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martedì 9 agosto 2016

La reincarnazione: Induismo e Buddismo (2)

[seconda parte per leggere la prima clicca qui]

***In Tibet, anche i tulku cioè i personaggi santi (in genere i padri superiori di un convento) si reincarnano per poter rimanere vicini ai loro monaci. Alexandra David-Neel ne parla (Mystique et Magiciens du Tibet, Plo9n 1968):

 "l'ultimo tulku Agnai_Tsang, era morto già da 7 anni e non si era ancora potuta trovare a sua reincarnazione. Il sovraintendente del convento, da parte sua non aveva nessun fretta di scoprirla perchè l'amministrazione dei beni del defunto contribuiva molto alla sua prosperità personale ..." Un giorno il sovraintendente andò a visitare una fattoria. Mentre chiacchierava con la padrona di casa, tirò fuori dalla tasca una tabacchiera di giada per prendere un pizzico di tabacco...Allora u bimbetto che stava giocando lì n cucina, andò verso di lui e disse: "perchè adoperi la mia tabacchiera?
Panico del sovraintendente perchè si trattava, in realtà, della tabacchiera del defunto tulku di cui egli si era appropriato.
"Restituiscimela subito", disse il bambino.
Preso dal rimorso, il monaco-sovraintendente restituì la tabacchiera e confessò tutto.
Poi condusse il bambino al convento e gli fece scegliere fra un mucchio di oggetti quelli che erano appartenuti al defunto.
Alexandra Davis Neel racconta poi come ella stessa abbia assistito alla scena e in particolare di come il bambino "riconobbe" tutti gli usci, le stanze e i meandri segreti del monastero dove, peraltro, egli non era ancora entrato nella sua presente incarnazione.

Reclamò anche una ciotola di porcellana dimenticata in fondo a un baule che si stabilì essere in effetti appartenuta al defunto.
In generale, qualche mese o un anno dopo la morte di un Lama, superiore di un convento, è del Dalai-Lama stesso, i monaci si mettono alla ricerca della sua reincarnazione.
Essi vanno a scovare tutti i bambini che vengono indicati come particolarmente vivaci e intelligenti.
I nomi di questi bambini vengono poi scritti su dei pezzetti di carta e tirati su a sorte. L'eletto, dopo una serie di prove del genere di quelle descritte qui sopra, viene poi consacrato.


Il presente Dalai-Lama, che è il quattordicesimo, è stato scelto, o meglio "ritrovato" in questo modo.
E sembra che egli sia proprio la reincarnazione del su predecessore morto nel 1933. 


In Cina, i taoisti, i buddisti e i discepoli di Confucio credono nella reincarnazione: Confucio non ne era affatto contrario.

Anche se Lao-Tsè (VII-VI secolo a. C.) fa solo qualche breve accenno al ritorno periodico dell'uomo sulla terra.
Il su discepolo preferito Chouang-Sou, al contrario ne parla diffusamente nel Tao-Te-King.

Lao-Tsè che è stato contemporaneo sia di Buddha che di Pitagora e di Ezechiele, si è reincarnato ,molte volte e in particolare nella persona di Kouang-Tschang-Tseu, "l'Imperatore Giallo"....
In Cina come del resto in Giappone, le espressioni correnti del linguaggio di tutti i giorni, evocano spesso la reincarnazione.
E gli Europei, che la ignorano, trascurano una delle chiavi essenziali della psicologia orientale.



[Dorothèe Koechlin De Bizemont]












domenica 26 giugno 2016

La reincarnazione: Induismo e Buddismo (1)

***"Coloro che, in tempi di prosperità, fanno un'esperienza di dolore e di sofferenza, lo fanno per pagare le loro parole e i loro atti di una vita precedente, parole e atti per i quali - il Sommo Giusto - ora li punisce"...
Così parlò Zaratustra (So spricht Zarathoustra)
I Magi che visitarono Gesù Bambino erano sacerdoti zoroastriani (mazdei), religione che sussiste ancor oggi presso i Parsi in India.
Il culto di Mitra, che ebbe un entusiastico successo presso i Romani agli inizi della nostra era (in effetti sono stati ritrovati sparsi un pò dappertutto in Europa templi dedicati al culto di Mitra costruiti dai Romani, persino nel cuore di Londra!), derivava dalla religione zoroastriana. Essa sosteneva in modo assoluto la trasmigrazione delle anime e la su impronta sul mondo occidentale fu estremamente profonda.
E' chiaro il legame di questo culto con l'India, per quanto i "misteri di Mitra" fossero stati semplificati e adattati alla mentalità del mondo romano (Mitra è il nome zenda del sole).


Induismo e buddismo

La tradizione indiana che per lungo tempo è stata ignorata, o considerata inaccettabile da noi occidentali, merita ben altro che il dispregio che il razionalismo professa nei suoi confronti, ed essa non ha mai cessato di sostenere la realtà dell'incarnazione,.
Se i Veda, gli antichissimi testi sacri dell'India, non ne fanno che qualche raro accenno, tuttavia i loro commentari, Upanishad, ne parlano in vece profusamente.
Possiamo trovare gli sviluppi dettaglii su La via della Reincarnazione (o samsara), nel Mabarata fra cui la Bhagavad-Gita, e su le Leggi di Manu.
Le varie reincarnazioni, erano considerate come un'espiazione: ancor oggi la grande preoccupazione degli indiani pii è quella di cercare di evitare reincarnazioni dolorose e umilianti (in corpi umani miserevoli o in corpi animali oppure in forme vegetali), per giungere a quello stato di beatitudine in cui non c'è più la necessità di reincarnarsi.

L'esempio che viene proposta ai buddisti è la storia di Gautama Buddha di cui sono raccontate le 547 reincarnazioni ne il Libro degli Jatakas.

Occorre dunque tanto per giungere all'ìlluminiazione finale?

Ma anche di più, affermano i Buddisti!

E solo coloro che sono pervenuti ad un altissimo grado di saggezza possono contemplare con occhi sereni e a cuor tranquillo le loro incarnazioni precedenti.
L'oblio ci risparmia dei traumi...del resto questo è quanto credevano gli antichi greci: infatti per loro le ombre dei defunti dovevano, prima di reincarnarsi, bere le acque del fiume Lete (l'oblio).

I Buddisti vanno oltre e prevedono e organizzano le loro esistenze successive, innanzitutto con un programma di vita (non nuocere agli altri, non ammazzare, non mentire, non rubare, non sparlare, rimanere puri di pensiero e di parole, non godere troppo dei piaceri).
In tal modo si evitano le passioni violente che conducono a incarnazioni di regresso.
E questo è il fine ultimo della vita monastica in India e nel Tibet in cui si ritiene che lo sviluppo delle facoltà più alte dell'anima permetta all'uomo di scegliere in anticipo le sue future incarnazioni.
Tale scelta, se è necessario incarnarsi ancora una volta, viene fatta per mezzo di un preciso rituale e di cerimonie prima e dopo la morte (i parenti del moribondo gli leggono preghiere e consigli che lo aiuteranno a dirigersi).

Il "Bardo" è il corrispettivo dell'Amenti degli Egizi, degli Inferi e dell'Ade del mondo greco-romano. Per un lama (monaco) è cosa normale che di rinasca entro un corpo umano finchè non si sarà raggiunta l'illuminazione, e se durante l'esistenza attuale subisce avvenimenti dolorosi, egli ne gioisce perchè può, in tal modo, liquidare il karma negativo.
Egli sa che alla sua morte, arrivato al Bardo dovrà orientarsi senza lasciarsi spaventare dalla proiezione delle sue forme-pensiero, che assumono un andamento dei color e dei suoni terrificanti.
Se è vissuto come un santo e perciò è riuscito ad acquisire un distacco sufficiente, egli sarà in grado d chiudere la porta delle matrici da cui ci si incarna.
Ma se non ne è stato capace, è costretto a reincarnarsi e scegliersi con cura la sua nuova famiglia.
E per questo momento cruciale, il Libro dà le istruzioni: riguardo i continenti (della terra), scegli quello in cui prevale la religione e li entra. Se la nascita deve farsi, una sensazione piacevole di profumo ti attirerà verso quelle masse impure e così otterrai la nascita. Sforzati di non provare nè attrazione nè repulsione, in tal modo tu potrai ottenere un buon germe"
Per facilitare una buona rinascita, l'anima del morto deve recitare il mantra sacro Om mani Pasme Aum e concentrarsi sulle preghiere e pensieri che gli sono indicati.***

[continua]

[Dorothèe Koechlin De Bizemont]













giovedì 19 maggio 2016

Perchè l'occidente ha dimenticato la reincarnazione?

Mi chiedo e ci chiediamo:

""Come può essere che una dottrina professata ampiamente, come la reincarnazione, con l'andata dei secoli sia stata cancellata come un colpo di spugna?

Storicamente sembra che la reincarnazione abbia fatto le spese delle mire ambiziose dell'imperatrice Teodora. Costei sperava di venire divinizzata dopo la morte e non apprezzava, quindi, le teorie di Origene sulle vite successive, perciò convinse suo marito, il debole Giustiniano, che Origene era un eretico e si diede da fare per screditarlo.
Tanto fece che, nel secondo Concilio di Costantinopoli nel 553, Giustiniano fece condannare le tesi di Origene dai Vescovi compiacenti e terrorizzati: infatti la temibile coppia imperiale, Teodora in particolare, aveva già fatto eliminare ben due papi!

Il Concilio di Costantinopoli segna l'inizio di quei secoli di oscurantismo durante i quali l'Inquisizione condanna certi cristiani per le loro "ERESIE" con una crudeltà e una mentalità reazionaria, completamente opposte ai concetti predicati da Gesù.

Così verranno arsi vivi i Bogamili, i Catari e gli Albigensi, gli Gnostici, i Priscilliani di Spagna ecc .Giorndano Bruno (1550/1600), fermo seguace della teoria reincarnativa, per essa morirà sul rogo.

Tommaso Campanella (1568/1639) passerà ben 27 anni nelle prigioni dell'Inquisizione a causa di tali credenze.

Ciò nonostante, persone coraggiose continuarono a parlarne: San Bonaventura nel XIII secolo e Scoto Erigene in Irlanda nel XI secolo (che aveva il grande vantaggio di vivere ben lontano da Roma!) . Anche lo svizzero Paracelso (1493/1541) il vero nome del quale era Philippus Theophrastus Bombast von Hohnheim, Jacob Boehme, Leibnis, David Hume, Frederick de Schleger, Goethem, Voltaire, Schopenhauer, erano tutti seguaci della teoria della reincarnazione.
Essi ebbero il vantaggio di essere nati in paesi di fede protestante, quindi piuttosto fuori di tiro dell'Inquisizione e altri nel XVIII secolo, il secolo dell'Illuminismo, in cui questa mostruosa istituzione, l'Inquisizione, aveva ormai perso il suo potere.
Beniamino Franklin, libero figlio del giovane stato americano, compose a 23 anni, il suo epitaffio divenuto celebre:

"qui riposa il corpo di Benjamin Franklin, stampatore. Come la copertina di un vecchio libro, priva del suo contenuto e spogliata del titolo e delle dorature, giace in pasto ai vermi. Ma la sua opera non andrà perduta perchè, come credeva il suo autore, egli comparirà di nuovo, in una nuova edizione più elegante, riveduta e corretta dall'autore"

Fra i seguaci della reincoarnazione non ci stupiamo affatto di trovare anche il "positivista" Auguste Comte, Sanit-Simon, Auguste Blanqui, Fourier, Lèon Denis, Luis-Claude de Sant-Martin, Padre  Enfantin, il fior fiore dei pensatori e sociologi del XIX secolo: tutti seguaci della reincarnazione!

L'Astronomo Camille Flammarion, i romanieri Balzac e Flaubert, i poeti Theophile Gauthier, Francois Coppèe, Beranger, Gerard de Nerval, il filosofo Amiel e lo stesso Victor Hugo: sono tanti, messi tutti assieme!
Ma nessun testo di letteratura ne fa il minimo cenno!
Erano proprio tutti dei pazzi questi scrittori, di cui, pur tuttavia, si studiano in tutte le scuole le opere, considerate somme ancora oggi?

Il filosofo Amiel dice: "la diversità delle anime, delle condizioni sociali, del destino no può essere, in effetti, giustificato se non da una pluralità di esistenze e dalla dottrina della reincarnazione".

In Europa e negli Stati Uniti le tesi reincarnative sono stte sviluppate da Madame Blavastsky che aveva avuto l'iniziazione nel Tibet, e dai suoi successori Annie Besan e Rudolf Steiner; teosofi e antroposofi, ebbero seguaci in tutto il mondo.
Per terminare, citiamo un grande industriale che non si può certo considerare un mistico o un tipo all'acqua di rose: Henry Ford.
Egli ebbe a dire: "il vorrei convincere gli uomini come sono stato convinto io stesso, vorrei tanto comunicare loro la calma e la sicurezza di se stessi che l'idea della reincarnazione produce".

Ci si deve rendere conto che in Occidente coloro che hanno creduto e credono in questa dottrina sono numerosi e lo stanno diventando sempre di più!""


[Dorothèe Koechlin De Bizemont]












mercoledì 23 marzo 2016

Giudei e Primi Cristiani credevano nella reincarnazione

Gli Esseni, la setta misteriosa a cui apparteneva la famiglia di Cristo, credevano nella reincarnazione, come d'altronde, vi credeva tutta la tradizione ebraica degli iniziati. Flavio Giuseppe (a guerra dei Giudei libro III cap. 8) dice ai suoi concittadini:
"non sapete che coloro che lasciano la vita (...) essendosi liberati dai loro debiti verso Dio, guadagnano la gloria eterna (...) e la loro anima sopravvive nella purezza e nel'obbedienza dopo aver ottenuto un poto nei cieli da dove, per effetto della rivoluzione delle epoche, essi ridiscenderanno per abitare entro un corpo senza peccato?"


La credenza nella reincarnazione è stata preservata da certi kabbalisti che affermavano che Adama si era reincarnato in Davide e che si sarebbe di nuovo reincarnato nel Messia (oppure, in certe versioni, in Seth, Noè, Abramo, Mosè).

All'epoca di Cristo, la credenza di un ritorno dei grandi profeti d'Israele era molto diffusa. E la tradizione sopravvive anche nel Medio Evo: lo Zohar parla della trasmigrazione delle anime. Due grandi kabbaliti, teologi Giudei - il Rabbi Isacco Luria nel XVI secolo e il Rabbi Ben Israel nel XVIII secolo - continuano a professare non solo la metempsicosi, ma anche la possibilità "dell'impregnazione" di un'anima con un'altra in un medesimo corpo (Ibbour).

Nei primi cinque secoli di cristianesimo non si è mai pensato che la trasmigrazione delle anime potesse essere contraria agli insegnamenti di Cristo.

Certi versetti del Vangelo sono comprensibili solo se visti alla luce della reincarnazione. Matteo dice (Vangelo secondo Matteo XVII il Precursore 10-13): "Allora i suoi discepoli l'interrogarono dicendo "perchè dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia? Egli rispose: Elia si, deve venire e restaurerà ogni cosa. Ma io vi dico che Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi l'hanno trattato come hanno voluto....Allora i discepoli capirono che egli intendeva parlare di Giovanni il Battista. " 
Altrove egli dice (Matteo XI 11 e 14): "in verità io vi dico: fra i nati di donna non è mai sorto uno più grande di Giovanni il Battista..E se volete capirlo, egli è l'Elia che deve venire. Chi ha orecchi, intenda!" 
Grande imbarazzo per i traduttori! 
Un altro esempio: Gesù rispose a Nicodemo (Vangelo secondo Giovanni III, 3) "In verità, in verità ti dico: se uno non è nato dall'altro, non può vedere il regno di Dio". Gli dice Nicodemo: "Come può un uomo nascere se è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?" Qui segue la spiegazione di Gesù, di cui i vari traduttori della Bibbia chiaramente non hanno capito il vero significato: tutte le differenti versioni si sforzano di far dire delle "cose normali" al testo originale e di conseguenza sono orte tutte le divergenze di traduzione che riscontriamo nelle varie edizioni in differenti lingue. 

Ma se ammettiamo, invece, la teoria dell reincarnazione, la frase di Cristo diventa molto chiara! 

Un ultimo esempio, tratto dal Vangelo secondo Matteo (XXVI 51): "ed ecco uno di quelli che erano con Gesù, messa la mano alla spada, la sfoderò e colpì un servo del sommo sacerdote, amputandogli l'orecchio. Allora dice a lui Gesù: Rimetti la tua spada al suo posto, perchè tutti quelli che mettono mano alla spada, di spada periranno"

Anche in questo caso perchè le parole di Cristo abbiano significato, dobbiamo ammettere che la cosa avverrà in ritardo: la legge del karma a "boomerang" si riferisce alla vita seguente.

I Padri della Chiesa molti dei quali sono stati a su tempo canonizzati, ammettevano quasi tutti la reincarnazione.

San Gerolamo (331-420) sostiene la necessità delle vite successive.

Sant'Agostino scrive: "non ho io vissuto in altri corpi prima di entrare nel grembo di mia madre?"

Clemente Alessandrino, dichiara che la reincarnazione (o metempsicosi) è una verità trasmessaci dalla tradizione e autorizzata da San Paolo.

San Gregorio da Nisso (340-400) dice che..."l'anima immortale deve essere guarita e purificata, e se ciò non avviene durante la sua vita terrena, la guarigione avviene attraverso le vite future.."

San Giustino non solo parla di "anime che abitano più di una volta nel corpo umano" ma insegna anche che "quelle che si sono rese indegne di vedere Dio a causa delle loro azioni durante la incarnazione terrena, assumono il corpo di animali inferiori..."

Origene (185-254) di cui San Gerolamo era un grande ammiratore, è il difensore cristiano più noto della reincarnazione. Egli scrisse molto sull'argomento e influenzò notevolmente il pensiero dei suoi contemporanei. Sostenne la tesi che le diseguaglianze  delle condizioni umane e la differenza delle capacità e del senso morale degli uomini derivano tutte dalle vite precedenti. Inoltre analizzò la storia dei gemelli Esaù e Giacobbe dell'Antico Testamento: in effetti come potrebbe essere altrimenti, quando uno dei due gemelli viene presentato come buono e l'altro cattivo quando ancora erano entro il grembo della madre Rebecca? Se si fosse trattato della loro prima incarnazione, sarebbe stata un'ingiustizia enorme.

Origene pensava che questi due gemelli, prima di incarnarsi nel seno di Rebecca, avesse  avuto un passato pieno di opere buone l'uno e di crimini l'altro. Inoltre, quest Padre della Chiesa riteneva che il Purgatorio venisse scontato sulla terra pere mezzo di varie vite successive e che Dio, nella sua infinita misericordia, non lesinasse a nessuno il tempo necessario per migliorarsi; tuttavia, Origene non credeva nella trasmigrazione dell'anima in corpi animali. 

Nel venire a tempo più vicini ai primi apostoli, egli scrive "non è forse consistente con la Ragione che ogni anima, per ragioni misteriose (secondo l'opinione di Pitagora, Platone, Empedocle), si introduca nei corpi umani secondo le sue azioni e i suoi meriti del passato? Non è forse razionale che le animi che hanno usato il loro corpo per fare del bene abbiano poi il diritto di avere corpi "superiori", per qualità,  quelli degli altri? (Contra Celsium)
In un altro libro, il De Principis, dice "Ciascuna anima (....) in questo mondo, viene rinforzata dalle vittorie o indebolita dalle sconfitte delle sue vite precedenti ...."

Non si potrebbe essere più chiari di così!

Un altro santo, San Gregorio, dello l'Illuminato (257-332), afferma che è assolutamente necessario che l'anima venga guarita e purificata, e se questo non avviene nel corso della vita sulla terra, dovrà avvenire nelle future esistenze.
Ben difficilmente la Chiesa Cattolica attuale può tacciare di eretici questi doppi padri venerati dai fedeli! 

[Dorothèe Koechlin De Bizemont]



Per approfondire puoi leggere: Astrologia Karmica 


domenica 22 novembre 2015

Platone e Socrate credevano nella reincarnazione (2)

"Platone allievo di Socrate, fu anche un ammiratore di Pitagora (V secolo a. C.) che è stato molto esplicito su questo argomento e ha raccontato alcune delle sue vite precedenti.

Un giorno, visitando un tempio, vide uno scudo appeso al muro come ex voto, lo riconobbe ed affermò che si trattava dello scudo che egli aveva usto nella guerra di troia, parecchi secoli prima, e  quel tempo si chiamava Euforbio (Iliade, libro XVII verso 50) Pitagora si ricordava di essere stato anche un augure di gran fama in Ionia, molto tempo prima: esperto nell'arte di sdoppiarsi, era proprio per questo motivo che era morto, infatti durante uno dei sui viaggi astrali, la moglie, credendolo morto, aveva fatto cremare il suo corpo e così l'anima non era riuscita più a ritrovare il corpo (citazione del Dr. Bertholet nel libro La reincarnazione

Sembra che Pitagora fosse stato iniziato ai misteri orfici, in cui gli fu insegnato come meglio effettuare il viaggio dopo la morte, come risvegliarsi nell'Ade e in che modo ritrovare la strada e sfuggire alla disgrazia di doversi reincarnare.


Questi corsi pratici di preparazione all'aldilà, a quanto sembra, erano piuttosto popolari nella Grecia antica e non erano noti solo ai greci.

Anche i Tibetani li conoscevano: essi erano contenuti in certi libri sacri quali il Bardo Thodol. 

Lo stesso era presso gli Egizi, Platone racconta che essi erano gli eredi degli Atlandidei scampati all'ultimo diluvio (più esattamente alle varie catastrofi successive che inghiottirono l'Atlantide circa 10.000 o 12.000 anni prima della nostra era), i sopravvissuti di Atlantide avevano trasmesso agli Egizi molte delle loro conoscenze religiose e esoteriche, riguardanti la vita nell'aldilà, alcune delle quali sono evocate nel Libro dei morti egizio (che ha certe affinità con il Bardo Thodol).

Ci si è sempre chiesti perchè mai gli egizi mummificassero il corpo dei loro morti. Ritroviamo questa tradizione nell'America Meridionale, in quei luoghi che hanno visto il fiorire delle grandi civiltà precolombiane ad opera in parte degli scampati di Atlantide e in parte dei sopravvissuti di Mu molto tempo prima.

Alla domanda a che cosa servisse la mummia, gli egittologi rispondono che si tratta di un antico religioso perchè gli egizi credevano nella sopravvivenza dell'anima; ma ciò non ci dà una spiegazione sufficiente.
Viene, infatti, da chiederci perchè mai facessero un lavoro del genere su di un cadavere solo perchè credevano nell'immortalità dell'anima.

Thot-Hermes (Ermete Trismegisto), il grande iniziato leggendario - fondatore della religione egizia e autore dei famosi libri ermetici assai apprezzati dai primi padri della religione cristiana - insegnava la reincarnazione.

Non dobbiamo dimenticare che questi insegnamenti ermetici costituivano la teologia egizia in cui Mosè era stato allevato. 
Gli egittologi, influenzati dal materialismo occidentale moderno, non hanno mai accordato grande attenzione a questa credenza sulla trasmigrazione delle anime che era diffusa generalmente presso gli egizi. Questi, infatti, con la preservazione del corpo, intendevano conservare all'anima l'involucro materiale per evitare che essa vagasse alla ventura nel mondo dell'invisibile e si reincarnasse in seguito in una forma poco desiderabile.

Può anche darsi che permettere all'anima  di ritrovarsi lo stesso corpo e di reintegrarsi in esso (in questo caso si presumeva che la mummia germogliasse). 

 Comunque stiano le cose, una cosa è certa: all'inizio dell'era cristiana, tutte le religioni dei popoli che facevano parte dell'Impero Romano, prevedevano la trasmigrazione delle anime - i misteri egizi, il neoplatonismo di Alessandria, il culto di Mitra, il cristianesimo e la stessa religione ebraica. 

E se qualcuno parlasse di questi misteri essenziali ai poveri studenti della nostra epoca, che si sentono oppressi dal peso dello studio del greco e del latino, come essi troverebbero ricchi e vivi questi anni di scuola che considerano sciupati! Non è forse cosa appassionante imparare ciò che uno ha fatto nel passato e che farà nel futuro, conoscere l'altra faccia della morte? Ed è esattamente ciò che fa Alice nell'attraversare lo specchio che le permetterà di entrare ne Paese delle Meraviglie: ella è riuscita a superare la prigione della materia. 

Ma è anche quello che cercano oggi gli occidentali che si volgono ai filosofi dell'India e del Tibet: la reincarnazione è la chiave indispensabile per poter aprire le porte dello Spazio e del Tempo.

Noi, in occidente, abbiamo gettato la chiave in fondo al pozzo e ci siamo privati degli occhi e delle orecchie.
La nostra filosofia è diventa miope, i nostri dogmi religiosi insipidi: e così le folle dell'occidente vagano alla deriva nelle paludi del consumismo."

<fine>



[Dorothèe Koechlin De Bizemont]





Per approfondire puoi leggere: Astrologia Karmica 











venerdì 20 novembre 2015

Platone e Socrate credevano nella reincarnazione (1)


"Quando ripenso ai miei lunghissimi anni di studi classici durante i quali nessuno dei miei professori ha mai accennato a questa questione!
Eppure Pitagora, Platone, Socrate ci credevano, basta andare a rileggersi i testi di Platone: è lì, scritto in bianco e nero, un pò dappertutto!

Durante le lezioni di filosofia la trasmigrazione delle anime era stata citata sotto la denominazione di METEMPSICOSI (la parola reincarnazione è piuttosto recente e data dal 1875; essa è stata divulgata dai discepoli di Allan Kardec) ed era presentata come una ridicola teoria su cui non valeva la pena di perdere il tempo "una idea grottesca che consiste nel pensare che un uomo possa rinascere topo!"

Eppure dobbiamo essere un pò più logici: da ben 20 secoli l'occidente professa un'ammirazione sconfinata per la saggezza greca da cui proviene, e su cui i basa, tutta la nostra cultura.

I filosofi greci dell'antichità avevano previsto l'atomo e l'elettricità (due parole greche!), avevano scoperto la precessione degli equinozi e misurata la circonferenza della terra...Forse che questi greci deliravano solo quando parlavano di reincarnazione?

Come possiamo essere così poco onesti da espungere dai testi di Platone il concetto fondamentale dell'immortalità dell'anima attraverso una serie di vite successive? Come possono tanti secoli di studi aver occultato quest punto dei testi classici che sono tanto espliciti?

Nel FEDONE Platone fa parlare Socrate:

"E' un'opinione molto antica che le anime, nell'abbandonare questo mondo, vadano negli Inferi da cui esse ritornano in questo modo per ricominciare una nuova vita, dopo essere passati attraverso la morte. Mi sembra, oh Cebes, che non si possa opporre a questa verità e che noi non ci sbagliamo ammettendole....perchè è certo che i viventi nascono dai morti".

"Ciò che tu dici, oh Socrate - disse Cebes interrompendolo - è il seguito necessario di un altro principio che h inteso spesso stabilire, e cioè che la nostra scienza altro no è che reminiscenza. Se questo principio è vero, ne consegue, di necessità, che noi abbiamo appreso in un'altra epoca le cose che ora ricordiamo..."
Socrate acconsente e dice " quello che noi chiamiamo apprendere non è forse rientrare in possesso della scienza che avevamo, e non avremmo forse ragione a chiamarla ricordarsi?"

Altrove (nella REPUBBLICA), Platone dice anche "ognuno è responsabile delle sue scelte, Dio è innocente...le anime sono soprattutto guidate dalle abitudini che hanno contratto nelle vite precedenti".

<continua>

[Dorothèe Koechlin De Bizemont]


Per approfondire puoi leggere: Astrologia Karmica 




giovedì 8 ottobre 2015

Gruppi karmici, karma differito

"A quanto pare, le entità non si reincarnano immediatamente: talvolta possono passare anche dei secoli fra due vite successive. Alcune Entità, traumatizzate da un'esperienza terrena violenta, sembra non abbiano nessun entusiasmo a ritentare la prova. Altre, invece, devono attendere che l'evoluzione della storia offra loro le condizioni adatte per reincarnarsi.

Edgar Cayce ha evocato la vita di uno schiavo Gallo, torturato da schiavi neri, che aspettò fino al XX secolo per reincarnarsi negli Stati Uniti: la tensione razziale che regna in quel paese gli ha concesso la possibilità di superare il suo odio karmico per la razza nera (ed è assai probabile che molti dei negrieri d'un tempo, si siano, un bel giorno, reincarnati sotto un altro colore di pelle!) 

Le situazioni che sono descritte come GRUPPI kARMICI, sono ben note agli esoteristi: si tratta di gente vissuta in una particolare epoca, che si reincarna tutta insieme nello stesso periodo e nello stesso luogo.


Cayce ha evocato il periodo della guerra civile spagnola, ra le due guerre mondiali, nel secolo scorso, e ha detto che le anime incarnate che sono state coinvolte in questa atroce guerra civile erano per la maggior parte quelle dei CONQUISTADORES spagnoli del XVI secolo (con un grande debito karmico da pagare!).

Gli abitanti di Atlantide si sono reincarnati in occidente durante il XX secolo, portando con sé un grande bagagli culturale e tecnologico di cui Platone ha parlato nel Timeo e Crizia.
D'altra parte, molte Entità si reincarnano subito, al punto che il ricordo della loro morte precedente si confonde con quello della nascita presente.
In tali casi, le persone ritrovano facilmente il ricordo della loro vita precedente."

[Dorothée Koechlin De Bizemont]



Per approfondire puoi leggere: Astrologia Karmica 






lunedì 16 giugno 2014

La reincarnazione in piante o animali



"Reincarnarsi in piante o animali è il grande problema rimasto da sempre insoluto.

Presso gli antichi egizi, alcuni ci credevano, altri no. Hermès-Thot, il resunto autore del famoso Libro dei Morti o dei libri religiosi chiamati "ermetici" lo riteneva impossibile.

Al contrario, i greci - ad esempio Pitagora - credevano nella reincarnazione animale o vegetale.

E ciò accadeva come punizione per una vita spesa nel materialismo e nei soli desideri fisici, in cui l'anima si era lasciata trasportare dalla violenza e dagli eccessi sessuali...
In altre parole, quando l'uomo si dimostra bestiale e disumano durante la vita, sceglie poi di reincarnarsi in un corpo animale.

Se parliamo di reincarnazione alla gente, moltissimi esclamano "io reincarnami come rana?!" e ci fanno una bella resata sopra. L'idea appare assurda e, ai loro occhi, scredita tutta la "teoria" della reincarnazione. Ho scritto la parola teoria fra virgolette perchè si tratta di tutt'altra cosa che una pura e semplice sovrastruttra intellettuale: ne abbiamo la testimonianza di migliaia di persone - uomini e donne - del passato e del presente.

Allan Kardec, che è stato uno dei precursori in Francia dello studio della reincarnazione, ritiene che gli spiriti "non regrediscano più" verso forme animali: l'avevano forse fatto in un certo periodo?
In India e in numerose comunità - considerate primitive - si ammette tuttora la possibilità di reincarnarsi in un corpo animale oppure allo stato vegetale. 

Per i Buddisti questo regresso è la punizione delle colpe di una vita precedente.

Perciò un ladro di grano diventa un topo nell'incarnazione successiva, il ladro di un veicolo si incarna in ...cammello, ecc.!
Non conosciamo per certo l'origine dell'anima umana: alcune tradizioni vogliono che essa abbia fatto un lunghissimo percorso attraverso vari stadi - minerale, vegetale, animale - per arrivare alla fine di quello umano e di qui, un giorno, allo stato angelico (la tradizione cristiana secondo la quale gli uomini sarebbero stati creati per prendere il posto degli angeli scacciati) .
Non è affatto improbabile che agli inizi si siano verificata delle deviazioni, dei brancolamenti, nella creazione dell'uomo.

E alcune anime umane si sarebbero incarnate in corpi animali per produrre degli ibridi malvagi e infelici.

Ci si potrebbe chiedere perchè i Greci e gli Egizi abbiano rappresentato tanti esseri mezzo uomini e mezzo animali: sfingi, centauri, tritoni ecc. Si tratta di reminiscenze o sono veramente esistiti?

Nei Vangeli ritroviamo uno strano episodio: Gesù libera degli ossessionati ed i demoni scacciati dai loro corpi lo supplicano di lasciarli entrare nei corpi di un branco di porci che stava passando in quel momento...

Chi sono questi "demoni"? Non lo sappiamo. Isola Pisani, in un suo libro "la vie avant la vie" (la vita prima della vita) cita il caso di un suo amico che, nel corso di una regressione sotto ipnosi, ha rivissuto tutta una serie di vite precedenti di cui una è stata come...leone in Africa!
E il protagonista di questo racconto, Thomas Orville, sa di aver scelto questa incarnazione animale di sua propria volontà, per fare un'esperienza!
Anche Apollonio di Tiana - ultimo dei grandi filosofi "pagani§" per meglio dire non ufficialmente cristiani, la cui vita esemplare gli è valsa la venerazione come santo per parecchi secoli - racconta un episodio del genere. 

Mistico, sapiente, medico, astrologo, questo personaggio, che era anche un grande amministratore di Platone e di Pitagora, aveva viaggiato fino alla lontana India dove aveva approfondito presso i Bramini, la conoscenza sulla trasmigrazione delle anime.

Un giorno, trovandosi ad Alessandria d'Egitto, vide arrivare al tempio un mendicante che portava alla catena un leone addomesticato. Non appena l'animale vide Apollonio, andò ad accucciarsi ai suoi piedi facendo le fusa. I presenti, stupiti, interrogarono Apollonio. E allora il filosofo disse "questo leone mi chiede di dirvi il nome dell'anima umana che è passata entro di lui; si tratta di Amasis, re egizio del nomo di Sais".

A queste parole il leone cominciò a guaire e, addirittura a versare lacrime davanti agli astanti...
Allora Apollonio l'accarezzò e disse "io sono dell'avviso che questo leone debba essere mandato a Leontopoli (la città del leone), e lì essere custodito nel tempio.
Perchè non è dignitoso che un re, l'anima del quale è trasmigrata nel corso di questo animale regale, vaghi in questo modo come un mendicante"

E così fu fatto e nessuno protestò: nè il mendicante che in quel modo veniva a perdere la sua fonte di guadagno, nè gli astanti a cui veniva sottratto il divertimento dell spettacolo, nè i sacerdoti stessi del tempio!
Questa è un'altra testimonianza dell'adesione generale della gente dell'antichità classica alla trasmigrazione anche in corpi animali.


Se ho parlato di questa questione è solo perchè essa rimane tuttora misteriosa e viene sovente citata quando si parla di reincarnazione.

Tuttavia essa non viene presa in considerazione nel caso dell'astrologia reincarnativa, almeno per il momento, data la nostra poca conoscenza del campo."

[Dorothèe Koechlin De Bizemont]



Per approfondire puoi leggere: Astrologia Karmica 

domenica 8 giugno 2014

Debiti Karmici

""Per "malattia karmica" s'intende una malattia ereditata dalle vite precedenti: questo è un concetto molto interessante per l'Astrologia Medica e per la stessa medicina, che apre nuove prospettive sulla relazione mente/corpo. 

Gina Germinara, nella sua opera De Nombreuses Demeures, ci parla di un uomo che andò a consultare Edgar Cayce perchè era nato cieco. 

Cayce analizzò 4 vite precedenti del suo consultate; una di queste si era svolta nella Persia antica, circa 10 secoli a. C:
In quella incarnazione egli apparteneva ad una tribù primitiva che aveva l'usanza di accecare i prigionieri con dei ferri roventi.

Secondo Cayce quest'uomo provava un piacere sadico nel fare il suo mestiere di boia che egli si sarebbe potuto rifiutare di fare, se avesse voluto.

Nella sua vita attuale, negli Stati Uniti egli deve affrontare le conseguenze della sua crudeltà del passato, subendo ora la stessa sorte che egli aveva inflitto agli altri, affinchè possa capire la sofferenza che ha provocato e imparare il rispetto per il suo prossimo.

Cayce gli diede una serie di prescrizioni (medicinali, regime alimentare, vertebroterapia ecc.) che aiutarono molto a migliorare la sua vista; precisò inoltre che la pazienza, la preghiera, la bontà verso il prossimo avrebbero contribuito a raccorciare il suo periodo di prove.

Questa storia ci spiega come esista anche un debito karmco verso gli altri oltre che verso se stessi (a quanto sembra le due cose vanno di pari passo).
Per quanto ne sappiamo, pare che le entità scelgano di reincarnarsi allo stesso tempo di altre a cui hanno fatto dei torti in una vita precedente: è come se gli fosse offerta un'opportunità di tirare su le maglie di un vecchio tessuto smagliato....

Le entità sono gli spiriti che ad ogni nuova nascita assumono un corpo fisico diventando così uomini e donne...
Ciascuno di noi  è un'entità, uno spirito, un essere immortale.""

[Dorothèe Koechlin De Bizemont]


Per approfondire puoi leggere: Astrologia Karmica