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lunedì 28 luglio 2014

KAHLIL GIBRAN - Il piacere




Kahlil Gibran

Il piacere





Il piacere è un canto di libertà
è la fioritura di tutti i desideri
è una profondità che invoca un'altezza
è lo spazio infinito
che ha radici nel cuore della terra.
Il piacere 
è il raccolto di un'estate
il silenzio della notte
che fa di una lucciola una stella
è la fiamma e il vento
è l'arpa che vibra nell'anima
musica dolce e suoni confusi.
Il piacere 
è un tesoro con mani tremanti
è una necessità e un'estasi
è un messaggero d'amore
è una sorgente di vita.







Nasce a Bsharri, in Libano, il 6 dicembre 1883, le sue opere si diffusero ben presto oltre il suo paese d'origine diventando un mito fra i giovani che consideravano i suoi scritti come breviari mistici. Il suo intento, riuscito, è stato quello di unire la civiltà occidentale a quella orientale. Muore a New York il 10 aprile 1931.






giovedì 24 luglio 2014

Il Sole nel segno del Leone

Il giorno 23 luglio il Sole è entrato nel Segno Zodiacale del Leone degno rappresentante del coraggio.


Pianeta dominante il Sole; l'elemento è il "fuoco"; la qualità è "fissa"; il genere è "maschile"



Gli appartenenti ai segni di Fuoco sono molto vitali, di grande attività e autorità. Sono pieni di iniziative e di energia vitale. Il loro entusiasmo e ambizione sono molto alti, ma sono anche un tantino irascibili.



La qualità Fissa dona stabilità ed indipendenza, rendendo capaci di resistere a tutto ciò che tende ad influenzare la vita.


Il Sole governatore del segno, dona a questi nativi la consapevolezza della propria forza, l'il si esprime nella sua pienezza: audaci e con un grande desiderio di emergere si esprimono con naturalezza e spontaneità.


I nativi del segno del Leone sono per istinto dei capi, tendono a comportarsi come tali anche quando non presentano le caratteristiche dei capi. In taluni casi sono dotati di un carismo particolare che li rende leader più facilmente degli altri.
Ambizione, autorità, vitalità, fierezza e lealtà ma anche una notevole magnanimità sono le sue caratteristiche di base.





Per saperne di più clicca qui



domenica 13 luglio 2014

Inferno di Dan Brown


Alla fine di un'avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione, Dan Brown ci rivela come nel nostro mondo la distanza tra il bene e il male sia breve in maniera davvero inquietante, catastrofe e salvezza possono essere questione di punti di vista e anche da una laguna a cielo coperto si possa uscire a rivedere le stelle.


Descrizione


Il profilo inconfondibile di Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un thriller che di "infernale" ha molto.
Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducno a un esito raro per i romanzi d'azione: 

installare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità.

Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Roberto Langdon sia un esperto di Dante, anzi. E' naturale che al poeta fiorentino e alla visionarietà con cui  tradusse in forme soletti e oscure le temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato studi e corsi universitari ad Harvard.

E quindi è normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i sensi di marcia da legioni di visitatori.

Ma ora è tutto diverso, non c'è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine. Questa volta è un incubo e la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d'ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perchè i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo.

Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l'Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica dl Divino poema, le labbra capaci di articolare nel delirio dell'anestetico, soltanto in incongruo "very sorry", il professore deve scappare.
E' aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.

Comincia una caccia all'uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero trovare dalla stessa parte, in cui niente è quello che sembra: 

un'organizzazione chiamata Consortium è ambigua tanto quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.





MAURIZIO RUSSO - Gli albori di Narciso



La poesia legge questo mito in chiave tragica: Un uomo che vuole capire se stesso, andando così a fondo in questa ricerca da trovarci la morte...






Gli albori di Narciso

Davanti allo specchio
riflesso nella mia persona,
scorgo il mio io
che ancor non m'abbandona.

C'è poco da dire
è onniesigente,
per quanto io lo minimizzi
con un sorriso assente.

Poi quando il riflesso
con l'io è tutt'uno,
il mio ego non bisogna
più di nessuno.

E avverto
d'esser completo con dignità,
e quest'ultima in funzione
con la mia determinazione.


Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it

martedì 8 luglio 2014

Hermann Hesse - Essere felici



Hermann Hesse

Essere felici





Non esiste alcun dovere della vita, 
vi è solo il dovere dell'essere felici. 
Per questo solo, noi siamo al mondo, 
e con tutti i doveri 
e con tutta la morale 
e con tutti i comandamenti 
difficilmente ci si rende felici l'un l'altro, 
perché non si rende felici se stessi. 

Se l'uomo può essere buono, 
lo può essere solo 
se egli è felice, 
se egli ha in se stesso armonia, 
quindi se egli ama. 
Questo è stato l'insegnamento, 
il solo insegnamento del mondo; 
Questo diceva Gesù, 
questo diceva Budda, 
questo diceva Hegel. 

Per ognuno l'unica cosa importante al mondo è: 
la propria interiorità 
la propria anima 
la propria capacità di amare. 
Se queste sono in ordine 
si possono mangiare miglio o dolci, 
portare stracci o gioielli. 
Allora il mondo risuonerà chiaramente con l'anima, 
tutto è buono, 
tutto è in ordine.



Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Eleanor



Hermann Hesse

Eleanor





Le sere d' autunno mi ricordano te

I boschi giacciono bui, il giorno si scolora

ai bordi dei colli in rosse aureole.

In un casolare vicino piange un bimbo.

Il vento se ne va a passi tardi

attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.

Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,

l' estranea solitaria falce di luna

con la sua mezza luce da terre sconosciute.

Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.

La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno

e il sentiero con pallido alone melanconico.

Anche d' inverno in notti senza luce

quando alle finestre vorticano danze di fiocchi

e il vento tempestoso, ho spesso l' impressione di guardarti.

Il piano intona con forza ingannevole

e la tua profonda e cupa voce di contralto

mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne.

La mia mano afferra alle volte la lampada

e la sua luce tenue posa sulla larga parete.

Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda

mi conosce bene e mi sorride, stranamente.

Ma io ti bacio mani e capelli

e sussurro il tuo nome.


Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Il Principe


Hermann Hesse

Il Principe





Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello
su un'estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno -
principessa, quando tornerai?



Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Nella nebbia



Hermann Hesse

Nella nebbia






Strano, vagare nella nebbia!
È solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.



Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Lamento



Hermann Hesse

Lamento






Non ci è dato di essere. Noi siamo
soltanto un fiume, aderiamo ad ogni forma:
al giorno ed alla notte, al duomo e alla caverna
passiamo oltre, l'ansia di essere ci incalza.

Forma su forma riempiamo senza tregua,
nessuna ci diviene patria, gioia o pena,
sempre siamo in cammino, ospiti sempre,
non c'è campo né aratro per noi, né pane cresce.

E non sappiamo cosa Dio ci serbi,
gioca con noi, argilla nella mano,
muta e cedevole che non piange o ride,
mille volte impastata e mai bruciata.

Potessimo, una volta, farci pietra, durare!
Questa è la nostra eterna nostalgia,
ma un brivido perdura a raggelarci
e non c'è pace sulla nostra via.




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"


Hermann Hesse - Luce del Mattino




Hermann Hesse

Luce del Mattino






Gioventù, paese cento volte dimenticato
e perduto, luce della vita, oggi m'inondi
di un tuo tardivo sapere, sprizzato
dal lungo, greve sonno dell'anima profonda.
Dolce, soave luce, sorgiva appena nata!

Tra allora e adesso l'intera vita,
ahi, troppo spesso opima, superba ritenuta,
non conta più. Voi sole, a me restituite,
odo, fiabesche melodie perdute, giovani, 
e insieme vecchie eternamente,
obliati, antichi fanciulleschi canti.

Su ogni turbine, polvere vorticante,
splendi lassù, alta sul mio cammino,
oltre i falliti sforzi del vagabondo errore,
fonte serena, pura luce del mattino!




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Sono una stella




Hermann Hesse

Sono una stella






Sono una stella del firmamento 
che osserva il mondo, disprezza il mondo 
e si consuma nel proprio ardore.

Io sono il mare di notte in tempesta 
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.

Sono dal vostro mondo 
esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, 
io sono il re senza corona.

Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra, 
è la mia stessa forza che mi ammala.




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"






Hermann Hesse - Scricchiolio di un ramo spezzato




Hermann Hesse

Scricchiolio di un ramo spezzato
[l'ultima sua opera]






Ramo spezzato e scheggiato,

che ormai pende anno dopo anno

e asciutto scricchiola al vento il suo canto,

senza più fogliame né scorza,

spelato, scialbo, di lunga vita

di lunga morte stanco.

Secco risuona e tenace il suo canto,

caparbio risuona e in segreto angoscioso

ancora per tutta un'estate,

per tutto un inverno ancora.




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

Hermann Hesse - Alla malinconia




Hermann Hesse


Alla malinconia 






Nel vino e negli amici ti ho sfuggita, 
poiché dei tuoi occhi cupi avevo orrore, 
io figlio tuo infedele ti obliai 
in braccia amanti, nell'onda del fragore.

Ma tu mi accompagnavi silenziosa, 
eri nel vino ch'io bevvi sconsolato, 
eri nell'ansia delle mie notti d'amore 
perfino nello scherno con cui ti ho dileggiata.

Ora conforti tu le membra mie spossate, 
hai accolto sul tuo grembo la mia testa 
ora che dai miei viaggi son tornato:
giacché ogni mio vagare era un venire a te.





Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 
Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"