coscienza anche a ricevere quel denaro da un simile personaggio – spiega Vecellio – I soldi comunque non sono mai arrivati”. E’ arrivata invece la richiesta di Equitalia di sanare il debito che l’ex capitano ha nei confronti dello Stato perché condannato.  

“Un signore che non ha nulla da perdere, querela chi gli pare – scrive Vecellio nella lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri - Poi perde la causa ed è condannato a risarcire le spese, ma non lo fa, perché risulta nullatenente. Lo Stato allora chiede che le spese siano pagate da chi è stato tirato in ballo e di nulla è responsabile”. Un paradosso al quadrato. Anzi, al cubo visto che a Vecellio e Pacifici viene detto che possono rivalersi nei confronti di Priebke. “Evidentemente si pensa che io possa ottenere quella soddisfazione che lo Stato non riesce ad avere”. Rimane una domanda che il giornalista rivolge a Napolitano e Cancellieri: “E’ giusto che due cittadini di questa Repubblica, denunciati da un ex ufficiale nazista per reati che tre gradi di giudizio ritengono non sussistere, debbano pagare le spese per processi che non hanno intentato ma hanno subito, perché lo Stato italiano non sa, non vuole, non può farsele pagare da chi è stato condannato?

LA LETTERA DI VALTER VECELLIO A GIORGIO NAPOLITANO E ANNA MARIA CANCELLIERI

Signor Presidente della Repubblica, Signora Ministro di Giustizia,
giorni fa ho ricevuto una busta, da “Equitalia”; non reca data, o timbri. E’ una perentoria ingiunzione. Si intima di versare entro sessanta giorni – non si capisce a decorrere dal quale – di pagare la somma di circa trecento euro. Non è per una tassa non pagata, o per un errore commesso dal mio commercialista. Ho dovuto leggere e rileggere alcune volte i cinque o sei fogli, in carattere lillipuziano e gergo da iniziati, per capire di cosa si tratta: sono spese processuali; e non vi nascondo che sono stato preso da un senso di inquietudine e apprensione: quale processo? Se devo pagare spese significa che sono stato condannato… Quando? Perché? Denunciato o querelato da chi? Non ne so nulla. Condannato a mia insaputa?
L’attenzione viene attirata da due nomi: Erich Priebke e Riccardo Pacifici. Il primo è l’ex ufficiale delle SS che sconta un ergastolo ai domiciliari a Roma, dopo la condanna per i fatti alle Ardeatine. L’altro è il mio amico Presidente della Comunità Israelitica di Roma. Vado così indietro nel tempo: a quando, Priebke aveva presentato querela nei confronti di Pacifici e miei.
I fatti, brevemente: quando il tribunale militare di Roma, il 1 agosto del 1996 pronuncia l’intervenuta prescrizione per il nazista, una folla indignata manifesta per ore; fino a quando l’allora ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick non interviene, il processo rifatto, e si giunge alla condanna che ora Priebke sconta. Su quei fatti si può avere l’opinione che si crede, non è questo il punto, le ritengo tutte legittime. Il punto è che il nazista si era sentito in qualche modo leso da quanto ho scritto in un mio articolo, e dal comportamento di Pacifici. Entrambi siamo stati assolti in primo e secondo grado; la Cassazione infine ha dichiarato improcedibile il ricorso contro le sentenze che rigettavano la richiesta di risarcimento avanzata dall’ex Ss.
Ci siamo pagati di tasca nostra gli avvocati; abbiamo perso un po’ di tempo, non abbiamo chiesto un centesimo di risarcimento (personalmente avrei avuto problemi anche a darlo in beneficenza, quel denaro); la storia, pensavo, fosse finita lì. Invece arriva la cartella di Equitalia, “Servizio notificazioni atti fiscali”.
 Accade questo: l’Agenzia delle Entrate vuole che da Riccardo e da me il pagamento delle spese processuali. L’avvocato, mortificato, mi spiega che dal momento che Priebke non paga, lo Stato si rivale, per le spese sostenute, su di noi; e questo indipendentemente dal fatto che la causa la si sia vinta, non si sia stati noi ad accenderla e la si sia subita…Insomma, un signore che non ha nulla da perdere, querela chi gli pare. Perde la causa, è condannato a risarcire le spese, non lo fa, perché risulta nullatenente. Lo Stato allora chiede che le spese siano pagate da chi è stato tirato in ballo e di nulla è responsabile. Non manca la beffa finale: mi viene detto che posso sempre rivalermi nei confronti di Priebke, evidentemente si pensa che io possa ottenere quella soddisfazione che lo Stato non riesce ad avere. Che si fa, si ride o si piange?
In paesi di consolidata civiltà giuridica come gli anglosassoni se si fa causa chiedendo risarcimenti, e si fa perdere tempo e denaro alle persone, e si viene trascinati in tribunale per nulla esiste un qualcosa che si chiama “lite temeraria”; chi la intenta viene condannato a pagare svariati multipli rispetto a quello che si chiede per risarcimento, e soprattutto nessuno si sogna di chiedere a chi ha vinto di pagare le spese processuali.
Ora vorrei che sia chiaro: non sono così pezzente da non avere i trecento euro circa che mi chiedono Equitalia e l’Agenzia delle Entrate. Ne faccio, come si dice, una questione di principio.
Signor Presidente Giorgio Napolitano, Signora Ministro Anna Maria Cancellieri: è giusto che due cittadini di questa Repubblica, denunciati da un ex ufficiale nazista per reati che tre gradi di giudizio ritengono non sussistere, debbano pagare le spese per processi che non hanno intentato ma hanno subito, perché lo Stato italiano non sa, non vuole, non può farsele pagare da chi è stato condannato?
 Signor Presidente, Signora Ministro: se me lo dite voi, pago senza fiatare. Però vorrei sentirmelo dire da Lei, Signor Presidente, da Lei Signora Ministro della Giustizia.
Un saluto cordiale, Valter Vecellio

Ed io concludo:

Questa è la giustizia italiana! Oltre a essere lenta è vergognosa!


Nicole Dark 



venerdì 10 maggio 2013

CIATDM - il padre di Emma sarà processato per sottrazione di minore!

Novità per quanto riguarda il caso della Piccola Houda Emma, rapita dal padre e portata in Siria:

  sarà processato per sottrazione internazionale di minore!


La storia risale al 2011 quando il padre di questa splendida bimba ITALIANA l'ha sottratta alle amorevoli cure della mamma Alice Rossini per portarla in un paese dilaniato dalla guerra civile.

Quest'uomo ha anche minacciato la madre Alice di uccidere la bambina (tutto tramite internet) e poi ha avuto anche la sfrontatezza di richiedere un riscatto di 300 mila euro!

La madre angosciata ha chiesto aiuto a tutti...ed ora sembra che la giustizia italiana abbia dato una prima risposta con questo processo, la prima udienza si terrà il 30 gennaio 2014.

Alice, questa madre coraggio, ha anche intenzione di scrivere all'attuale Ministro degli Esteri Emma Bonino nella speranza che questa grande donna possa interpretare al meglio il suo ruolo istituzionale.

La speranza è sempre l'ultima a morire!

Ci uniamo a questa speranza di poter un giorno rivedere la piccola Houda Emma accanto alla sua mamma e che questo padre non proprio esemplare venga punito come merita! [leggi articolo per appofondimenti]

Il CIATDM nella persona del suo presidente Aurelia Passaseo dichiara:

"Bene, ora auspichiamo una condanna pesante da parte della giustizia! Il CIATDM, se Alice lo vorrà, è pronto a costituirsi parte civile nel processo!"

martedì 7 maggio 2013

CIATDM - Lettera al Vice Ministro Lapo Pistelli in favore della piccola Emma!


Non si contano più i giorni da quando la piccola Houda Emma Kharat è stata RAPITA dal padre e portata in Siria, paese nel quale c'è una guerra civile senza fine!

Tanti sono stati gli appelli al governo precedente di considerare che la piccola Hemma è CITTADINA ITALIANA e pertanto va protetta e SALVATA da tanta atrocità, ma...la voce della sua mamma e di tutti coloro che si sono resi disponibili per combattere questa ennesima violenza su un minore sono restati molto...vaghi!

Oggi c'è un nuovo governo e la speranza torna a riaffiorare, anche se molto tenue...perchè la fiducia scende sempre di più sotto le suole, verso chi avrebbe il potere di fare qualche cosa ma non lo fa...

ecco l'ennesima richiesta da parte del CIATDM nella persona del suo presidente Aurelia Passaseo alle autorità competenti!




Gentile Onorevole Vice Ministro,
mi chiamo Aurelia Passaseo e, sono presidente del Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori - CIATDM .
Le scrivo non solo per complimentarmi con Lei per la Sua nomina a Vice Ministro ma, sopra tutto perchè ho sentito la Sua intervista che ha rilasciato subito dopo la Sua nomina a Vice Ministro in cui ha detto che è Sua intenzione impegnarsi per la scomparsa in Siria del giornalista della Stampa Qiurico ed a tale proposito le segnalo anche la scomparsa della piccola Houda Emma Kharat rapita alla madre e, portata in Siria dal padre il giorno 18 dicembre 2011.
Mi preme sottolineare che la bambina è solo ed esclusivamente " CITTADINA ITALIANA " in quanto il padre pur avendola riconosciuta alla nascità , non avendo trascritto in Siria il suo matrimonio avvenuto nel nostro Paese di fatto per la legge islamica e Siriana che non riconosce suoi cittadini i figli nati fuori dal matrimonio .
Della bambina si sono perse le tracce e la mamma, è molto preoccupata perchè non sà dove sia di preciso la figlia nè se allo stato attuale la piccola Houda Emma sia ancora viva o morta sotto le bombe di una guerra non sua.
La bambina ha 30 mesi ed è troppo piccola non solo per vivere e crescere lontano dalla sua mamma ma, per vivere una guerra non sua che sicuramente, segnerà il suo equilibrio psicologico minando per sempre la sua vita.
In sostanza con la presente mi permetto di chiederLe non solo interesse per il giornalista ma , sopra tutto per questa " PICCOLA MA GRANDE DONNA CITTADINA ITALIANA " che, nulla ha a che fare con una guerra non sua di un paese non suo.
Ci, mi piacerebbe che Lei come primo atto di lavoro al Suo insediamento al Ministero sia quello di poter dare informazioni dettagliate alla madre della piccola Houda Emma di cosa stà facendo esattamente il Ministero e quali sia gli esiti ad oggi.
Il Ciatdm segue da oltre un anno segue la vicenda della piccola Houda Emma e della sua mamma Signora Alice Houda Rossini sostenendola in questa sua triste vicenda ed impegnandosi in tutte le sedi opportune per aiutarla tenendo alta l'attenzione delle Istituzioni affinchè nulla sia lasciato al caso per la ricerca ed il rientro in Patria della piccola Houda Emma.
Certa che Lei accoglierà questa mia richiesta di dare la stessa attenzione che Lei intende dare alla vicenda del giornalista anche per la piccola Houda Emma Kharat confermando sin da ora la mia disponibilità a fornirLe ulteriori delucidazioni in merito alla vicenda della piccola Houda Emma.
Nel ringraziarLa anticipatamente per quanto intenderà fare e farà anche per la piccola Houda Emma, nell'augurarLe un profiquo lavoro mi è cosa gradita porgerLe cordiali e distinti saluti.

Aurelia Passaseo
Presidente Ciatdm
a_ciatdm@yahoo.it
http://www.ciatdm.it/








domenica 5 maggio 2013

Nicole Dark - 5 maggio, morte di Napoleone!


Oggi 5 maggio, si celebra il 192° anniversario della morte di Napoleone Bonaparte, il più grande stratega militare che la storia moderna ha consegnato al mondo.


Nato ad Ajaccio in Corsica il 15 agosto 1769 e morto in esilio il 5 maggio 1821 nell'isola di Sant'Elena, Napoleone per un "pelo" non fu italiano. La Corsica, infatti, era di proprietà della Repubblica di Genova sino all'anno precedente quando i Genovesi la vendettero ai Francesi, molto interessati come sempre ad estendere la loro influenza sul Mediterraneo.

Napoleone, motivato da un'ambizione fuori del comune, con un coraggio impareggiabile, ben presto si impose con le sue vittorie. Ironia della sorte per noi Italiani fu la "Campagna d'Italia" che lo impose all'attenzione della Francia e di tutta l'Europa. Fu, infatti, nel nostro Paese che il giovane generale Bonaparte dimostrò per la prima volta le sue grandi capacità di stratega e di condottiero conseguendo, con mezzi limitati, una serie di brillanti vittorie e assicurando alla Francia il dominio su gran parte dell'Italia settentrionale e centrale. 

Napoleone con le sue vittorie militari riuscì, a diffondere gli ideali nazionalistici francesi. Nel 1799 conquistò il potere in Francia fino a diventare imperatore autoincoronandosi sul finire del 1804 nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi. L'anno successivo, a nostra grande richiesta, divenne re d'Italia conservando il titolo sino al 1814. E in Italia, ci fu la prima UNIONE vera dato che prima di lui, l’Italia, era divisa in piccoli Stati e proprio grazie a Napoleone possiamo dire che inizia per noi il primo ardore per l’Unità che avverrà più tardi per merito dei nostri martiri. Il 18 giugno 1815 Napoleone subì la sconfitta definitiva a Waterloo (nella guerra della settima coalizione), la sua ultima battaglia dove gli  Inglesi riuscirono finalmente a batterlo e ad esiliarlo nella piccola isola di Sant'Elena dove morì 6 anni più tardi: il 5 maggio 1821.

Un commento, un ricordo alla sua impareggiabile vita nel bene e nel male, lo affidiamo alla stupenda Ode del nostro "Grande Scrittore e Poeta” Alessandro Manzoni: il “cinque maggio”. Nell'opera, scritta di getto in tre giorni dopo aver appreso dalla Gazzetta di Milano del 16 luglio 1821 le circostanze della morte di Napoleone, lo scrittore mette in risalto le battaglie e le imprese dell'ex imperatore nonché la fragilità umana e la misericordia di Dio.

Come nella tragedia "Adelchi", Manzoni affronta qui il tema dell'eroismo in una prospettiva particolare che ne mette in luce i lati cruenti e oscuri e, allo stesso tempo, che oscilla secondo la dinamica storica oppressi/oppressori. Dopo che per tutta la sua esistenza, Napoleone ricoprì il ruolo di oppressore, nel momento di morte si ritrova oppresso e vinto dal peso delle grandi imprese condotte, che ora gli si presentano come fallimenti.


Quando Napoleone morì (5 maggio 1821) la notizia in Europa si divulgò solo dopo qualche mese e si seppe anche che durante l'esilio Napoleone aveva ricevuto i sacramenti cristiani.

 Manzoni fu molto colpito da questo particolare e nel suo cantico non vede Napoleone come il "grande stratega" e il "genio della guerra", ma interpreta tutta la situazione sotto l'aspetto spirituale, Manzoni immagina come doveva soffrire Napoleone rinchiuso su un'isoletta dispersa e immagina anche come la fede e Dio abbiano avuto compassione nei confronti di Napoleone.

E’ noto che Manzoni non nutriva particolare simpatia per il “dittatore” e al contrario di molti letterati suoi contemporanei, non stese mai un'ode nei suoi confronti quando era ancora in vita.

E ha esplicitamente fatto intendere di non voler né denigrare né celebrare il personaggio storico, ma ha rimandato questo giudizio ai posteri (con una frase che diverrà celebre e rimarrà nell'uso comune della lingua italiana: "Fu vera Gloria? Ai posteri l'ardua sentenza",) i quali con maggior distacco potranno valutare meglio dei contemporanei, coinvolti nelle passioni dell'epoca.

 Manzoni rende esplicita la sua posizione neutrale e non servile nei confronti di Napoleone quando dice: “lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque”,) rivendicando inoltre la sua onestà nel non averlo elogiato nemmeno quando era al massimo del suo splendore, a differenza di altri contemporanei. A dispetto della premessa dei primi versi (in cui l'autore dice di non avere mai preso posizioni favorevoli o contrarie al tiranno e di non volerlo fare in occasione della morte),  alla fine anche Lui, noto per la sua fede e militanza cattolica, si affianca ad altri contemporanei nell'apprezzare la figura di Napoleone.


Voglio concludere affermando come molti che Napoleone fu un vero genio nella strategia della battaglia.

Ma nonostante l’Italia lo avesse acclamato come re, e nonostante fosse più italiano che francese, lui non amò mai l’Italia e rubò a noi opere d’arte di encomiabile valore, ma tengo a precisare che la Gioconda non è stata rubata da Napoleone, si dice che lo stesso Leonardo l’abbia regalata o venduta alla Francia. 
 Quanto alla Gioconda però possiamo, forse, consolarci così: il Louvre, il più importante museo di Francia, è famoso in tutto il mondo e i turisti vi entrano non tanto per vedere i quadri locali, quanto e soprattutto per l’opera di un pittore italiano... È già una bella soddisfazione!


Nicole Dark