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domenica 13 ottobre 2013

Nicole Dark - Femminicidio e la legge del 12/10/2013




Il femminicidio è un vero flagello sociale.

 Nel 2012, si sono contate ben 124 donne uccise, a causa delle violenze di genere, cui fanno spalla altri 47 tentati femminicidi (omicidi non riusciti). Nel 25% dei casi la donna aveva da poco reciso il legame amoroso o era in procinto di farlo. Queste statistiche ci dicono anche che, le donne vittime, nel 63% dei casi, vengono trucidate tra le mura domestiche e spesso non sono le uniche a perire sotto i colpi della furia omicida di mariti, compagni o ex; nello stesso 2012 infatti, otto persone, tra le quali anche figli della coppia, hanno trovato la morte durante il raptus omicida. Dall’inizio del 2013 ad oggi si contano 100 vittime, una, appunto, ogni due giorni.

Cosa prevede il nuovo decreto legge.
  
Il provvedimento contro la violenza sulle donne è stato approvato in Senato con 143 sì il giorno 12 ottobre 2013.

 Ecco i punti più importanti:



Prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire severamente i colpevoli. Sono questi i tre obiettivi del decreto legge contro il femminicidio e la violenza sulle donne approvato proprio ieri dal Senato con 143 voti a favore. «Un primo passo per contrastare un fenomeno odioso e intollerabile. Da oggi il nostro ordinamento si arricchisce di un provvedimento che garantirà maggiore protezione alle donne». Ecco, in sintesi, le norme più importanti contenute nel decreto legge.

Pene più severe 
Il decreto prevede l'aumento di un terzo della pena se alla violenza assiste un minore e/o se la vittima è in gravidanza e/o se la violenza è commessa dal coniuge (anche se separato) e dal compagno (anche se non convivente).

Arresto obbligatorio in flagranza
È previsto l'arresto obbligatorio in caso di flagranza per reati di maltrattamento familiare e stalking. Ciò significa che le forze dell'ordine saranno obbligate al fermo di colui che viene sorpreso in un atto di violenza domestica o di stalking.

Allontanamento del coniuge violento da casa
Alle forze di polizia viene data la possibilità di buttare fuori di casa il coniuge (o compagno) violento se c'è un rischio per l'integrità fisica della donna. Viene così impedito a chi è violento in casa di avvicinarsi ai luoghi domestici. I destinatari di questo provvedimento potranno essere controllati attraverso il braccialetto elettronico.

Querela irrevocabile
Una volta sporta querela per violenza e maltrattamenti, quella querela sarà irrevocabile. Si sottrae dunque la vittima al rischio di una nuova intimidazione tendente a farle ritirare la querela». 

Corsia giudiziaria preferenziale
Con questo decreto, i tribunali potranno adottare delle corsie preferenziali per i processi per femminicidio e per maltrattamenti.

Patrocinio gratuito 
Per chi è vittima di stalking o maltrattamenti e non si può permettere un avvocato, è ora previsto il patrocinio legale gratuito.
Permesso di soggiorno alle vittime straniere

Vittime informate sull'iter giudiziario
La vittima di violenza o maltrattamenti sarà costantemente informata sulla condizione giudiziaria del colpevole (se si trova in carcere o in libertà, se è stato condannato, ecc...). «Cerchiamo di correggere un punto di vulnerabilità del sistema normativo», ha spiegato il ministro dell'Interno. «Spesso la vittima non sapeva che fine aveva fatto il processo a carico dell'autore delle violenze. Ora la vittima sarà informata, ad esempio, della scarcerazione del denunciato».

Speriamo che fermi almeno un po’ queste infinite stragi di donne!

domenica 6 ottobre 2013

Nicole Dark - Le verità nascoste sul cancro


Due Italiani, poco tempo fa, trovano la molecola anti cancro ma i giornali non ne parlano. Diffondi sul web!
Trovata la molecola anti tumore: una scoperta tutta italiana.
E così i due ricercatori intervistati hanno risposto:
«GRAZIE A TUTTI, MA NON ABBIAMO TROVATO LA CURA CONTRO IL CANCRO»
La scoperta è solo un prodotto, che seppur promettente, finora ha soltanto dimostrato di uccidere alcune cellule tumorali “coltivate” al di fuori dell’organismo. Non è il primo, né probabilmente sarà l’ultimo. Bisognerà attendere ancora molto tempo e molti esperimenti prima di sapere se potrà essere impiegato realmente nella lotta contro il cancro.
Affermano proprio questo i due ricercatori italiani.

E ora vediamo come Angelina Jolie sia stata raggirata dagli oncologi riguardo al cancro al seno che non ha mai avuto.
Ho qui l’articolo di Luciano Gianazza del 25 maggio 2013.
Trattandosi di una VIP l’industria del gossip si è buttata a pesce, svalutando ben presto l’argomento nei media.
Ormai sono sette anni che il giornalista Luciano Gianazza promuove la conoscenza e gli insegnamenti di Arnold Ehret, e non si possono negare i benefici sia per quanto riguarda la salute migliorata che la prevenzione che migliaia di persone hanno tratto e stanno traendo dallo studio dei suoi libri.

Luciano Gianazza  continua:
Il consiglio che mi sento di dare, vorrei gridarlo ed è: non fatelo! Cioè non fatevi asportare le parti sane. E vediamo perché.

In un editoriale del New York Times che spiega la sua decisione di farsi rimuovere chirurgicamente entrambi i seni, anche se lei non ha il cancro al seno, Angelina Jolie ha citato i fattori di rischio come il principale motivo per la sua decisione. Ha preso quel provvedimento dopo che i medici le dissero che aveva un “rischio dell’87% di cancro al seno”. La sua soluzione? Sottoporsi a tre mesi di procedure chirurgiche e farsi asportare i seni.

Problema risolto, giusto? Con i suoi seni rimossi, Angelina Jolie dice che adesso il suo rischio di cancro al seno è ora ridotto a un piccolo 5%. La stessa logica bizzarra potrebbe essere applicata anche agli uomini, potrebbero farsi tagliare i loro testicoli per “prevenire il cancro ai testicoli” oppure ambo i sessi potrebbero farsi asportare il colon per “prevenire il cancro del colon-retto”.

Ma sarebbe folle, e nessuno lo fa, perché uno dei principi più basilari della medicina è che non si sottopongono i pazienti ai notevoli rischi e costi della chirurgia per rimuovere organi che non hanno una malattia!  Almeno per ora.
Ma la parte veramente triste di tutto questo è che ad Angelina Jolie hanno mentito.

Prima di tutto non aveva un rischio dell’87% di cancro al seno. Anche a tutte le donne che leggono l’editoriale del NYT hanno mentito.

Come gli oncologi mentono con le statistiche e usano la paura per terrorizzare le donne per indurle a sottoporsi a procedure che danno elevati guadagni.

L’idea stessa che il cancro al seno abbia un “fattore di rischio” è una bugia vera e propria. In realtà, ognuno di noi ha dei micro-tumori nel proprio corpo. Il cancro non è una malattia che “si prende” come essere colpiti in modo casuale da un fulmine. È qualcosa che si deve “gestire” o “prevenire” giorno per giorno, pasto dopo pasto, attraverso una scelta di vita che coinvolge la vitamina D, l’alimentazione, i supercibi, i succhi di verdura ed evitando le sostanze chimiche cancerogene e le radiazioni.
Così, quando un medico dice che hai delle “possibilità” di avere un cancro, sta affermando che non si ha alcun controllo su un cancro, e questa è una bugia. Ciarlatani del cancro, in altre parole.

Anche la Jolie con il gene BRCA1 che è collegato al cancro al seno avrebbe potuto facilmente seguire un piano dietetico e uno stile di vita che sopprime l’espressione del gene del cancro. Non è difficile. Non è scienza missilistica.
Si può fare con cibi semplici, una spesa da pochi euro al giorno. Tali cibi sono agrumi, (uva rossa e vino rosso), verdure crocifere crude, olio omega-3 e molto altro. Gli stessi cibi che aiutano anche a prevenire le malattie cardiache, il diabete, il morbo di Alzheimer e altre malattie croniche.
Le sostanze chimiche naturali che si trovano nelle verdure crocifere come broccoli e cavoli, offrono una potente prevenzione contro l’espressione del gene BRCA1. Ma gli oncologi non dicono alle donne di “mangiare più cavolo”, perché questo non fa guadagnare soldi all’industria del cancro.

Così l’intero argomento riguardo alla “possibilità” è pura ciarlataneria. Non c’è alcuna possibilità priva di cause di ritrovarsi con un cancro. È solo questione di causa ed effetto. Se si sta vivendo secondo uno stile di vita pro-cancro ci si ritrova con un cancro, se si sta vivendo seguendo uno stile di vita anti-cancro si mantiene il cancro sotto controllo in modo che non diventi mai un problema. Tutto si riduce a causa ed effetto per quanto riguarda ritrovarsi con un cancro o meno. Il destino o la cattiva sorte non c’entrano assolutamente.

È affascinante che i medici non credano nella sorte o nel voodoo riguardo a qualsiasi argomento tranne quando parlano del cancro. Quando si tratta di cancro, vogliono che tutte le donne vengano risucchiate nella mentalità della vittima asserendo che il cancro è una questione puramente di “mala sorte” e, che pertanto le donne non hanno alcun controllo sulle proprie condizioni di salute. Un incredibile sfruttamento delle donne!

Perché l’industria del cancro non dà supporto alle donne infondendo un senso di responsabilità per la propria salute?

Trovo sorprendente che l’industria del cancro non creda nell’assioma causa ed effetto. Se proprio vogliono creare paura avrebbero potuto spaventare le donne con le statistiche dei “fattori di rischio” che riguardano le persone che non esercitano alcun controllo sul cancro. Dare appoggio alle donne che esercitano controllo sulla propria salute è l’ultima cosa che l’industria del cancro vuole fare, perché perderebbe clienti e soldi.

È molto più redditizio terrorizzare tutte le donne e farle cadere in uno stato di panico irrazionale tale da fare accettare a loro le cose più folli che si possano immaginare, come asportare entrambi i seni sani, anche se non hanno il cancro. Tali donne sono quindi convinte di avere avuto letteralmente salva la vita, accettando di essere mutilate dal chirurgo.

“Le mie probabilità di sviluppare il cancro al seno sono scese dall’87% a meno del 5% “, dice la Jolie. “Posso dire ai miei figli che non devono temere di perdermi per il cancro al seno.”
Riuscirà anche a dire ai suoi figli che anche loro stessi dovrebbero farsi mutilare, come forma di prevenzione delle malattie? E cosa succede se venisse a sapere che lei ha un rischio di cancro al cervello? Si fa tagliare la testa a mo’ di cura?
La truffa è di far credere alle donne che ci sia solo un modo di ridurre il “rischio” di cancro al seno.
L’altra enorme truffa in tutto questo è l’idea che ci sia solo un modo per ridurre il “rischio” di cancro al seno. Anche se volessimo credere che il numero fittizio di “rischio 87%,” corrisponda al vero, perché si dà per scontato che vi sia un modo e uno soltanto per ridurre questo rischio?

“A ogni donna che legga questo, spero che possa essere di aiuto portandole a conoscenza che può fare delle scelte”, scrive la Jolie nel NYT. Eppure lei non riesce assolutamente a offrire alle donne nessuna scelta al di fuori di quella che ha preso: entrare in un centro del cancro e farli giocare a “taglia-avvelena-brucia” sul tuo corpo. L’editoriale della Jolie, che si legge come se fosse stato scritto dal dipartimento delle pubbliche relazioni, non offre nulla in termini di consigli nutrizionali, scelte di vita, terapie olistiche, benessere, medicina alternativa … niente! Che incredibile disservizio a tutte le donne…

Nel mondo della salute, nutrizione e cancro, ci sono migliaia di modi per prevenire il cancro e reprimere l’espressione dei geni BRCA1. Ma sembra che la Jolie e l’industria del cancro escludano che possano esistere scelte differenti dalla chemioterapia, radioterapia o chirurgia. Solo tre scelte. Niente altro esiste nel loro mondo, non la prevenzione alimentare, non la terapia con la vitamina D, non la vitamina C potenziata, non l’ozonoterapia, le saune, l’agopuntura, la fitoterapia cinese, la riduzione dello stress o qualsiasi altra cosa. Si vuole fare credere che nessuna di queste cose esista!

E perché? Perché l’industria del cancro vuole incanalare le donne come bestiame nel loro sistema ciarlatano di trattamenti taglia-avvelena-brucia. E Angelina Jolie è la loro nuova cheerleader. Senza dubbio soffrendo per le cicatrici e il torpore al petto e alle ascelle che accompagna quasi sempre la chirurgia mastectomia, ora cerca di “ispirare” anche altre donne a esercitare la propria insana “scelta” di farsi rimuovere i seni!

È la più insana invocazione del potere delle donne che io abbia mai visto. Questo non è emancipazione delle donne, è fare la marcia per l’auto-mutilazione. E il “rischio” è una frode completa. In verità, Angelina Jolie ha avuto un più alto rischio di morire sul tavolo operatorio che di morire di cancro al seno, se lei semplicemente stesse seguendo uno stile di vita anti-cancro.
Non lasciatevi ingannare in direzione dell’auto-mutilazione dei ciarlatani dell’industria del cancro

In sintesi:

L’affermazione che si ha un “rischio per cento” di cancro al seno è una grande bugia. 

I geni BRCA1 possono essere tenuti tranquilli (soppressi) con alimenti adeguati e stili di vita. Un gene non è una condanna a morte.
Ci sono migliaia di possibilità e strategie per la prevenzione del cancro.
In tutti esistono micro-tumori. Il cancro deve essere “gestito” in ognuno di noi tenendolo sotto controllo evitando la crescita di tumori.

L’industria del cancro inganna le donne utilizzando tattiche di paura non etiche per spaventarle con falsi dati statistici sulle procedure di cancro ad alto profitto che causano solo loro del male.
L’affermazione che farsi tagliare i seni sani in qualche modo è dare “potere di scelta”alle donne è insana e demenziale. Alle donne viene dato molto più potere fornendo informazioni veritiere sull’alimentazione e stili di vita sani che permettono loro di mantenere il loro corpo intatto invece di finire tagliato a fette da chirurghi oncologici disonesti.

Nicole Dark 

domenica 29 settembre 2013

Nicole Dark - Commento sulla lettere che Benedetto XVI ha mandato a Odifreddi



Commento su alcune parti della “Lettera che il Pontefice Benedetto XVI ha mandato al Prof. Odifreddi”.
Tale lettera, è una risposta alle innumerevoli critiche contro  gli scritti di Benedetto XVI da parte di Odifreddi.
Lettera pubblicata martedi, 24 settembre 2013



Prima di parlare dell’argomento di questa settimana credo sia doveroso presentarmi non solo come scrittrice, ma anche come studiosa.
All’Università di Roma, prima di laurearmi in filosofia, lo dico con grande commozione, ho avuto l’immensa fortuna di avere come professore di filosofia, l’emerito filosofo Valerio Verra, che credo sia noto ai più, per i suoi scritti e per la sua eccellente produzione letteraria destinata anche ai suoi allievi.

Questo competente e autorevole filosofo contemporaneo ha trattato molti temi di enorme rilevanza approfondendo anche la difficile divergenza di opinioni tra Nietzsche e Kierkegaard sullo stesso argomento: Gesù, il Cristianesimo e altre questioni di interesse non comune. 
Ho pronunciato “Nietzsche” il nome di questo grande filosofo perché ho fatto parte della vecchia scuola e non “Nice” come oggi la nuova moda  vorrebbe che così si pronunci.

Dopo la mia laurea, il professor Verra, mi rese, con altri suoi studiosi, sua assistente: in parole povere sono stata quindi anch’io una esaminatrice fino a che non abbracciai l’insegnamento.

Assistere a una lezione del Prof. Filosofo, Verra voleva dire per me e per molti altri “Amare la filosofia e di conseguenza la storia e tutte le materie ad essa collegate, ma soprattutto imparare a ragionare e avere la passione per la verità che solo con studi approfonditi  spesso, si può raggiungere.”
Quando il professore morì nel 2001, fui invitata alla sua cerimonia commemorativa all’università la Sapienza di Roma.

Ho creduto opportuno fare questo preambolo, affinché l’argomento che tratterò oggi, no mi si possa contestare come frivola o superficiale polemica. 
Infatti, parlare del grande studioso, teologo e ricercatore Benedetto XVI non potrebbe di certo avvenire senza una minima base educativa sugli studi che l’emerito Pontefice non ha mai smesso di approfondire.
Parlerò di alcuni punti della lettera che il Pontefice Benedetto XVI ha mandato al Prof. Odifreddi che è stata pubblicata martedi 24 settembre 2013.
E posso affermare con convinzione che finalmente qualcuno ha detto all'illustrissimo docente di non parlare di cose che non sa.


Non leggerò la lettera perché chiunque la può trovare in rete, ma mi limiterò ad un semplice commento di alcune parti di essa.
Benedetto XVI con l’umiltà che lo contraddistingue, risponde riguardo al libro del professor Odifreddi, appunto con questa lettera.
Ed io credo che Odifreddi  per quanto si professi studioso, non lo sia poi molto, e per affermare ciò basta leggere appunto queste parole di risposta del Pontefice alle sue continue critiche e obiezioni.

Il Pontefice fa notare al suo contestatore che è meravigliato dell’aggressività con la quale Odifreddi parla riguardo gli scritti del Pontefice ripetendo che lui( Odifreddi) è uno studioso scientifico e quindi ciò che dice è inconfutabile affermando che la teologia sia fantascienza, ma dimentica di dire che   una funzione importante della teologia è proprio quella di mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione.
Entrambe le mansioni sono importantissime per l’umanità.
Poi il Pontefice afferma che ciò che ha scritto Odifreddi su alcune questioni che Odifreddi stesso, reputa esatte, non sono per niente vere e nemmeno oggettive quindi non valide. 

Anche se costui continua lo stesso a considerarsi un uomo di scienza.
Riguardo all’abuso morale di minorenni da parte di sacerdoti, il Pontefice ne prende atto, con profondo dolore, ed è questo il punto che mi è molto piaciuto sulla risposta di Benedetto XVI dove dice che mai Lui abbia cercato di mascherare queste cose e aggiunge che il potere del MALE va ovunque.
E anche se per il Pontefice non è motivo di conforto, egli dichiara che secondo le ricerche dei sociologi, la percentuale dei sacerdoti rei di questi crimini non è più alta di quella presente in altre categorie professionali assimilabili.
E in ogni caso, non si dovrebbe presentare ostentatamente questa deviazione come se si trattasse di un sudiciume specifico del cattolicesimo. Quindi, Benedetto XVI asserisce con molta serietà che se si deve dire male della Chiesa, allora non si può nemmeno tacere sulla grande scia luminosa di bontà e di purezza, che la fede cristiana ha tracciato nei secoli. 

E qui il Pontefice cita figure di grande validità come: Benedetto di Norcia e sua sorella Scolastica, Francesco e Chiara d’Assisi, e molti altri ... 
Ora il Pontefice risponde su qualcosa che ha dell’incredibile, che io sinceramente, mai mi sarei aspettata da chi come Odifreddi, reputandosi un grande studioso, vada ad affermare di non ammettere l’esistenza di Gesù nell’ambito storico!
Sinceramente su questo punto, sono rimasta esterrefatta. Su ciò non si può avere un’opinione, nessuno può farlo giacché è la Storia con la S maiuscola a confermarlo!

Benedetto XVI gli risponde così:
“Ciò che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del Suo rango scientifico.”
E a questo punto al Pontefice non rimane che consigliare “in modo deciso” alcuni libri di storia che sembra che il signor Odifreddi non abbia mai sentito il bisogno di consultare!
Sorvolo volutamente su altre fandonie che questo “scienziato” ha praticamente buttato lì insieme ad altrettanti sproloqui senza nemmeno vergognarsene un po’.
Insomma questo erudito signore parla di tutto e di niente con una faciloneria inaudita.

E così tocco con mano che la cultura e lo studio vero, vengono talmente accantonati che chiunque, senza merito, potrebbe proclamarsi scienziato in un batter d’occhio, solo perché trova seguaci e sostenitori che come lui non sanno cosa sia la serietà.
E il signor Odifreddi, prima di dire o peggio di scrivere tante stupidaggini basate sul nulla assoluto, farebbe meglio ad informarsi.
La nostra società brulica di gente che ha fatto della propria ignoranza la sua bandiera, la troviamo ovunque, in ogni facciata e il brutto è che questa gente con una superficialità disarmante si permette, addirittura di contestare fatti storici che in quanto storici, non possono essere assolutamente contestati.
È già da tempo, che non mi meraviglio più di chi ancora crede nelle favole, solo perché chi le racconta è qualcuno che si sente uomo di scienza, ma che non è altro che un maldestro millantatore.
Sono contenta che a mia figlia io abbia trasmesso la passione per la filosofia e per lo studio della verità, che anni fa un professore, che non si dava tante arie, come molti fanno oggi, trasmise a me.


sabato 28 settembre 2013

MAURIZIO RUSSO - Ogni Domenica



Ogni domenica - Il sempre ritorno dell'uguale.

Sensazioni contraddittorie (nel breve termine)... E se ci fermiamo a guardarci indietro ci accorgiamo che la vita è fatta solo di contraddizioni.




Ogni domenica

Mi sveglio con una speranza,
che si espande
uscendo dalla mia stanza.

Trascorro la mattinata,
sicuro che è speciale
questa giornata.

Poi durante il pomeriggio,
sono su un “chi va là”
sempre meno saggio.

A sera inoltrata faccio fatica,
a rassegnarmi
che sia già finita.

Poi la notte mi consola,
e penso: meno male
che in sette giorni
c'è ne una sola.



Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it

domenica 22 settembre 2013

Nicole Dark - Abbiamo raggiunto il ridicolo - La degenerazione nel nome dell'evoluzione!



 Lo spettacolo di Cécile Kyenge va avanti senza esclusione di colpi. 
Ma l’ultima trovata in cui si accanisce il Ministro congolese manca di originalità perché la proposta di sostituire i nomi di “madre e padre” in “genitore 1 e genitore 2” nei certificati di nascita, e documenti simili, anche se in origine è venuta da un consigliere comunale di Venezia, dobbiamo fare mente locale  che a sua volta è stata  copiata  dalla Francia, nazione che non brilla affatto nell’ innovazione, a differenza nostra.
 I francesi da bravi “rivoluzionari” già hanno inserito questa modifica l’ottobre scorso insieme alle più discusse leggi sulle adozioni gay e sul matrimonio tra omosessuali. 
In un’Italia in un continuo omologarsi al grido di “evoluzione, civiltà e pari opportunità”, non trovo lo scalpore nel voler continuare a prendere solo il peggio di quello che succede negli altri Paesi.

 Mai che si cerchi di capire come adattare il modello scandinavo a quello italiano ad esempio, figuriamoci!
 Inutile discutere la stupidità della proposta che risulta palese, ma è stato commovente assistere all’agitazione con la quale sono stati pubblicati articoli su articoli di giornalisti indignati che insultavano l’ignoranza e l’arretratezza dei soliti “cafoni italiani medi, non evoluti.”
 Questa è la mediocrità dei soliti progressisti, in un’Italia che manca sempre più di personalità in ogni aspetto della vita sociale. Mentre aspettiamo che gli altri Paesi decidano le linee strategiche della nostra politica, noi non riusciamo nemmeno a difendere la nostra identità culturale.
 L’immagine della famiglia italiana di un tempo, i valori tradizionali di cui dovremmo andar fieri e promuovere nel mondo, li rifiutiamo noi per primi e li rinneghiamo non ritenendoli adatti al mondo moderno. 
Basandoci su questo principio perché tenere solo due spazi, perché non aggiungere genitore 3, genitore 4 e così via? Se i valori tradizionali della famiglia sono ridotti allo zero assoluto, dove sta scritto che i genitori debbano essere solo due? Anche le pubblicità della Mulino Bianco dovranno adattarsi, a questo “progresso” inarrestabile. 
Il ministro Kyenge invece di occuparsi di problemi, che non esistono dovrebbe guardare alle vere emergenze della nostra società che ne sono molte e che in questi teatrini, che nel modo assoluto,vengono dimenticate. 
E in nome dell’evoluzione e della modernità: siamo diventati veramente ridicoli!

Nicole Dark 

C.I.A.T.D.M. Salviamo Houda Emma Kharat! NO FEMMINICIDIO DI STATO!

L'associazione C.I.A.T.D.M. promuove insieme al Children Protection World Onlus, l'iniziativa per salvare la piccola Houda Emma Kharat!

Questa piccola CITTADINA ITALIANA, rapita dal padre alla ex moglie (detto esplicitamente per farle un dispetto) il 18 dicembre 2011 e portata in Siria a vivere sotto le bombe e a subire una guerra che non le appartiene, deve tornare in Italia, deve tornare dalla sua mamma ed il suo rapitore deve pagare per il male che sta facendo a questa "sua figlia" del quale poco gli interessa se l'ha condotta in quel paese, la Siria, dilaniato dalla guerra civile!

E' una vergogna!

Ma lo scandalo più grave di tutta questa vicenda è che lo STATO ITALIANO l'ha DIMENTICATA!

...o fa finta......





lunedì 16 settembre 2013

C.I.A.T.D.M. - Risposta della Presidente Boldrini sul caso EMMA HOUDA



Sul caso della piccola Hemma Houda non molliamo! 

Dobbiamo sapere che fine ha fatto!

Dobbiamo farla tornare a casa!

E' una cittadina ITALIANA RAPITA!


Possiamo affermare con una discreta sicurezza che ci sono cittadini di serie A e altri purtroppo di serie B: la stragrande maggioranza che non ha amici degli amici o parenti influenti ecc ecc.


E' il caso della piccola Emma Houda che da TROPPO tempo è stata rapita dal padre e porta in Siria, luogo di guerra civile, per fare un dispetto alla madre italiana, la Signora Rossini, che non si è mai zittita anche davanti a tanti silenzi da parte dei media sul caso della sua piccolina!



Il CIATDM, grazie all'interesse della sua Presidente Aurelia Passaseo, si è messa a fianco di questa dolce madre che lotta per riavere la sua bambina!

E' necessario e doveroso non abbassare mai la guardia e fare in modo che le autorità facciano qualche cosa!

Qui di seguito riportiamo la risposta che la Presidente Boldrini ha dato quando è stata interpellata sul caso: non ne sapeva nulla!


Gentile dott.ssa Passaseo,

il suo messaggio, come può immaginare, mi ha molto colpita.
Come lei saprà, il mio ruolo in vicende di queso tipo è limitato.
Tuttavia, ho richiesto informazioni sul caso al Governo, anche se – come lei
sottolinea nel suo messaggio – attualmente non vi è una sede diplomatica
italiana a Damasco. 
Ho inoltre preso contatto con i miei ex colleghi presso l’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR),pregandoli di fare da tramite tra la signora
Rossini e gli uffici dell’UNHCR nei Paesi confinanti con o vicini alla Siria, nella speranza 
che la bambina sia fuggita dalla Siria e che si trovi al sicuro in Turchia, Giordania, Iraq,
Libano o Egitto.

La prego di far sapere alla signora Rossini che l’abbraccio e che le sono
vicina.

Un caro saluto,

Laura Boldrini



NOI Figli di un Dio Minore  continueremo a divulgare questa notizia anche se pochi hanno orecchie per sentire!

Il fatto si riduce in poche parole: la piccola Emma Houda rimane sempre in quel paese, la Siria, dilaniato dalla guerra civile e questo nostro Stato italiano NON si interessa di questa piccola CITTADINA ITALIANA.

Vorrei ribadire che questa creatura oltre ad essere CITTADINA ITALIANA è stata rapita, dopo che una sentenza del tribunale l'affidava alla madre, dal padre per fare un dispetto alla moglie (lui stesso lo ha ammesso) che aveva chiesto la separazione!



lunedì 19 agosto 2013

C.I.A.T.D.M.- BIMBA RAPITA: TUTELA MINORI, STATO AIUTI MAMMA A RIVEDERLA


La battaglia continua!


Non ci fermeremo MAI di sollecitare chi di dovere affinchè l'interesse sulla piccola EMMA HOUDA non cali, anzi aumenti sempre più e la si riporti a casa dalla sua mamma!

Le istituzioni, purtroppo, si interessano troppo spesso di "altro" e non dei propri cittadini che vengono vessati e depredati della propria libertà: vorremmo ricordare che NON dovrebbero esistere cittadini di serie B!

La piccola Emma Houda è CITTADINA ITALIANA!

LOTTIAMO AFFINCHE' VENGA RESTITUITA ALLA SUA MAMMA!

BIMBA RAPITA: TUTELA MINORI, STATO AIUTI MAMMA A RIVEDERLA (AGI) - Roma, 16 ago. -

"Lo Stato aiuti una mamma che da oltre un anno e mezzo non vede piu' la sua bambina perche' rapita dal padre siriano per vendicarsi della ex moglie e portata in Siria sotto le bombe". E' uno dei passaggi dell'appello lanciato al presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini ("in quanto donna, mamma e terza carica dello Stato") da Aurelia Passaseo,presidente del Ciatdm, il Coordinamento internazionale delle associazioni per la tutela dei diritti dei minori, che sin dalle sue primissime battute il caso di Houda Emma Kharat.Della piccola, che oggi ha tre anni e mezzo, si sono perse le tracce: la mamma, Alice Rossini, non sa nemmeno se e' viva. Sono pienamente cosciente che la situazione in Siria non e' ottimale per noi - scrive Passaseo -anche perche' la nostra ambasciata e' chiusa" ma "sono convinta che lo Stato debba far qualcosa per la piccola Emma, solo ed esclusivamente cittadina italiana anche se riconosciuta dal padre che pero' non ha provveduto a trascrivere l'atto matrimoniale nel suo Paese di origine". Nei mesi passati, il Ciatdm si e' gia' rivolto alle istituzioni coinvolte, a partire dalla Farnesina, ma le risposte sin qui avute non appaiono "soddisfacenti" e"sicuramente non rispondono ai vari interrogativi" sin dal momento dell'imbarco aereo del padre a Milano con la bambina,datato 18 dicembre 2011 e avvenuto senza la necessaria autorizzazione della madre. "E' doveroso - sottolinea Passaseo- occuparsi della sorte dell'inviato della Stampa Quirico e del  sacerdote Dall'Oglio ma il fatto che non venga detta nemmeno una parola sulla sorte della piccola Emma suggerisce la sgradevole sensazione che per lo Stato esistano cittadini di serie A e di serie B". In giugno, era stato il senatore PD Ludovico Sonego a presentare un'interrogazione a risposta scritta a Emma Bonino per sapere "quali iniziative abbia sin qui messo in atto il ministero degli Esteri, anche eventualmente ricorrendo alla collaborazione di servizi diplomatici e di intelligence di altri Paesi, per riportare inItalia Emma". Al riguardo, il viceministro Bruno Archi ha assicurato che il ministero ha seguito "sin dall'inizio" e segue tuttora "con il massimo impegno la vicenda" ricordando pero' che "la Siria non aderisce alla Convenzione dell'Aja del1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori, che vincola i paesi aderenti a rispettare le procedure,i termini e le competenze istituzionali in essa previste"".(AGI)Bas161504 AGO 13NNNN 



MAURIZIO RUSSO - Necessarie evasioni




Liberarsi dalle catene, che abbiamo temperato con tanta dedizione nel tempo trascorso, e consegnarsi all'incognita del domani.

L'unica via per lasciarci attraversare dalla vita...







Necessarie evasioni

Crescere costa
è evidente,
si matura volente
o nolente.

Assumendo carichi
di responsabilità,
si vive da adulti
a qual si voglia età.

A salvarci,
c'è un bambino
in ognuno di noi:
ladri, santi, matti, eroi.

Questo essere piccolino,
si sveglia con noi
di buon mattino,
sempre a volerci ricordare,

che possiamo eludere
le consuetudini,
alle nostre imperanti
abitudini.



Mi chiamo Maurizio Russo, scrivo da un po di anni ed anche se provengo da un territorio socialmente difficile, o più precisamente impegnativo come Casal di Principe, ho iniziato a scrivere per chiarirmi con me stesso prima che con gli altri. Ho preso così gusto all'opera di scrittura, quindi a lavorare agli scritti prestando attenzione alla forma estetica al di la dei concetti espressi. Non so dare indicazioni accademiche per il genere delle mie poesie, scrivo d'istinto, e per tanto accetto ogni genere di critica sulle mie pubblicazioni.

Collaboro da tempo con Radio l'Isola che non c'è sia nella lettura delle mie poesie che dando ampio spazio a questo tema assai affascinante!


Buona lettura ai frequentatori di queste pagine e se vi parrà il caso: 
fatemi sapere la vostra!!!

vinci995@libero.it


lunedì 12 agosto 2013

C.I.A.T.D.M. scrive alla presidente Boldrini per la piccola Houda Emma Kharat

Con la speranza che le voci che si levano in favore della piccola Houda Emma Kharat, rapita dal padre e portata in Siria vengano prese in considerazione!
Qui di seguito riporto lo scritto che la presidente del CIATDM ha inviato alla presidente della Camera Boldrini:


Gentile Presidente, 
mi chiamo Aurelia.............. e , sono presidente del Ciatdm (Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori) che ha sede a Pordenone.
Mi rivolgo a Lei in quanto donna, mamma e , terza carica dello Stato ma, sopratutto mi rivolgo a Lei ed alla Sua sensibilità di madre affinchè lo Stato aiuti una mamma che da oltre un'anno e mezzo non vede più la sua piccola bambina perchè rapita dal padre siriano per vendicarsi della sua ex moglie in data 18 dicembre 2011 e portata in Siria sotto le bombe. 
La bambina oggi ha tre e mezzo circa e di lei si sono perse le tracce da quel fatidico 18 dicembre 2011.
Mi preme sottolineare che sono pienamente coscIente che la situazione in Siria non è ottimale per noi perchè non vi è in loco nessun rappresentante dello Stato Italiano in quanto la nostra Ambasciata è chiusa, però sono convinta che il nostro Stato debba far qualcosa per la piccola Houda Emma Kharat che è solo ed esclusivamente cittadina Italiana anche se riconosciuta dal padre che, però non ha provveduto a trascrivere l'atto matrimoniale nel suo Paese di origine e, per tale motivo la bimba non ha la doppia nazionalità.
Il Ciatdm segue il caso della piccola Houda Emma e della sua mamma Alice Rossini sin dall'inizio della vicenda sollecitando le forze politiche ad occuparsi di questa vicenda e, le risposte che sono state date dal Ministero Affari Esteri prima con il Governo Monti poi oggi , con il Governo Letta alle varie interrogazioni parlamentari sono sempre le solite e cioè il solito rituale copia incolla preconfezionato e firmato dai vari Sottosegretari o Vice Ministri di turno.
Queste risposte non solo non soddisfano sicuramente la mamma in quanto non rispondono ai vari interrogativi e lacune che vi sono state al momento dell'imbarco aereo del padre con la bambina ma, neppure il Ciatdm .
Siamo dispiaciuti nel sentire le dichiarazioni che il  Ministro Bonino rilascia alla stampa ai  vari TG di Stato e non, circa le situazioni del giornalista Quirico e del sacerdote Dall'Oglio e nulla, nemmeno una parola sulla piccola Houda Emma Kharat . Quale è la distinzione tra i nostri due connazionali illustri come Quirico,  Dall'Oglio e la piccola Houda Emma ? 
E' una domanda che più volte mi sono posta e a cui ho solo saputo dare una risposta che, per le nostre  Istituzioni, per lo Stato ci sono cittadini di serie A e di serie B e, la piccola Houda Emma, la sua mamma,  purtroppo è triste pensarlo, dirlo e constatarlo sono cittadini di serie B.
Auspico che Lei voglia adoperarsi attraverso le Sue conoscenze e canali di quando era Commissario dell'Onu per i rifugiati per aiutare concretamente mamma Alice Rossini a riabbracciare quanto prima la sua piccola Houda Emma che, sicuramente porterà su di sè tutti i traumi devastanti subiti dall'allontamento della sua mamma e da una guerra che certamente non è la sua .
Sono a Sua disposizione se lo desidera non solo a fornirLe tutta la documentazione sul caso ivi compresa copia di una petizione popolare di iniziativa del Ciatdm, ed, a metterLa in contatto con mamma Alice qualora Lei desiderasse non solo parlarle ma incontrarla di persona per darle tutto il sostegno dello Stato che sino ad ora ha latitato .
Non mi divulgo oltre e, confidando nella Sua sensibilità  nel ringraziarLa anticipatamente per quanto potrà fare e farà per la nostra piccola Houda Emma Kharat e la sua mamma, colgo l'occasione per porgerLe cordiali distinti saluti .


IL Presidente Ciatdm
segue nome e cognome e vari riferimenti per contattarmi.