domenica 13 luglio 2014

Inferno di Dan Brown


Alla fine di un'avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione, Dan Brown ci rivela come nel nostro mondo la distanza tra il bene e il male sia breve in maniera davvero inquietante, catastrofe e salvezza possono essere questione di punti di vista e anche da una laguna a cielo coperto si possa uscire a rivedere le stelle.


Descrizione


Il profilo inconfondibile di Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un thriller che di "infernale" ha molto.
Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducno a un esito raro per i romanzi d'azione: 

installare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità.

Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Roberto Langdon sia un esperto di Dante, anzi. E' naturale che al poeta fiorentino e alla visionarietà con cui  tradusse in forme soletti e oscure le temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato studi e corsi universitari ad Harvard.

E quindi è normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i sensi di marcia da legioni di visitatori.

Ma ora è tutto diverso, non c'è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine. Questa volta è un incubo e la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d'ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perchè i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo.

Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l'Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica dl Divino poema, le labbra capaci di articolare nel delirio dell'anestetico, soltanto in incongruo "very sorry", il professore deve scappare.
E' aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.

Comincia una caccia all'uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero trovare dalla stessa parte, in cui niente è quello che sembra: 

un'organizzazione chiamata Consortium è ambigua tanto quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.





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