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lunedì 30 marzo 2015

CHARLES BAUDELAIRE - Ti adoro




Charles Baudelaire


Ti Adoro




T'adoro al pari della volta notturna, 
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
 E tanto più t'amo quanto più mi fuggi, 
o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,
 ironicamente accumulare la distanza 
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite. 
Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto 
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
 fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
 che ti fa più bella ai miei occhi. 






Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 






CHARLES BAUDELAIRE - il gatto




Charles Baudelaire


Il gatto






Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d’agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s’inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un’aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.






Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

lunedì 16 marzo 2015

Kahlil Gibran - La storia delle onde



Kahlil Gibran 


 La storia delle onde





Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.






Nasce a Bsharri, in Libano, il 6 dicembre 1883, le sue opere si diffusero ben presto oltre il suo paese d'origine diventando un mito fra i giovani che consideravano i suoi scritti come breviari mistici. Il suo intento, riuscito, è stato quello di unire la civiltà occidentale a quella orientale. Muore a New York il 10 aprile 1931.






lunedì 9 marzo 2015

Charles Bukowski - Sprecare la vita



Charles Bukowski 


Sprecare la vita






lamentele infime e triviali,
costantemente ripetute,
possono far ammattire un santo,
per tacere di un bravo ragazzo
qualunque ( me)
e il peggio è che chi 
si lamenta
nemmeno si accorge di farlo
a meno che non glielo dici
e perfino se glielo dici
non ci crede.
e così non si conclude
niente
ed è solo un altro giorno
sprecato,
preso a calci,
mutilato
mentre il Buddha
siede nell´angolo 
e sorride.


Nato in Germania nel 1920,  si trasferisce a Los Angeles all'età di 2 anni. La vita in questo nuovo paese non è semplice, la situazione familiare non è delle più felici, racconterà queste vicende nel suo romanzo "Panino al prosciutto". Negli anni successivi fa molti lavori spendendo tutto quello che ha per bere. Cambia continuamente città e dopo varie esperienze, sia lavorative che sentimentali,scrive Factotum e Post Office.
Successivamente scrive Donne, e Storie di Ordinaria follia. Vivrà in serenità con la moglie Linda e tanti gatti nella sua casa di San Pedro. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri , Hollywood e Pulp, fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1994 stroncato dalla leucemia.




lunedì 2 marzo 2015

CHARLES BAUDELAIRE - Inno alla bellezza




Charles Baudelaire


Inno alla bellezza




Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t'affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidio
ti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l'amante sull'amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m'aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?



Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

lunedì 23 febbraio 2015

Charles Bukowski - Sii gentile



Charles Bukowski 

Sii gentile




Ci viene sempre chiesto
di comprendere l'altrui
punto di vista
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.

Uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.

Ma l'età è la somma
delle nostre azioni.
Sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.

Non è colpa loro?
Di chi è la colpa?
Mia?

A me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.

L'età non è un crimine
ma l'infamia
di un'esistenza
deliberatamente
sprecata
in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate lo è.



Nato in Germania nel 1920,  si trasferisce a Los Angeles all'età di 2 anni. La vita in questo nuovo paese non è semplice, la situazione familiare non è delle più felici, racconterà queste vicende nel suo romanzo "Panino al prosciutto". Negli anni successivi fa molti lavori spendendo tutto quello che ha per bere. Cambia continuamente città e dopo varie esperienze, sia lavorative che sentimentali,scrive Factotum e Post Office.
Successivamente scrive Donne, e Storie di Ordinaria follia. Vivrà in serenità con la moglie Linda e tanti gatti nella sua casa di San Pedro. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri , Hollywood e Pulp, fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1994 stroncato dalla leucemia.



domenica 22 febbraio 2015

CIATDM - Samuele - Una storia, una speranza!


L'amore è notoriamente cieco e spesso da questo sentimento nascono situazioni talmente particolari e strane che ci vorrebbero fiumi di parole per poterle capire e raccontare...ma qui oggi vogliamo ricordare Samuele e la sua mamma Sabrina.

Samuele è un dolce bimbo nato dall'amore di Sabrina per  Abdelhak, un cittadino marocchino che fin dai primi tempi sembrava una persona di sani principi quali la famiglia ed il lavoro.

Con il passare del tempo, dopo varie traversie che qui sarebbe inutile rammentare, i sentimenti si affievoliscono per sparire del tutto e così Sabrina, la mamma di Samuele chiede la separazione, consapevole che ad errare non è stato solo il papà del piccolo ma anche lei!

Un bel giorno, Abdelhak padre del piccolo Samuele, propone per l'ennesima volta di portare con sè il piccolo a Parigi con la scusante di andare a trovare una sorella lì residente....

Una telefonata "sono a Casablanca" è l'inizio della triste storia di Samuele che sottratto alla madre, Sabrina, con un sotterfugio da quel giorno non ha più fatto ritorno a Milano, dove è nato e cresciuto nei primi anni di vita.

Errori di valutazione? Certamente si!

Ma ora è arrivato il tempo di rimediare a tutti questi errori e di riportare a casa il piccolo Samuele che in terra marocchina ha dovuto vivere e vedere situazioni inadatte ad un bimbo di pochi anni. 

Le autorità sia italiane che marocchine stanno seguendo il caso, solo i cavilli burocratici separano questa dolce madre, Sabrina, dal suo splendido figlio: Samuele!

Come si suole dire "la speranza è l'ultima a morire" e noi siamo speranzosi che nei prossimi mesi questi cavilli burocratici vengano superati e che il piccolo Samuele possa tornare a Milano, nella sua casa e che il padre Abdelhak prenda coscienza che non si può sottrarre un figlio ad una madre, che fra l'altro non gli ha mai impedito di vederlo...anzi!



Buona fortuna Sabrina!

Buona fortuna Samuele!












lunedì 16 febbraio 2015

JACQUES PREVERT - Le foglie morte


Jacques Prèvert


Le foglie morte




Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi 
i giorni felici del nostro amore 
Com'era più bella la vita 
E com'era più bruciante il sole 
Le foglie morte cadono a mucchi... 
Vedi: non ho dimenticato 
Le foglie morte cadono a mucchi 
come i ricordi, e i rimpianti 
e il vento del nord porta via tutto 
nella più fredda notte che dimentica 
Vedi: non ho dimenticato 
la canzone che mi cantavi 


È una canzone che ci somiglia 
Tu che mi amavi 
e io ti amavo 
E vivevamo, noi due, insieme 
tu che mi amavi 
io che ti amavo 
Ma la vita separa chi si ama 
piano piano 
senza nessun rumore 
e il mare cancella sulla sabbia 
i passi degli amanti divisi 

Le foglie morte cadono a mucchi 
e come loro i ricordi, i rimpianti 
Ma il mio fedele e silenzioso amore 
sorride ancora, dice grazie alla vita 
Ti amavo tanto, eri così bella 
Come potrei dimenticarti 
Com'era più bella la vita 
e com'era più bruciante il sole 
Eri la mia più dolce amica... 
Ma non ho ormai che rimpianti 
E la canzone che tu cantavi 
la sentirò per sempre 

È una canzone che ci somiglia 
Tu che mi amavi 
e io ti amavo 
E vivevamo, noi due, insieme 
tu che mi amavi 
io che ti amavo 
Ma la vita separa chi si ama 
piano piano 
senza nessun rumore 
e il mare cancella sulla sabbia 
i passi degli amanti divisi




Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.







domenica 8 febbraio 2015

JACQUES PREVERT - Tanto Peggio


Jacques Prevert

Tanto Peggio




Lasciate entrare il cane coperto di fango

Tanto peggio per coloro che non amano né il cane né il fango

Lasciate entrare il cane completamente sporco di fango

Tanto peggio per coloro che non amano il fango

Che non capiscono

Che non conoscono il cane

Che non conoscono il fango

Lasciate entrare il cane

E che si scrolli

Si può lavare il cane

Si può lavare il fango

E l'acqua pure la si può lavare

Non si possono lavare solo coloro

Coloro che dicono che amano i cani

A patto che...

Il cane coperto di fango è pulito

Il fango è pulito

Anche l'acqua è pulita talvolta

Coloro che dicono a patto che...

Quelli non sono puliti

Assolutamente no.




Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.

lunedì 2 febbraio 2015

PABLO NERUDA - Timidezza


Pablo Neruda

Timidezza





Appena seppi, solamente, che esistevo
e che avrei potuto essere, continuare,
ebbi paura di ciò, della vita,
desiderai che non mi vedessero,
che non si conoscesse la mia esistenza.
Divenni magro, pallido, assente,
non volli parlare perché non potessero
riconoscere la mia voce, non volli vedere
perché non mi vedessero,
camminando, mi strinsi contro il muro
come un'ombra che scivoli via.
Mi sarei vestito
di tegole rosse, di fumo,
per restare lì, ma invisibile,
essere presente in tutto, ma lungi,
conservare la mia identità oscura,
legata al ritmo della primavera.


Nato in Cile nel 1904 è una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza, la sua prima raccolta è del 1923 "Crepuscolo". Dopo aver trascorso un periodo in Spagna durante la guerra civile ritorna in Cile, si iscrive al partito comunista e viene eletto senatore. Costretto all'esilio, dal quale scrive un numero notevole di opere, nel 1952 ritorna in Cile, sostiene l'elezione di Allende e ottiene l'incarico di ambasciatore del Cile in Francia. Nel 1971 riceve il premio Nobel per la letteratura...muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.



lunedì 26 gennaio 2015

PABLO NERUDA - Ode al giorno felice



Pablo Neruda


Ode al giorno felice




Questa volta
lasciate
che sia felice,
non è successo
nulla a nessuno,
non sono da
nessuna parte,
succede solo che
sono felice
fino all'ultimo
profondo angolino
del cuore.

Camminando,
dormendo o
scrivendo,
che posso farci,
sono felice.
Sono più
sterminato
dell'erba
nelle praterie,
sento la pelle
come un albero
raggrinzito,
e l'acqua sotto,
gli uccelli in cima,
il mare come
un anello intorno
alla nia vita,
fatta di
pane e pietra
la terra
l'aria canta come
una chitarra.



Nato in Cile nel 1904 è una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza, la sua prima raccolta è del 1923 "Crepuscolo". Dopo aver trascorso un periodo in Spagna durante la guerra civile ritorna in Cile, si iscrive al partito comunista e viene eletto senatore. Costretto all'esilio, dal quale scrive un numero notevole di opere, nel 1952 ritorna in Cile, sostiene l'elezione di Allende e ottiene l'incarico di ambasciatore del Cile in Francia. Nel 1971 riceve il premio Nobel per la letteratura...muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.

domenica 25 gennaio 2015

MAURIZIO RUSSO - Penso e ripenso


"Penso e ripenso"

Un bagliore, un riflesso di luce che consente di guardare oltre il proprio naso. E dire che sembrava non esserci alternative al quotidiano identico...




Penso e ripenso

Penso al mio "Io"
nel profondo
che quasi geme,

vedendo i risultati
di questa vita,
così poco vissuta da protagonista
quanto troppo da spettatore.

E ripenso alla mia bellezza
che è così tanto poca,
e mi innamora ritrovarla
ancora una volta,

in una vetrina sfuggente
o nei tuoi occhi

così trasparenti.



Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it