lunedì 23 febbraio 2015

Charles Bukowski - Sii gentile



Charles Bukowski 

Sii gentile




Ci viene sempre chiesto
di comprendere l'altrui
punto di vista
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.

Uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.

Ma l'età è la somma
delle nostre azioni.
Sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.

Non è colpa loro?
Di chi è la colpa?
Mia?

A me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.

L'età non è un crimine
ma l'infamia
di un'esistenza
deliberatamente
sprecata
in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate lo è.



Nato in Germania nel 1920,  si trasferisce a Los Angeles all'età di 2 anni. La vita in questo nuovo paese non è semplice, la situazione familiare non è delle più felici, racconterà queste vicende nel suo romanzo "Panino al prosciutto". Negli anni successivi fa molti lavori spendendo tutto quello che ha per bere. Cambia continuamente città e dopo varie esperienze, sia lavorative che sentimentali,scrive Factotum e Post Office.
Successivamente scrive Donne, e Storie di Ordinaria follia. Vivrà in serenità con la moglie Linda e tanti gatti nella sua casa di San Pedro. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri , Hollywood e Pulp, fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1994 stroncato dalla leucemia.



domenica 22 febbraio 2015

CIATDM - Samuele - Una storia, una speranza!


L'amore è notoriamente cieco e spesso da questo sentimento nascono situazioni talmente particolari e strane che ci vorrebbero fiumi di parole per poterle capire e raccontare...ma qui oggi vogliamo ricordare Samuele e la sua mamma Sabrina.

Samuele è un dolce bimbo nato dall'amore di Sabrina per  Abdelhak, un cittadino marocchino che fin dai primi tempi sembrava una persona di sani principi quali la famiglia ed il lavoro.

Con il passare del tempo, dopo varie traversie che qui sarebbe inutile rammentare, i sentimenti si affievoliscono per sparire del tutto e così Sabrina, la mamma di Samuele chiede la separazione, consapevole che ad errare non è stato solo il papà del piccolo ma anche lei!

Un bel giorno, Abdelhak padre del piccolo Samuele, propone per l'ennesima volta di portare con sè il piccolo a Parigi con la scusante di andare a trovare una sorella lì residente....

Una telefonata "sono a Casablanca" è l'inizio della triste storia di Samuele che sottratto alla madre, Sabrina, con un sotterfugio da quel giorno non ha più fatto ritorno a Milano, dove è nato e cresciuto nei primi anni di vita.

Errori di valutazione? Certamente si!

Ma ora è arrivato il tempo di rimediare a tutti questi errori e di riportare a casa il piccolo Samuele che in terra marocchina ha dovuto vivere e vedere situazioni inadatte ad un bimbo di pochi anni. 

Le autorità sia italiane che marocchine stanno seguendo il caso, solo i cavilli burocratici separano questa dolce madre, Sabrina, dal suo splendido figlio: Samuele!

Come si suole dire "la speranza è l'ultima a morire" e noi siamo speranzosi che nei prossimi mesi questi cavilli burocratici vengano superati e che il piccolo Samuele possa tornare a Milano, nella sua casa e che il padre Abdelhak prenda coscienza che non si può sottrarre un figlio ad una madre, che fra l'altro non gli ha mai impedito di vederlo...anzi!



Buona fortuna Sabrina!

Buona fortuna Samuele!












lunedì 16 febbraio 2015

JACQUES PREVERT - Le foglie morte


Jacques Prèvert


Le foglie morte




Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi 
i giorni felici del nostro amore 
Com'era più bella la vita 
E com'era più bruciante il sole 
Le foglie morte cadono a mucchi... 
Vedi: non ho dimenticato 
Le foglie morte cadono a mucchi 
come i ricordi, e i rimpianti 
e il vento del nord porta via tutto 
nella più fredda notte che dimentica 
Vedi: non ho dimenticato 
la canzone che mi cantavi 


È una canzone che ci somiglia 
Tu che mi amavi 
e io ti amavo 
E vivevamo, noi due, insieme 
tu che mi amavi 
io che ti amavo 
Ma la vita separa chi si ama 
piano piano 
senza nessun rumore 
e il mare cancella sulla sabbia 
i passi degli amanti divisi 

Le foglie morte cadono a mucchi 
e come loro i ricordi, i rimpianti 
Ma il mio fedele e silenzioso amore 
sorride ancora, dice grazie alla vita 
Ti amavo tanto, eri così bella 
Come potrei dimenticarti 
Com'era più bella la vita 
e com'era più bruciante il sole 
Eri la mia più dolce amica... 
Ma non ho ormai che rimpianti 
E la canzone che tu cantavi 
la sentirò per sempre 

È una canzone che ci somiglia 
Tu che mi amavi 
e io ti amavo 
E vivevamo, noi due, insieme 
tu che mi amavi 
io che ti amavo 
Ma la vita separa chi si ama 
piano piano 
senza nessun rumore 
e il mare cancella sulla sabbia 
i passi degli amanti divisi




Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.







domenica 8 febbraio 2015

JACQUES PREVERT - Tanto Peggio


Jacques Prevert

Tanto Peggio




Lasciate entrare il cane coperto di fango

Tanto peggio per coloro che non amano né il cane né il fango

Lasciate entrare il cane completamente sporco di fango

Tanto peggio per coloro che non amano il fango

Che non capiscono

Che non conoscono il cane

Che non conoscono il fango

Lasciate entrare il cane

E che si scrolli

Si può lavare il cane

Si può lavare il fango

E l'acqua pure la si può lavare

Non si possono lavare solo coloro

Coloro che dicono che amano i cani

A patto che...

Il cane coperto di fango è pulito

Il fango è pulito

Anche l'acqua è pulita talvolta

Coloro che dicono a patto che...

Quelli non sono puliti

Assolutamente no.




Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.

lunedì 2 febbraio 2015

PABLO NERUDA - Timidezza


Pablo Neruda

Timidezza





Appena seppi, solamente, che esistevo
e che avrei potuto essere, continuare,
ebbi paura di ciò, della vita,
desiderai che non mi vedessero,
che non si conoscesse la mia esistenza.
Divenni magro, pallido, assente,
non volli parlare perché non potessero
riconoscere la mia voce, non volli vedere
perché non mi vedessero,
camminando, mi strinsi contro il muro
come un'ombra che scivoli via.
Mi sarei vestito
di tegole rosse, di fumo,
per restare lì, ma invisibile,
essere presente in tutto, ma lungi,
conservare la mia identità oscura,
legata al ritmo della primavera.


Nato in Cile nel 1904 è una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza, la sua prima raccolta è del 1923 "Crepuscolo". Dopo aver trascorso un periodo in Spagna durante la guerra civile ritorna in Cile, si iscrive al partito comunista e viene eletto senatore. Costretto all'esilio, dal quale scrive un numero notevole di opere, nel 1952 ritorna in Cile, sostiene l'elezione di Allende e ottiene l'incarico di ambasciatore del Cile in Francia. Nel 1971 riceve il premio Nobel per la letteratura...muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.