domenica 27 ottobre 2013

Nicole Dark - l'Europa se ne frega degli immigrati



È ora che il premier Letta che ha dimostrato di avere spalle abbastanza robuste per poterlo fare, batta i pugni sul tavolo di Bruxelles e faccia suo ciò che disse poco tempo fa il suo vice e ministro dell'Interno Alfano:

occorre una revisione immediata del regolamento di Dublino, secondo il quale spetta allo Stato di primo approdo la responsabilità dell'accoglienza.

Insomma, Lampedusa non è solo la frontiera italiana, ma è la frontiera che segna il confine dell''Europa con l'Africa. E allora l'Europa deve essere messa  una volta per tutte di fronte a questa responsabilità. 

Primo: bisogna avviare un contrasto internazionale degli scafisti e del traffico di disperati negli Stati mediterranei che non se ne occupano, anche per le situazioni interne più che complesse in cui si trovano, basti pensare alla Libia. 
Non si può negare l'accoglienza a chi fugge da situazioni di guerra, miseria disumana, carestie o violazioni sistematiche dei diritti umani, non si può: ma il flusso deve essere in qualche modo disciplinato, e con estrema urgenza. Anche, come chiede la Croce Rossa, creando corridoi umanitari sicuri e controllati o in Africa e nel Medio Oriente.

Secondo: l'Europa deve inviare uomini, mezzi aerei e navali, ospedali da campo, tutto ciò di cui c'è bisogno nelle zone dove avvengono gli sbarchi, per supportare gli sforzi immani e ormai insostenibili che fanno la nostra Guardia Costiera, i carabinieri, la polizia e tutte le altre forze che si prodigano ogni giorno per salvare la vita dei migranti, mentre altri Paesi, vedi Malta, se ne fregano alla grande. 

E naturalmente bisogna anche distribuire gli immigrati accolti in Italia in tutto il territorio europeo: non può essere uno dei Paesi oggi finanziariamente più debole e politicamente più precario ad accollarsi  da solo l'onere di una pressione immigratoria non più sostenibile, che inevitabilmente genera disperazione e criminalità e si ritorce negativamente non solo sugli italiani ma sugli stessi immigrati,  costretti a vivere di espedienti in un paese dove la disoccupazione giovanile è arrivata al 40%.

E CONCLUDO:

L'Europa che si riempie la bocca di bei discorsi umanitari, che è tanto brava a farci le pulci sulle inadempienze o inadeguatezze, farebbe meglio a "rompere" un po' meno e a collaborare di più.


Nicole Dark 

domenica 20 ottobre 2013

Nicole Dark - Vendono la figlia Online per comprare un Iphone



Ormai siamo abituati a quasi tutto, ma forse ancora qualcosa che possa stupirci in questo Mondo c’è.

  E’ di ieri mattina la notizia che arriva da Pechino e lascia a bocca aperta: “vendono la figlia online per comprare un iPhone”. Il tragico evento è stato reso noto da un’agenzia di stampa cinese.

 Il tribunale di Shanghai avrebbe denunciato i genitori della povera piccola per traffico di esseri umani, dopo la scoperta della vendita sul web della figlia. Non si è a conoscenza della cifra esatta incassata dalla coppia a seguito della trattativa. Si parla comunque di un numero che oscilla tra 5.000 e 9.000 euro circa.

Ciò che rende ancora più drammatica e agghiacciante la vicenda è la destinazione finale di questi soldi, usati per l’acquisto, sempre online, di un iPhone, di scarpe di lusso e altri beni materiali.
 Nella logica imperante del consumismo senza freni della Cina il ragionamento non fa una piega: non hanno i soldi per ostentare benessere e quindi vendono la figlia.

Il nome cinese della Cina è Zhong Guo, e vuol dire terra di mezzo, terra al centro del Mondo.

 Una volta questo termine si riferiva al fatto che i cinesi si ritenessero il popolo più importante sulla Terra, circondato da stranieri, i barbari. 
Oggi, a circa 150 anni dall’apertura dei confini a quei “barbari“, sono proprio le abitudini peggiori di quegli stranieri occidentali, quelle ereditate dal grande territorio asiatico e ingigantite all’ennesima potenza.

 Il fenomeno del consumismo sta assumendo in Cina dimensioni enormi, che portano poi a situazioni pericolose ed estreme come quella di ieri.
E’ solo un esempio di quello che cambiamenti repentini e totali possono portare ad una società. 

La Cina ha vissuto in circa 40 anni quella che per l’Europa è stata la tappa del Medio Evo e il suo sviluppo nella società moderna. Da carretti, galline e polvere per le strade, sono passati a una urbanizzazione, industrializzazione e a un numero di traffici commerciali e un consumismo senza precedenti.

E, sempre di oggi, è la notizia che mostra al Mondo, la Cina come uno dei pochi paesi in continua crescita economica che si attesta intorno all’8% costante negli ultimi mesi. Staremo a vedere come questa corsa allo sviluppo e alla produzione massiccia sarà gestito e assimilato dalla popolazione cinese, anche se i presupposti, non ci fanno pensare ad un modo migliore.


domenica 13 ottobre 2013

Nicole Dark - Femminicidio e la legge del 12/10/2013




Il femminicidio è un vero flagello sociale.

 Nel 2012, si sono contate ben 124 donne uccise, a causa delle violenze di genere, cui fanno spalla altri 47 tentati femminicidi (omicidi non riusciti). Nel 25% dei casi la donna aveva da poco reciso il legame amoroso o era in procinto di farlo. Queste statistiche ci dicono anche che, le donne vittime, nel 63% dei casi, vengono trucidate tra le mura domestiche e spesso non sono le uniche a perire sotto i colpi della furia omicida di mariti, compagni o ex; nello stesso 2012 infatti, otto persone, tra le quali anche figli della coppia, hanno trovato la morte durante il raptus omicida. Dall’inizio del 2013 ad oggi si contano 100 vittime, una, appunto, ogni due giorni.

Cosa prevede il nuovo decreto legge.
  
Il provvedimento contro la violenza sulle donne è stato approvato in Senato con 143 sì il giorno 12 ottobre 2013.

 Ecco i punti più importanti:



Prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire severamente i colpevoli. Sono questi i tre obiettivi del decreto legge contro il femminicidio e la violenza sulle donne approvato proprio ieri dal Senato con 143 voti a favore. «Un primo passo per contrastare un fenomeno odioso e intollerabile. Da oggi il nostro ordinamento si arricchisce di un provvedimento che garantirà maggiore protezione alle donne». Ecco, in sintesi, le norme più importanti contenute nel decreto legge.

Pene più severe 
Il decreto prevede l'aumento di un terzo della pena se alla violenza assiste un minore e/o se la vittima è in gravidanza e/o se la violenza è commessa dal coniuge (anche se separato) e dal compagno (anche se non convivente).

Arresto obbligatorio in flagranza
È previsto l'arresto obbligatorio in caso di flagranza per reati di maltrattamento familiare e stalking. Ciò significa che le forze dell'ordine saranno obbligate al fermo di colui che viene sorpreso in un atto di violenza domestica o di stalking.

Allontanamento del coniuge violento da casa
Alle forze di polizia viene data la possibilità di buttare fuori di casa il coniuge (o compagno) violento se c'è un rischio per l'integrità fisica della donna. Viene così impedito a chi è violento in casa di avvicinarsi ai luoghi domestici. I destinatari di questo provvedimento potranno essere controllati attraverso il braccialetto elettronico.

Querela irrevocabile
Una volta sporta querela per violenza e maltrattamenti, quella querela sarà irrevocabile. Si sottrae dunque la vittima al rischio di una nuova intimidazione tendente a farle ritirare la querela». 

Corsia giudiziaria preferenziale
Con questo decreto, i tribunali potranno adottare delle corsie preferenziali per i processi per femminicidio e per maltrattamenti.

Patrocinio gratuito 
Per chi è vittima di stalking o maltrattamenti e non si può permettere un avvocato, è ora previsto il patrocinio legale gratuito.
Permesso di soggiorno alle vittime straniere

Vittime informate sull'iter giudiziario
La vittima di violenza o maltrattamenti sarà costantemente informata sulla condizione giudiziaria del colpevole (se si trova in carcere o in libertà, se è stato condannato, ecc...). «Cerchiamo di correggere un punto di vulnerabilità del sistema normativo», ha spiegato il ministro dell'Interno. «Spesso la vittima non sapeva che fine aveva fatto il processo a carico dell'autore delle violenze. Ora la vittima sarà informata, ad esempio, della scarcerazione del denunciato».

Speriamo che fermi almeno un po’ queste infinite stragi di donne!

domenica 6 ottobre 2013

Nicole Dark - Le verità nascoste sul cancro


Due Italiani, poco tempo fa, trovano la molecola anti cancro ma i giornali non ne parlano. Diffondi sul web!
Trovata la molecola anti tumore: una scoperta tutta italiana.
E così i due ricercatori intervistati hanno risposto:
«GRAZIE A TUTTI, MA NON ABBIAMO TROVATO LA CURA CONTRO IL CANCRO»
La scoperta è solo un prodotto, che seppur promettente, finora ha soltanto dimostrato di uccidere alcune cellule tumorali “coltivate” al di fuori dell’organismo. Non è il primo, né probabilmente sarà l’ultimo. Bisognerà attendere ancora molto tempo e molti esperimenti prima di sapere se potrà essere impiegato realmente nella lotta contro il cancro.
Affermano proprio questo i due ricercatori italiani.

E ora vediamo come Angelina Jolie sia stata raggirata dagli oncologi riguardo al cancro al seno che non ha mai avuto.
Ho qui l’articolo di Luciano Gianazza del 25 maggio 2013.
Trattandosi di una VIP l’industria del gossip si è buttata a pesce, svalutando ben presto l’argomento nei media.
Ormai sono sette anni che il giornalista Luciano Gianazza promuove la conoscenza e gli insegnamenti di Arnold Ehret, e non si possono negare i benefici sia per quanto riguarda la salute migliorata che la prevenzione che migliaia di persone hanno tratto e stanno traendo dallo studio dei suoi libri.

Luciano Gianazza  continua:
Il consiglio che mi sento di dare, vorrei gridarlo ed è: non fatelo! Cioè non fatevi asportare le parti sane. E vediamo perché.

In un editoriale del New York Times che spiega la sua decisione di farsi rimuovere chirurgicamente entrambi i seni, anche se lei non ha il cancro al seno, Angelina Jolie ha citato i fattori di rischio come il principale motivo per la sua decisione. Ha preso quel provvedimento dopo che i medici le dissero che aveva un “rischio dell’87% di cancro al seno”. La sua soluzione? Sottoporsi a tre mesi di procedure chirurgiche e farsi asportare i seni.

Problema risolto, giusto? Con i suoi seni rimossi, Angelina Jolie dice che adesso il suo rischio di cancro al seno è ora ridotto a un piccolo 5%. La stessa logica bizzarra potrebbe essere applicata anche agli uomini, potrebbero farsi tagliare i loro testicoli per “prevenire il cancro ai testicoli” oppure ambo i sessi potrebbero farsi asportare il colon per “prevenire il cancro del colon-retto”.

Ma sarebbe folle, e nessuno lo fa, perché uno dei principi più basilari della medicina è che non si sottopongono i pazienti ai notevoli rischi e costi della chirurgia per rimuovere organi che non hanno una malattia!  Almeno per ora.
Ma la parte veramente triste di tutto questo è che ad Angelina Jolie hanno mentito.

Prima di tutto non aveva un rischio dell’87% di cancro al seno. Anche a tutte le donne che leggono l’editoriale del NYT hanno mentito.

Come gli oncologi mentono con le statistiche e usano la paura per terrorizzare le donne per indurle a sottoporsi a procedure che danno elevati guadagni.

L’idea stessa che il cancro al seno abbia un “fattore di rischio” è una bugia vera e propria. In realtà, ognuno di noi ha dei micro-tumori nel proprio corpo. Il cancro non è una malattia che “si prende” come essere colpiti in modo casuale da un fulmine. È qualcosa che si deve “gestire” o “prevenire” giorno per giorno, pasto dopo pasto, attraverso una scelta di vita che coinvolge la vitamina D, l’alimentazione, i supercibi, i succhi di verdura ed evitando le sostanze chimiche cancerogene e le radiazioni.
Così, quando un medico dice che hai delle “possibilità” di avere un cancro, sta affermando che non si ha alcun controllo su un cancro, e questa è una bugia. Ciarlatani del cancro, in altre parole.

Anche la Jolie con il gene BRCA1 che è collegato al cancro al seno avrebbe potuto facilmente seguire un piano dietetico e uno stile di vita che sopprime l’espressione del gene del cancro. Non è difficile. Non è scienza missilistica.
Si può fare con cibi semplici, una spesa da pochi euro al giorno. Tali cibi sono agrumi, (uva rossa e vino rosso), verdure crocifere crude, olio omega-3 e molto altro. Gli stessi cibi che aiutano anche a prevenire le malattie cardiache, il diabete, il morbo di Alzheimer e altre malattie croniche.
Le sostanze chimiche naturali che si trovano nelle verdure crocifere come broccoli e cavoli, offrono una potente prevenzione contro l’espressione del gene BRCA1. Ma gli oncologi non dicono alle donne di “mangiare più cavolo”, perché questo non fa guadagnare soldi all’industria del cancro.

Così l’intero argomento riguardo alla “possibilità” è pura ciarlataneria. Non c’è alcuna possibilità priva di cause di ritrovarsi con un cancro. È solo questione di causa ed effetto. Se si sta vivendo secondo uno stile di vita pro-cancro ci si ritrova con un cancro, se si sta vivendo seguendo uno stile di vita anti-cancro si mantiene il cancro sotto controllo in modo che non diventi mai un problema. Tutto si riduce a causa ed effetto per quanto riguarda ritrovarsi con un cancro o meno. Il destino o la cattiva sorte non c’entrano assolutamente.

È affascinante che i medici non credano nella sorte o nel voodoo riguardo a qualsiasi argomento tranne quando parlano del cancro. Quando si tratta di cancro, vogliono che tutte le donne vengano risucchiate nella mentalità della vittima asserendo che il cancro è una questione puramente di “mala sorte” e, che pertanto le donne non hanno alcun controllo sulle proprie condizioni di salute. Un incredibile sfruttamento delle donne!

Perché l’industria del cancro non dà supporto alle donne infondendo un senso di responsabilità per la propria salute?

Trovo sorprendente che l’industria del cancro non creda nell’assioma causa ed effetto. Se proprio vogliono creare paura avrebbero potuto spaventare le donne con le statistiche dei “fattori di rischio” che riguardano le persone che non esercitano alcun controllo sul cancro. Dare appoggio alle donne che esercitano controllo sulla propria salute è l’ultima cosa che l’industria del cancro vuole fare, perché perderebbe clienti e soldi.

È molto più redditizio terrorizzare tutte le donne e farle cadere in uno stato di panico irrazionale tale da fare accettare a loro le cose più folli che si possano immaginare, come asportare entrambi i seni sani, anche se non hanno il cancro. Tali donne sono quindi convinte di avere avuto letteralmente salva la vita, accettando di essere mutilate dal chirurgo.

“Le mie probabilità di sviluppare il cancro al seno sono scese dall’87% a meno del 5% “, dice la Jolie. “Posso dire ai miei figli che non devono temere di perdermi per il cancro al seno.”
Riuscirà anche a dire ai suoi figli che anche loro stessi dovrebbero farsi mutilare, come forma di prevenzione delle malattie? E cosa succede se venisse a sapere che lei ha un rischio di cancro al cervello? Si fa tagliare la testa a mo’ di cura?
La truffa è di far credere alle donne che ci sia solo un modo di ridurre il “rischio” di cancro al seno.
L’altra enorme truffa in tutto questo è l’idea che ci sia solo un modo per ridurre il “rischio” di cancro al seno. Anche se volessimo credere che il numero fittizio di “rischio 87%,” corrisponda al vero, perché si dà per scontato che vi sia un modo e uno soltanto per ridurre questo rischio?

“A ogni donna che legga questo, spero che possa essere di aiuto portandole a conoscenza che può fare delle scelte”, scrive la Jolie nel NYT. Eppure lei non riesce assolutamente a offrire alle donne nessuna scelta al di fuori di quella che ha preso: entrare in un centro del cancro e farli giocare a “taglia-avvelena-brucia” sul tuo corpo. L’editoriale della Jolie, che si legge come se fosse stato scritto dal dipartimento delle pubbliche relazioni, non offre nulla in termini di consigli nutrizionali, scelte di vita, terapie olistiche, benessere, medicina alternativa … niente! Che incredibile disservizio a tutte le donne…

Nel mondo della salute, nutrizione e cancro, ci sono migliaia di modi per prevenire il cancro e reprimere l’espressione dei geni BRCA1. Ma sembra che la Jolie e l’industria del cancro escludano che possano esistere scelte differenti dalla chemioterapia, radioterapia o chirurgia. Solo tre scelte. Niente altro esiste nel loro mondo, non la prevenzione alimentare, non la terapia con la vitamina D, non la vitamina C potenziata, non l’ozonoterapia, le saune, l’agopuntura, la fitoterapia cinese, la riduzione dello stress o qualsiasi altra cosa. Si vuole fare credere che nessuna di queste cose esista!

E perché? Perché l’industria del cancro vuole incanalare le donne come bestiame nel loro sistema ciarlatano di trattamenti taglia-avvelena-brucia. E Angelina Jolie è la loro nuova cheerleader. Senza dubbio soffrendo per le cicatrici e il torpore al petto e alle ascelle che accompagna quasi sempre la chirurgia mastectomia, ora cerca di “ispirare” anche altre donne a esercitare la propria insana “scelta” di farsi rimuovere i seni!

È la più insana invocazione del potere delle donne che io abbia mai visto. Questo non è emancipazione delle donne, è fare la marcia per l’auto-mutilazione. E il “rischio” è una frode completa. In verità, Angelina Jolie ha avuto un più alto rischio di morire sul tavolo operatorio che di morire di cancro al seno, se lei semplicemente stesse seguendo uno stile di vita anti-cancro.
Non lasciatevi ingannare in direzione dell’auto-mutilazione dei ciarlatani dell’industria del cancro

In sintesi:

L’affermazione che si ha un “rischio per cento” di cancro al seno è una grande bugia. 

I geni BRCA1 possono essere tenuti tranquilli (soppressi) con alimenti adeguati e stili di vita. Un gene non è una condanna a morte.
Ci sono migliaia di possibilità e strategie per la prevenzione del cancro.
In tutti esistono micro-tumori. Il cancro deve essere “gestito” in ognuno di noi tenendolo sotto controllo evitando la crescita di tumori.

L’industria del cancro inganna le donne utilizzando tattiche di paura non etiche per spaventarle con falsi dati statistici sulle procedure di cancro ad alto profitto che causano solo loro del male.
L’affermazione che farsi tagliare i seni sani in qualche modo è dare “potere di scelta”alle donne è insana e demenziale. Alle donne viene dato molto più potere fornendo informazioni veritiere sull’alimentazione e stili di vita sani che permettono loro di mantenere il loro corpo intatto invece di finire tagliato a fette da chirurghi oncologici disonesti.

Nicole Dark