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Visualizzazione post con etichetta L'opinione della settimana di Nicole Dark. Mostra tutti i post
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domenica 15 giugno 2014

Nicole Dark - Il terrorista Cesare Battisti si prende ancora una volta gioco dell’Italia!

Condannato per terrorismo per quattro omicidi commessi negli anni di piombo come esponente dei Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti ha trovato asilo politico in Brasile e la bella (si fa per dire) Carlà lo aiutò a fuggire dalla Francia dove all’inizio si era rifugiato! 

E ora, nonostante che i parenti delle vittime e l’uomo ridotto sulla sedia a rotelle a causa sua, chiedono giustizia, lui ha addirittura risposto a un’intervista dicendo: 

« Ai mondiali di calcio tiferò Brasile, e non per il mio ex Paese» 

E è doveroso dire che durante la sua latitanza in Brasile, Cesare Battisti non viveva «clandestinamente» ma alla luce del sole! 

E pensate un po’: oggi oltre alla bella vita, fa anche lo scrittore e a quanto pare guadagna molto bene, perché i suoi libri vanno a ruba! 

I Brasiliani pur di offendere la nostra patria, lo hanno sempre trattato come un eroe lasciandolo vivere  nel lusso e nel divertimento, da ormai molti anni!

 E concludo affermando che più si è canaglia e più la vita ti sorride soprattutto a chi non possiede un minimo senso di colpa.

domenica 25 maggio 2014

Nicole Dark - 25 maggio 1895 Lo scrittore Oscar Wilde fu condannato per sodomia e volgare indecenza. A due anni di carcere e ai lavori forzati.




“La nostra amicizia, nata male e tanto deplorevole, è finita con la rovina e con la pubblica infamia per me, eppure il ricordo del nostro antico affetto mi fa spesso compagnia, e mi riesce così triste, così triste il pensiero che l’astio, l’amarezza, il disprezzo debbano prendere per sempre il posto dell’amore nel mio animo[…]”



Le poche righe sopra riportate sono tratte dal De Profundis, la lettera che Oscar Wilde scrisse per il compagno Alfred Douglas. Il 25 maggio 1895 il poeta e scrittore irlandese venne condannato al carcere per omosessualità dichiarata. Le sue opere, apparentemente semplici, celavano un gran quantitativo di significati nascosti e spunti per intense riflessioni, supportate da paradossi ed aforismi. Lo scritto dedicato all’amato è colmo di molteplici indicazioni sul tema dell’amore in ogni sua forma, sessualità e delusione. L’artista era passato dai successi letterari alle sconfitte della vita, dettate dal coraggio di esprimere chiaramente le proprie tendenze sessuali.

Fosse vissuto oggi, Wilde avrebbe potuto tranquillamente fare outing e magari guadagnarci qualcosa attraverso interviste, prime pagine sui giornali, copertine delle maggiori riviste di gossip, oltre a rappresentare un esempio per i tanti omosessuali che temono di mostrarsi al mondo per quello che sono realmente. Le polemiche e le offese non sarebbero mancate: più la società si evolve, maggiore è il rischio di incappare in episodi di stampo razziale e denigratorio. Il carcere, almeno quello, sarebbe stato sventato, mentre così non fu da quel 5 di aprile, giorno in cui Oscar Wilde iniziò la sua reclusione, venendone fuori dopo 2 anni.

Bosie, nomignolo di Sir Douglas, era il figlio minore del marchese di Queensberry. L’incontro con Oscar avvenne in modo fortuito, dovendo chiedere la sua intermediazione per coinvolgere l’avvocato George Lewis nella risoluzione di una vicenda relativa ai ricatti che il giovane rampollo riceveva. Di lì in poi, il ragazzo dalla pelle chiarissima e dai capelli biondi iniziò a mostrare un certo interesse per il poeta maledetto che, in breve tempo, ricambiò: nacque un amore. 
L’oppressione familiare di Alfred si ripercuoteva sulla sua voglia di libertà negli affetti, comportamento diametralmente opposto rispetto alla riservatezza voluta dal saggista nato in Irlanda. E dato che “le apparenze, spesso, ingannano”, espressione decisamente adatta per il loro amore controverso, le sfide e le umiliazioni reciproche, ben presto, divennero vere e proprie azioni di ripicca aprendo una sorta di sfida tra chi riusciva ad accompagnarsi al maggior numero di uomini, presi dal mondo della prostituzione. Incontri, lettere e minacce si intersecarono rapidamente, facendo giungere all’orecchio delle autorità la vita nascosta (ma non troppo) del letterato e del minuto riccone. Anche altre figure vennero coinvolte, ma fu Wilde a pagare per tutti, considerato l’unico ad aver violato il Criminal Law Amendment Act, l’emendamento che puniva gli uomini che praticavano atti sessuali tra loro.

Il padre di Dorian Gray aveva avuto numerose avventure, quasi sempre platoniche, creando scandalo più per la sua notorietà che per colpe reali. Il vuoto che gli lasciò l’abbandono di Alfred Douglas è paragonabile all’addio del vero amore, più volte ravvivato da tentativi di riavvicinamento, capendo troppo tardi di aver prolungato solo e soltanto la loro sofferenza.

Durante lo sconto della pena dovette lavorare 6 ore al giorno, dormire senza materasso, subire atti di violenza e malnutrizione, senza dimenticare malattia ed insonnia. Una volta uscito, tentò di recuperare il tempo perduto, ma finì per dissolvere la sua aura di onnipotenza: libertà, incontri con Bosie e altri uomini a Napoli, povertà, fino alla morte parigina, il 30 novembre 1900.

Sul letto di morte e, ancor prima, nel De Profundis, aveva giustificato la sua degenerazione con la mancata conversione al cattolicesimo, negatagli dal padre. Allora, come oggi, il buon senso riconduce l’omosessualità alle sensazioni del proprio intimo e non alla presenza o meno di fede. La presenza di un’entità superiore è motivo di speranza ed orgoglio per chiunque, senza distinzione alcuna, e spetta ad Essa il diritto di scindere il bene dal male, il normale dal diverso.
Ad Essa e a nessun altro.


domenica 18 maggio 2014

Nicole Dark - maledetta droga: Strage in famiglia a Santhià, il nipote confessa!

Sporco di sangue, è stato rintracciato a Venezia. Era ricercato fino dal momento del ritrovamento dei corpi dei nonni e della zia!

A Santhià, paese tranquillo di novemila persone appartato in mezzo alle risaie del Vercellese, una cosa così non era mai accaduta: una famiglia sterminata in casa. 
Due anziani coniugi e la figlia di 56 anni trovati massacrati nella loro villetta, colpiti con un non meglio identificato "corpo contundente", forse un martello, forse un soprammobile. 
Eppure è stata questa la scena che si è presentata agli occhi dei vigili del fuoco quando sono riusciti a forzare la porta d'entrata e a entrare in casa. In serata il nipote, Lorenzo Manavella, 25 anni, si è costituito a Venezia.

E' sceso dal treno con i vestiti sporchi di sangue e in stato confusionale, ma ha trovato la forza di presentarsi al posto di polizia della stazione Santa Lucia: "Sono stato io, sono stato io - ha ripetuto -. Li ho ammazzati io a Santhià. Volevo costituirmi da voi, e non a Vercelli". 
E' stato disposto per lui l'arresto e il trasferimento in carcere Le vittime della strage sono Tullio Manavella, 85 anni, molto conosciuto in paese per essere stato per anni il direttore delle Poste di Santhià; sua moglie Pina Bono, 78 anni, casalinga e invalida, da tempo costretta su una sedia a rotelle; Patrizia Manavella, la loro figlia di 56 anni. 
La donna, che lavorava in banca e viveva a Vercelli, ieri si era fermata a casa dei genitori per assistere la madre. I coniugi Manavella vivevano in una villetta bifamiliare in via Marconi 14.
Da una parte loro, i nonni. Dall'altra il figlio Gianluca, fratello di Patrizia, e il figlio di lui e della sua prima moglie, Lorenzo, campione di pallavolo e un passato con episodi poco chiari legati alla droga. 
In questi giorni il ragazzo era rimasto in casa da solo perché il padre era in Sardegna per un aggiornamento professionale. 
I vicini hanno riferito di averlo visto andare ancora ieri a salutare i nonni, con i quali - dicono - aveva un ottimo rapporto. Ma dalla notte precedente di Lorenzo si erano perse le tracce.
Il suo cellulare risultava sempre "irraggiungibile". In mattinata lo aveva cercato anche il padre dalla Sardegna, il primo a sospettare che a Santhià potesse essere successo qualcosa. Gianluca Manavella aveva dapprima chiamato a casa dei genitori, ma non aveva avuto risposta. 
Così aveva cercato sul cellulare prima la sorella Patrizia, poi il figlio Lorenzo. Ancora nessuna risposta. Allora - preoccupato - aveva chiamato l'amico presidente della squadra di pallavolo di Santhià, dove lui lavora come allenatore, e gli aveva chiesto il favore di andare a controllare. L'amico arriva in via Marconi, citofona a lungo, senza risultato.

In quel frangente arriva la badante che assiste i due coniugi, e che ha la chiave di casa. Ma la chiave non entra nella toppa. 
Allora si decidono i vigili del fuoco. I quali sfondano la porta, entrano in casa e trovano i corpi. Gli investigatori, coordinati dal procuratore capo di Vercelli, Paolo Tamponi, hanno continuato a mantenere un riserbo strettissimo
Sul posto nel pomeriggio sono giunti anche i Ris di Parma. Ma un dato è sempre stato certo: rintracciare Lorenzo Manavella era "fondamentale". Solo che il ragazzo, campione di pallavolo nella squadra locale, era scomparso. Sulla sua pagina Facebook il suo ultimo messaggio era questo: "La musica è la mia droga, i dj i miei pusher".

In precedenza aveva lasciato questi altri 'post': "Unica nota positiva, la pallavolo"; "So di sbagliare ma non merito di essere solo". In serata la confessione, a Venezia: "Sono stato io, sono stato io".

Vorrei aggiungere che le statistiche dicono che sono molti di più i giovani che fanno uso di droga e alcol e questo purtroppo è il retaggio di una società malata che si auto - distrugge sul nascere con l’auto - distruzione dei suoi giovani.




domenica 11 maggio 2014

Nicole Dark - Celebrazioni dell’11 maggio - oggi: “Lo “sbarco a Marsala””

Oggi Marsala si appresta a vivere il momento più atteso delle Celebrazioni Garibaldine: lo “Sbarco dei Mille”.

 Avvenne l’11 Maggio 1860 e, oggi, sarà rievocato nel Porto di Marsala con una spettacolare drammatizzazione scritta e diretta da Gaetano Stella. 

In scena – a partire dalle 10.30 – due imbarcazioni e un centinaio di figuranti, con protagonista il generale Giuseppe Garibaldi eccezionalmente interpretato dall’attore Sebastiano Somma. 
Assieme a lui rivivremo quell’ atmosfera risorgimentale tra borbonici e camicie rosse, notabili e popolani, insediamenti e accampamenti, musiche e danze di corte. 
Ad assistere ai “fatti di Marsala” sarà presente anche Giuseppe Garibaldi – pronipote e omonimo dell’eroe dei due mondi – che anche quest’anno ha voluto personalmente assistere alla giornata conclusiva delle Celebrazioni dedicate al suo trisavolo. 

Oggi 11 Maggio a Marsala si è aperto comunque, con un momento commemorativo a Villa del Rosario (ore 9.15), in ricordo delle vittime civili del bombardamento del ’43.

Ieri, intanto, al Teatro comunale è stata proiettata la pellicola Viva L’’Italia, con commento affidato a Renzo Rossellini. 
Nel pomeriggio (ore 17), nell’ex chiesa Sant’Antonino Abate di via XI Maggio, si è aperta la mostra “Marsala in miniatura”, curata da Vincenzo Genovese; mentre in Piazza della Repubblica (ore 19), si è assistito alla Esibizione della Fanfara dei Bersaglieri in Congedo. 
In serata, nel Complesso San Pietro (ore 20) L’’Unità d’’Italia a Tavola. Sempre ieri al Teatro comunale – con inizio alle ore 21.30 – un altro grande appuntamento: l’attore Sebastiano Somma ha letto passi scelti tratti da Il Gattopardo. Per l’occasione, in esposizione la prima edizione dell’opera Il Gattopardo, il manoscritto originale e la copia dattiloscritta, nonché la macchina da scrivere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed altri documenti dell’epoca. A fine spettacolo c’è stato ancora tempo per uno straordinario shopping nei negozi aperti per la “notte bianca”.


domenica 4 maggio 2014

Nicole Dark - Censis: i 10 più ricchi guadagnano come 500mila famiglie operaie

Più 3,1 miliardi di consumi se 80euro sarà bonus permanente.

Dieci uomini d'oro: sono i dieci italiani più ricchi che dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila famiglie operaie messe insieme. 
A fotografare plasticamente le disuguaglianze sociali che la crisi ha fatto esplodere è il Censis. 

Poco meno di duemila italiani ricchissimi, membri del club mondiale degli ultraricchi, dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza contare il valore degli immobili): vale a dire - spiega l'istituto di ricerca socio-economica - lo 0,003% della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella del 4,5% della popolazione totale. ''Le distanze nella ricchezza sono cresciute nel tempo.

Oggi, in piena crisi, il patrimonio di un dirigente è pari a 5,6 volte quello di un operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent'anni fa. Il patrimonio di un libero professionista è pari a 4,5 volte quello di un operaio (4 volte vent'anni fa). 
Quello di un imprenditore è pari a oltre 3 volte quello di un operaio (2,9 volte vent'anni fa)''. In sostanza, dice il Censis, chi più aveva, più ha avuto.

 Con una dinamica molto differenziata tra le diverse categorie di cittadini. Rispetto a dodici anni fa, il reddito annuo di una famiglia di operai è diminuito del 17,9%, quello degli impiegati del 12%, per gli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell'1,5%. Di conseguenza la cinghia si è stretta non in modo uguale per tutti: negli anni della crisi (tra il 2006 e il 2012), i consumi familiari annui degli operai si sono ridotti del 10,5%, mentre i consumi dei dirigenti hanno registrato solo un -2,4%. E agli imprenditori (-5,9%) è andata peggio rispetto agli impiegati che hanno sforbiciato del 4,5%.

''Distanze già ampie che si allargano, dunque, compattezza sociale che si sfarina, e alla corsa verso il ceto medio tipica degli anni Ottanta e Novanta si è sostituita oggi una fuga in direzioni opposte, con tanti che vanno giù e solo pochi che riescono a salire. 
In questa situazione - è l'allarme lanciato dall'istituto guidato da Giuseppe De Rita - è alto il rischio di un ritorno al conflitto sociale, piuttosto che alla cultura dello sviluppo come presupposto per un maggiore benessere''.

Non solo. Il Censis certifica che fare figli in Italia è una faccenda da ricchi: avere o non avere figli è una causa di diseguaglianza. La nascita del primo figlio fa aumentare di poco (+13,1%) rispetto alle coppie senza figli, il rischio di finire in povertà. Ma la nascita del secondo figlio fa quasi raddoppiare il rischio di finire in povertà (20,6%) e la nascita del terzo triplica questo rischio (32,3%).

A stilare una lista dei tagli decisi dalle famiglie dall'inizio della crisi, è la Coldiretti: stretta del 16% per abbigliamento e calzature, del 12% per mobili, elettrodomestici e manutenzioni, fino all'8% per i prodotti alimentari. Ma anche sanità (-1,5%), istruzione e cultura (-1,2 per cento). 

Tuttavia per l'anno in corso l'organizzazione stima una ''leggera inversione di tendenza'', soprattutto per la tavola, spinta anche dal bonus di 80 euro al mese deciso dal governo.







domenica 27 aprile 2014

Nicole Dark - 26 aprile 1986 - 28 anni dopo Chernobyl



Per non dimenticare

Generazione Chernobyl

il cancro in Italia


Il 26 aprile del 1986 la parola Chernobyl entrò di forza nelle nostre vite, nel nostro linguaggio, sotto la nostra pelle. 
Lo fece di notte, all’una, ventitré minuti e quarantacinque secondi. Partì da lontano, dall’Ucraina, allora Unione Sovietica, ma ci raggiunse subito, per non andarsene più. 
Quando la notte del 26 aprile del 1986 la centrale Lenin esplose prendendosi gioco dell’uomo, della sua scienza, della sua avidità, quando si sbriciolò per diventare cenere, polvere e leggenda, bruciando rapidamente alcune vite e prendendosi tempo per molte altre, la parola Chernobyl era già incubo. 

Un fantasma che sotto forma di nube, avvolse per prima l’Ucraina, la Bielorussia, e poi l’Europa e l’Italia intera avvelenandola per sempre. 

Iodio, cesio, tellurio, declinati con il loro numero di isotopi, e tutte le altre sostanze rilasciate dall’esplosione e cadute successivamente a terra, entrarono, nostro malgrado, nella catena alimentare. 

A ventotto anni di distanza la parola maledetta incute ancora timore prima che rispetto. 
Perché a causa di quella esplosione nucleare i morti sono stati molti e molti ancora ci saranno perché l’ambiente è avvelenato per secoli. 



Nicole Dark 





domenica 6 aprile 2014

Nicole Dark - Maltrattava alunni, arrestata maestra d'asilo a Bisceglie: incastrata dai video


4 aprile 2014
Le telecamere nascoste hanno ripreso spintoni violenti e minacce con oggetti contundenti. L'inchiesta nata dalle denunce di alcuni genitori


09:56 - I carabinieri hanno arrestato una maestra di 60 anni, in servizio in una scuola per l'infanzia di Bisceglie. 
Per lei l'accusa è di aver maltrattato alcuni piccoli alunni. 

L'inchiesta sarebbe scattata dopo le denunce di alcuni genitori e la Procura aveva fatto installare nelle aule alcune telecamere: i filmati avrebbero confermato i maltrattamenti. 

La donna si trova ora ai domiciliari.

La donna avrebbe in più occasioni strattonato i piccoli alunni, spesso urlando e rimproverandoli tanto da terrorizzarli. Le telecamere hanno registrato anche minacce con corpi contundenti

Qualche bimbo è stato addirittura scaraventato sulla sedia perché non desse fastidio. La maestra, di origini calabresi ma residente da tempo a Bisceglie, è stata arrestata in flagranza di reato: i carabinieri, per evitare che la situazione degenerasse, sono andati a prelevarla a scuola.

Dirigente asilo: "Ora la priorità è restituire serenità ai bimbi" - Il dirigente scolastico dell'asilo nido comunale ha affermato: "Il nostro compito, in questo momento, è di tutelare la comunità scolastica e restituirle serenità e normalità". 
Su quale fosse la situazione e, nello specifico, se vi fossero stati dubbi sulla maestra arrestata e sui suoi metodi didattici, ha risposto così: "La nostra è una professione di natura sociale, non è un lavoro come gli altri. Nessuno di noi, nei confronti dei bambini, potrebbe immaginare cose diverse da gesti amorevoli e rispettosi". 

Il sindaco di Bisceglie: "Magistratura farà luce sulla vicenda" - "Voglio esprimere il mio ringraziamento alle forze dell'ordine, nello specifico ai carabinieri, per l'attenzione che hanno posto nei confronti di un tema importante quale la tutela dei diritti dei nostri bambini e sono fiducioso, pertanto, nel loro operato e in quello della magistratura che riuscirà a fare luce su questa vicenda". Così il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, ha commentato l'arresto della maestra.

Io ho visto il video che è sul web di questa donna (mi fa ribrezzo chiamarla così). I bambini piangevano ma lei gridava e li strattonava da ogni parte! Questa persona, se così si può definire, aveva a che fare con bambini dell’asilo che non lo scorderanno mai più. 

Merita il massimo della pena. 


Nicole Dark 



domenica 30 marzo 2014

Nicole Dark - Pensionato va in carcere per un reato del 1990 - La vergogna non è più di moda ..


Purtroppo la vergogna non è più di moda da molto tempo ...

Pensionato va in carcere per un reato del 1990
Dopo un’attesa durata quasi 24 anni, nei quali non ha più commesso reati, la sentenza è diventata esecutiva: 4 anni di galera. 




La moglie del 74enne: "Mio marito è gravemente malato"


Sab, 29/03/2014 - 
La giustizia fa il suo corso. Lento e inesorabile. Ma soprattutto lento. Ne sa qualcosa G.V., ex artigiano di 74 anni originario di Cenate Sotto.

Dopo un’attesa durata 24 anni, la polizia ha bussato alla sua porta per fargli scontare la sua pena. Quattro anni, 7 mesi e 7 giorni per una storia di cocaina che risale al 1990. L'uomo era stato condannato in primo grado nel 1993. La sentenza definitiva è arrivata solo nel 2014. E così, come racconta l'Eco di Bergamo, per G.V. si sono aperte le porte del carcere di Bergamo e l’uomo è in galera. 
Da quel 1990 l'uomo non ha più commesso reati e oggi è gravemente malato.  La moglie ha detto queste parole piangendo: "Sono disperata, mio marito è malato grave”.


Ora voglio commentare io:


Questa notizia che ho letto ieri, andava messa in PRIMIS, a testimoniare l'incapacità assoluta della nostra magistratura nel giudicare, condannare e far eseguire, perché così facendo, genera incredulità, disinteresse e totale mancanza di affidamento sul nostro Paese per gli investitori stranieri! 

Invece, molti giornali l’hanno pubblicata a fondo pagina, quasi a significare l'inutilità dello scritto! E se i quotidiani stessi non comprendono la gravissima importanza di una notizia del genere, io dico: “Auguri, povera Italia!”

 E aggiungo che per essere giusti fino in fondo, dato che stiamo parlando di giustizia, l’irreprensibile giudice dovrebbe far compagnia al detenuto divenuto ormai vecchio, poiché ha aspettato “solo” 24 anni a rendere esecutiva la sua istantanea e fulminea  sentenza.

Purtroppo la vergogna non è più di moda da molto tempo ...


Nicole Dark 


domenica 23 marzo 2014

20 marzo: primo giorno di primavera.



Una volta tanto bisogna smentire il sapere popolare. 

Perché la tradizione secondo cui la primavera inizia il 21 di marzo, negli anni duemila non vale.




Sono già sette anni consecutivi che l'equinozio di primavera cade, infatti, un giorno prima, il 20 di marzo, e anche il 2014 non fa eccezione. 

Infatti la primavera anche quest’anno è entrata il 20 marzo. 

A dispetto della canzone di Battisti : Giardini di marzo, quando lui dice “al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti”. 

Stessa cosa accadrà per tutto il secolo, fino al 2102, tranne che in alcuni anni, in cui addirittura l'arrivo della primavera sarà nella tarda serata del 19 marzo.

 In realtà, infatti, la data dell'equinozio (cioè il giorno in cui, almeno in teoria, le ore di luce e di buio coincidono e che dà inizio ad autunno e primavera), e quella del solstizio (che invece sancisce l'arrivo dell'estate e dell'inverno), variano a seconda della posizione della Terra nel suo moto di rivoluzione intorno al sole.

Equinozio e solstizio arrivano in un momento preciso, e quest'anno è stato alle ore 17.57, da quel giorno al Polo Nord è cominciato il grande giorno, che durerà sei mesi, mentre al Polo Sud è arrivata la lunga notte.

Il prossimo equinozio, per l'entrata dell'autunno, avverrà il 23 settembre alle ore 2.29.







domenica 16 marzo 2014

Nicole Dark - 16 marzo 1978, la strage di via Fani e il sequestro di Aldo Moro: ancora misteri



Il 16 marzo 1978 Via Fani, 35 anni dopo.

 Ricorre oggi l'anniversario dell'azione di fuoco brigatista che si concluse con il sequestro del presidente della Dc Aldo Moro e l'uccisione dei cinque uomini della scorta. 

Sono le 9,02 del 16 marzo 1978 quando scatta l'operazione dei terroristi. 

Tutto finisce tre minuti più tardi. 

 Il gruppo che opera è formato da circa 19 terroristi: 9 per sparare, 6 alla guida e 4 di copertura. Vengono colpiti prima l'appuntato Domenico Ricci e Oreste Leonardi, poi dal lato sinistro della strada, i terroristi aprono il fuoco contro l'Alfetta uccidendo Raffaele Iozzino, sceso con la pistola d'ordinanza dall'auto, Giulio Rivera, e ferendo gravemente Francesco Zizzi, che morirà poco dopo al Policlinico Gemelli.

Sui fatti di via Fani ''non è ancora emersa tutta la verità: l'ipotesi che ci sia stata una sorta di congiura si fa sempre più sicura'', dice Ferdinando Imposimato, dal 1978 al 1984 giudice istruttore del processo Moro. Nel giorno del ricordo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha disposto la deposizione di una corona di fiori in via Fani. 

Quel giorno iniziò la crisi della prima Repubblica si è detto

E anche noi oggi dobbiamo pensare oltre ad Aldo Moro, agli uomini della scorta che morirono mentre facevano il loro dovere sacrificandosi, in quel brutto periodo degli anni di piombo della nostra Italia.






domenica 9 marzo 2014

Nicole Dark - David di Michelangelo Armato




Non si può scherzare con l’arte. Soprattutto se la si mescola con le armi. 
E così il David di Michelangelo utilizzato come testimonial di un’arma prodotta in America ha provocato una dura e comprensibile reazione in Italia.

Tutto nasce dal fatto che la società Illinois Arma Lite ha immortalato la celeberrima statua per lanciare un fucile tattico da oltre 3 mila dollari.

La dirigente del museo fiorentino, Acidini, ha annunciato una diffida all’azienda dal continuare a divulgare l’immagine del David a mano armata.

Il David, custodito dal 1873 nella Galleria dell’Accademia, è protetto da diritti e il suo utilizzo a scopo pubblicitario è subordinato, per legge, al rilascio di un permesso da parte dell’ente titolare, nel caso particolare lo Stato, e al pagamento di un canone.

 Ma agli uffici della sovrintendenza, non è arrivata alcuna richiesta ufficiale da parte dell’Arma Lite e la legge dice che la valenza estetica dell’opera non può essere snaturata. Infatti, in questo caso siamo di fronte ad un atto, oltre che di cattivo gusto, del tutto illecito.

Nella campagna pubblicitaria della società americana per lanciare il fucile tipo bolt action l’immagine del David è accompagnata dalla scritta: “A work of art.”: Un’opera d’arte.


Ed io vorrei dire a questi Americani così moderni, che ci bistrattano tanto chiamandoci con disprezzo: “mangiaspaghetti”, ma che in cuor loro chissà cosa farebbero per mangiare gli spaghetti come li facciamo noi .... direi loro: “cercate di essere rispettosi almeno per i GENI Italiani che non hanno fatto altro che arricchire l’Italia di ARTE  con la A maiuscola, mentre voi dovete accontentarvi a chi fa il grattacielo più alto”. 




Nicole Dark 




domenica 2 marzo 2014

Nicole Dark - Nasce la fondazione "Lucio Dalla" il 4 marzo


Martedì, 4 marzo, Bologna tornerà ad avere un piccolo pezzo di uno dei suoi grandi figli.

 Alla vigilia del secondo anniversario dalla scomparsa, e dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, è arrivata l'ufficialità per la nascita della fondazione “Lucio Dalla” che verrà formata proprio il 4 marzo, giorno di quello che sarebbe stato il suo settantunesimo compleanno.


Un percorso lungo, quello per la nascita di questo ente. C’è stata anche la Fondazione per Giorgio Gaber, che richiese tre anni di gestazione.

Questa però è un cammino già iniziato dallo stesso Dalla che immaginava una sua fondazione (ne aveva anche parlato con l'allora presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco) che tenesse insieme quello che più amava: la musica, l'arte, la pittura, il teatro e naturalmente la promozione di giovani talenti. 

Gli stessi obiettivi che, insieme al ricordo e alla valorizzazione della memoria del cantautore, la Fondazione perseguirà. 
Tra le iniziative in cantiere c’è l'apertura al pubblico della Casa di Lucio Dalla,  l'istituzione di borse di studio, la realizzazione di pubblicazioni editoriali, la realizzazione di eventi, il sostegno o il patrocinio di iniziative ed eventi celebrati in suo nome.

Il calendario e i dettagli si sapranno da giugno, quando la fondazione sarà effettivamente operativa: dopo la costituzione formale, martedì, infatti, si dovranno attendere le autorizzazioni e il completamento delle procedure necessarie. 

L’etichetta discografica fu fondata da Dalla nel 1984, e continuerà comunque il suo lavoro di  promozione di nuovi artisti.



domenica 23 febbraio 2014

Nicole Dark - Medicina, ultima frontiera!

Usa, la siringa che blocca le emorragie e salva la vita

Si chiama Xstat e per la ricerca l'esercito Usa ha stanziato 5 milioni di dollari: può fermare le emorragie da arma da fuoco. 

Ecco come LA SIRINGA CHE SALVA LA VITA

Spara nel corpo una spugna e ti salva dai proiettili

Tra qualche mese, se tutto andrà come previsto, sarà molto più difficile perdere la vita per un'emorragia sul campo di battaglia causata da un'arma da fuoco. 
L’ultima frontiera della medicina americana ci potrebbe far dimenticare quelle garze vistose che fermano il sangue e che tanto dolore provoca ai soldati quando viene affondata nella ferita.  
La garza, ora, diventa quasi liquida e viene iniettata tramite una siringa. 
Sembra fantascienza ma non lo è. RevMedx ha creato una siringa salva vita ultraleggera che inietta micro tamponi in grado di espandersi con la velocità di un liquido, un po’ come lo spray che si usa per riparare gli pneumatici. 
Micro tamponi in grado di bloccare anche le peggiori emorragie. E in grado di salvare delle vite.


I dettagli - L'invenzione, che attende la definitiva approvazione, consiste in una siringa in grado di iniettare nella ferita delle mini-spugne asettiche e biocompatibili del diametro di circa un centimetro in grado di espandersi rapidamente e agire da tappo. Queste spugne sono fatte di pasta di legno e ricoperte di chitosano, un rivestimento di origine biologica. Le spugne hanno una capacità d’azione di 15 secondi e possono essere poi rimosse in modo semplice grazie a uno speciale segno a raggi X, in modo da evitare la loro accidentale permanenza nei tessuti.