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domenica 17 novembre 2013

Nicole Dark - Delinquenti che trovano l’America qui da noi ...



Derubano le banche baciandosi, arrestato il mago dei bancomat



Con una semplice forchetta è riuscito a rubare 16 mila euro dalle casse di Antonveneta, fondamentalmente grazie a due elementi che nella sua vita fanno la differenza: competenze tecniche da ingegnere e una bella ragazza.

 Dorin Cosmin Beznila, 27 anni, rumeno, ha saccheggiato 14 sportelli automatici a Padova mascherando la sua manomissione con bollenti effusioni con l’avvenente fidanzata.

Ci hanno pensato gli uomini della Squadra mobile di Marco Calì ad arrestare lui e a denunciare la fidanzata, anche lei rumena e di 20 anni appena.

La tecnica usata dal giovane per rubare il denaro è denominata reversal cash trapping: si tratta di una metodologia che, approfittando di un gap elettronico e con una particolare “forchetta cattura banconote”, consente su alcuni apparati bancomat di forzarne il sistema. La somma è quindi totalmente in danno della banca e non di un cliente.

Detto questo, i responsabili della filiale Antonveneta di riviera Tito Livio, il 23 luglio scorso, non riuscivano a spiegarsi quell’ammanco di mille euro. In fondo, visionando i filmati delle telecamere, non risultava nulla di strano allo sportello elettronico. 

La cosa più strana erano due giovani avvinghiati: lei spalle al monitor e lui totalmente anatomico. Le segnalazioni si sono moltiplicate con il passare delle ore di filiale in filiale, sempre Antonveneta.  
Gli stessi due giovani, stessi abbracci, stessi baci appassionati. 
I poliziotti della Squadra mobile sono partiti dai dati della carta di credito inserita nella bocchetta del bancomat di via Tito Livio: la tessera risultava smarrita e di proprietà di un rumeno residente a Firenze. 
Gli uomini del vicequestore gli hanno messo il telefono sotto controllo, scoprendo una serie di telefonate con Dorin Cosmin Beznila. 


È bastato un confronto fotografico con le immagini immortalate dalle telecamere delle banche per capire che il terrore degli sportelli automatici era proprio lui.

Per il ventisettenne rumeno è scattato l’arresto mentre la fidanzata ventenne, residente nelle Marche, è stata solo denunciata.

I successivi accertamenti hanno dimostrato l’efficacia della tecnica usata. In 24 ore è riuscito a saccheggiare ben 14 bancomat: 16 prelievi da mille euro ciascuno. Una carriera breve la sua ma senza dubbio folgorante.

Comunque io non canterei vittoria tanto presto perché in Italia siamo abituati a scarcerare anche gli assassini in men che non si dica!

E questi stranieri qui hanno trovato proprio l’America!



17 novembre . Giornata del gatto nero!




Oggi 17 novembre festeggiamo questo meraviglioso felino NERO, da sempre bistrattato per i suoi "presunti" legami con il mondo dell'oscuro!





Si dice che porti sfortuna, che era il compagno ideale delle streghe che comunicavano direttamente con il Diavolo tramite questo "povero peloso nero".



Quanti di voi nel vederlo attraversare la strada ha cambiato rotta?


Queste credenze e superstizioni sono associate alla nostra cultura!

Vorrei ricordare che nei paesi angloosassoni il gatto nero è considerato, a ragione, un vero portafortuna per il suo padroncino!



Le superstizioni che accompagnano questo meraviglioso felino sono particolarmente deleterie per lui perchè spesso si sono episodi assai spiacevoli ritenendolo colpevole solo di avere il pelo nero!


Dal 2007 è stata istituita questa giornata, il 17 novembre, dedicata ai gatti neri; certo non è casuale il giorno 17 che è associato ai cattivi presagi ,ma in molti altri paesi, soprattutto anglosassoni  è un numero che porta molta fortuna.




Astroval

domenica 10 novembre 2013

Nicole Dark - Rapimento di Stato!

Torino, giudici minorili tolgono figlia a genitori perché “Troppo vecchi”


 La Cassazione: "Troppo vecchi per avere un figlio"
La madre partorì a 56 anni, il padre ne aveva 70. Per la Cassazione il divario d'età è inaccettabile: perdono l'affidamento di loro figlia.

Lei partorì quando aveva 56 anni, e il padre una 68. Oggi la bimba, Viola, un nome di fantasia ha tre anni. E nessun genitore. Già, perché la Cassazione ha negato che i coniugi di Mirabello Monferrato, Gabriella Carsano e Luigi Deambrosis, possano essere madre e padre della piccola. Il motivo? Troppo vecchi. 

L'incredibile storia è stata rilanciata dal sito de La Stampa, che spiega come la sentenza ha sostanzialmente confermato quello che già avevano stabilito i giudici in primo grado e in appello. La bimba, in seguito alla decisione presa nei precedenti gradi di giudizio, era stata tolta ai genitori dopo pochissime settimane di vita con il pretesto che era stata lasciata sola in auto. 


In realtà la coppia era stata assolta da quest'accusa, ma secondo quanto scritto dal sito de La Stampa, sulla decisione di togliere l'affidamento della piccolina, ha pesato il grande divario d'età tra la piccola e i genitori. Viola, nel frattempo, era stata affidata a una famiglia, e con la sentenza definitiva in Cassazione viene confermata la sua adottabilità. Da oggi in poi non potranno mai più vederla.



Il mio commento:

Queste toghe credono di essere in Cina! Ora si arriva anche al controllo delle nascite, e al divieto di avere figli. Anche se il caso specifico è insolito, nessuno ha voluto in Italia una legge che impone un limite di età per avere figli, quindi il giudice non può togliere il figlio per limiti di età. È un'altra conferma che in Italia il giudice abusa del proprio potere per dettare legge, non per applicarla.

E neanche in regime del più esasperato bolscevismo si arriverebbe a privare i genitori di tenere allevare ed amare i propri figli a cui non potranno mai sostituirsi altri se non per farne dei disadattati, asociali e criminali.

Basta con questa magistratura autoreferenziale ed irresponsabile, capace di partorire decisioni non solo disumane, ma contrarie al senso comune più elementare. Perché non pensare ad una magistratura elettiva? Almeno, dopo la scadenza del mandato, i cittadini potranno licenziarli con un ben assestato calcio nel sedere! Invece oggi ce li dobbiamo sorbire per 40 e passa anni anche quando sono rincoglioniti. E comunque, cominciamo con l'abolire, i Tribunali dei Minorenni. Riportiamo tutto alle sezioni ordinarie, magari integrate da esperti.

I delinquenti che.....hanno sentenziato una simile corbelleria dovrebbero essere messi in galera a vita!!!

 E guarda caso: Chissà perché la magistratura non è intervenuta pochi anni fa quando Sergio Cofferati classe 1948, ha avuto una figlia. Forse perché lui è famoso? 

Quindi concludo molto indignata:

Indipendentemente dall'età, se ha partorito è FIGLIA SUA e ha il dovere/ diritto di crescerla!

 E se fossero genitori trentenni con le loro giovani esigenze, chissà se addestrerebbero la loro figlia a prostituirsi perché loro hanno le loro esigenze di giovanotti debosciati!? Non mi sembra una novità questa! Le cronache ne stanno parlando proprio in questi giorni ...E’ una vergogna!

Nicole Dark 


domenica 3 novembre 2013

Nicole Dark - Italia, nazione vecchia e corrotta




Troppe tasse e gli imprenditori italiani fuggono in Svizzera.






Sempre più spesso gli imprenditori italiani decidono di spostare la loro attività e spesso questa scelta è l’unica possibilità per sopravvivere alla crescente pressione fiscale che colpisce come una mannaia l’intera imprenditoria d’Italia. O meglio, quella parte di imprenditoria che le tasse non riesce proprio a fare a meno di pagarle.


Una delle mete preferite per questa innovativa forma di emigrazione è la Svizzera al punto che, sempre più spesso al confine italo elvetico si realizzano convegni e incontri per informare gli imprenditori su regole e privilegi accessibili passando dall’altra parte del confine. 
Sì perché la Svizzera, soprattutto la zona del Canton Ticino, ricerca imprenditori italiani e spesso offre anche le infrastrutture necessarie in comodato d’uso per attrarre l’imprenditoria del Nord Italia (e non solo).

Uno di questi incontri si è recentemente svolto a Chiasso, comune di confine tra le due nazioni. L’interesse sull’argomento è altissimo pensate che su 220 posti messi a disposizione ci sono state oltre 700 domande provenienti da tutta Italia.

La principale motivazione che spinge, soprattutto gli imprenditori del nord, a trasferirsi in Svizzera ha origini di tipo fiscale: e soprattutto snellezza burocratica e certezza delle regole che non trovano da molto tempo nella loro patria, perché li ha traditi. Quindi le nuove garanzie rappresentano doti sempre più apprezzate.

Parlando di fiscalità il confronto è impietoso e agghiacciante: in Svizzera l’Iva è attualmente all’8% mentre in Italia è recentemente stata innalzata al 22%. Il peso fiscale medio su un’impresa elvetica è pari al 17,1% e in nessun caso si supera il 30%, mentre in Italia dai dati Istat risulta che ad ottobre si sia superato il 43%.

E gli sgravi fiscali sulle assunzioni non sono poca cosa! Anche la certezza delle regole gioca a favore della Svizzera: qui gli imprenditori, anche italiani, sanno che se non rispettano i minimi salariali possono dire addio al Paese, ma sanno anche che nel fisco possono trovare collaborazione e concordare in anticipo, ad esempio, quante tasse dovranno pagare e in quale forme. 
L’ufficio fiscale elvetico funziona e collabora con gli imprenditori per risolvere i problemi. E’ fuori dubbio quindi che gli imprenditori in Svizzera riescono a fare meglio il loro mestiere. 
Lavorano in tranquillità e sono incentivati ad investire anche se queste delocalizzazioni, alla lunga, portano alla perdita di numerosi posti di lavoro nella terra d’origine.

Concludo, affermando che i nostri governi ci hanno preso tutto e non mettendo mano su cose veramente utili per far partire l’economia, come ridurre la burocrazia ecc. non fanno altro che aumentare le tasse abbattendo chi ha buona volontà, sul nascere! Ma cosa ci si può aspettare da questi mistificatori della politica che non fanno altro che partecipare agli infiniti Talk-show col solo scopo di apparire?

Purtroppo e lo dico con tristezza, lasceremo ai nostri figli il nulla assoluto, grazie alla casta che continua con i suoi infiniti privilegi, nei suoi giochi di palazzo a vivere negli agi, dimenticando che NOI li paghiamo profumatamente per fare il nulla assoluto!

E non credo che le cose possano cambiare, vista la grande corruzione che serpeggia indisturbata nei meandri della politica con gli infiniti indagati che non si vergognano nemmeno più. La nostra non è altro che la politica delle poltrone, dei vitalizi e della ricchezza personale.

Vorrei tanto che noi Italiani non seguitassimo ad abituarci a questa continua presa in giro, ma ormai sappiamo che i partiti non esistono più, bensì è rimasto un ammasso di ladri che non sa nemmeno cosa sia la povertà che hanno prodotto unicamente loro.

Mentre gli altri Paesi sono già in ascesa, noi ci apprestiamo sempre di più a camminare verso il baratro in nome della nostra sporca politica.

domenica 27 ottobre 2013

Nicole Dark - l'Europa se ne frega degli immigrati



È ora che il premier Letta che ha dimostrato di avere spalle abbastanza robuste per poterlo fare, batta i pugni sul tavolo di Bruxelles e faccia suo ciò che disse poco tempo fa il suo vice e ministro dell'Interno Alfano:

occorre una revisione immediata del regolamento di Dublino, secondo il quale spetta allo Stato di primo approdo la responsabilità dell'accoglienza.

Insomma, Lampedusa non è solo la frontiera italiana, ma è la frontiera che segna il confine dell''Europa con l'Africa. E allora l'Europa deve essere messa  una volta per tutte di fronte a questa responsabilità. 

Primo: bisogna avviare un contrasto internazionale degli scafisti e del traffico di disperati negli Stati mediterranei che non se ne occupano, anche per le situazioni interne più che complesse in cui si trovano, basti pensare alla Libia. 
Non si può negare l'accoglienza a chi fugge da situazioni di guerra, miseria disumana, carestie o violazioni sistematiche dei diritti umani, non si può: ma il flusso deve essere in qualche modo disciplinato, e con estrema urgenza. Anche, come chiede la Croce Rossa, creando corridoi umanitari sicuri e controllati o in Africa e nel Medio Oriente.

Secondo: l'Europa deve inviare uomini, mezzi aerei e navali, ospedali da campo, tutto ciò di cui c'è bisogno nelle zone dove avvengono gli sbarchi, per supportare gli sforzi immani e ormai insostenibili che fanno la nostra Guardia Costiera, i carabinieri, la polizia e tutte le altre forze che si prodigano ogni giorno per salvare la vita dei migranti, mentre altri Paesi, vedi Malta, se ne fregano alla grande. 

E naturalmente bisogna anche distribuire gli immigrati accolti in Italia in tutto il territorio europeo: non può essere uno dei Paesi oggi finanziariamente più debole e politicamente più precario ad accollarsi  da solo l'onere di una pressione immigratoria non più sostenibile, che inevitabilmente genera disperazione e criminalità e si ritorce negativamente non solo sugli italiani ma sugli stessi immigrati,  costretti a vivere di espedienti in un paese dove la disoccupazione giovanile è arrivata al 40%.

E CONCLUDO:

L'Europa che si riempie la bocca di bei discorsi umanitari, che è tanto brava a farci le pulci sulle inadempienze o inadeguatezze, farebbe meglio a "rompere" un po' meno e a collaborare di più.


Nicole Dark 

domenica 20 ottobre 2013

Nicole Dark - Vendono la figlia Online per comprare un Iphone



Ormai siamo abituati a quasi tutto, ma forse ancora qualcosa che possa stupirci in questo Mondo c’è.

  E’ di ieri mattina la notizia che arriva da Pechino e lascia a bocca aperta: “vendono la figlia online per comprare un iPhone”. Il tragico evento è stato reso noto da un’agenzia di stampa cinese.

 Il tribunale di Shanghai avrebbe denunciato i genitori della povera piccola per traffico di esseri umani, dopo la scoperta della vendita sul web della figlia. Non si è a conoscenza della cifra esatta incassata dalla coppia a seguito della trattativa. Si parla comunque di un numero che oscilla tra 5.000 e 9.000 euro circa.

Ciò che rende ancora più drammatica e agghiacciante la vicenda è la destinazione finale di questi soldi, usati per l’acquisto, sempre online, di un iPhone, di scarpe di lusso e altri beni materiali.
 Nella logica imperante del consumismo senza freni della Cina il ragionamento non fa una piega: non hanno i soldi per ostentare benessere e quindi vendono la figlia.

Il nome cinese della Cina è Zhong Guo, e vuol dire terra di mezzo, terra al centro del Mondo.

 Una volta questo termine si riferiva al fatto che i cinesi si ritenessero il popolo più importante sulla Terra, circondato da stranieri, i barbari. 
Oggi, a circa 150 anni dall’apertura dei confini a quei “barbari“, sono proprio le abitudini peggiori di quegli stranieri occidentali, quelle ereditate dal grande territorio asiatico e ingigantite all’ennesima potenza.

 Il fenomeno del consumismo sta assumendo in Cina dimensioni enormi, che portano poi a situazioni pericolose ed estreme come quella di ieri.
E’ solo un esempio di quello che cambiamenti repentini e totali possono portare ad una società. 

La Cina ha vissuto in circa 40 anni quella che per l’Europa è stata la tappa del Medio Evo e il suo sviluppo nella società moderna. Da carretti, galline e polvere per le strade, sono passati a una urbanizzazione, industrializzazione e a un numero di traffici commerciali e un consumismo senza precedenti.

E, sempre di oggi, è la notizia che mostra al Mondo, la Cina come uno dei pochi paesi in continua crescita economica che si attesta intorno all’8% costante negli ultimi mesi. Staremo a vedere come questa corsa allo sviluppo e alla produzione massiccia sarà gestito e assimilato dalla popolazione cinese, anche se i presupposti, non ci fanno pensare ad un modo migliore.


domenica 13 ottobre 2013

Nicole Dark - Femminicidio e la legge del 12/10/2013




Il femminicidio è un vero flagello sociale.

 Nel 2012, si sono contate ben 124 donne uccise, a causa delle violenze di genere, cui fanno spalla altri 47 tentati femminicidi (omicidi non riusciti). Nel 25% dei casi la donna aveva da poco reciso il legame amoroso o era in procinto di farlo. Queste statistiche ci dicono anche che, le donne vittime, nel 63% dei casi, vengono trucidate tra le mura domestiche e spesso non sono le uniche a perire sotto i colpi della furia omicida di mariti, compagni o ex; nello stesso 2012 infatti, otto persone, tra le quali anche figli della coppia, hanno trovato la morte durante il raptus omicida. Dall’inizio del 2013 ad oggi si contano 100 vittime, una, appunto, ogni due giorni.

Cosa prevede il nuovo decreto legge.
  
Il provvedimento contro la violenza sulle donne è stato approvato in Senato con 143 sì il giorno 12 ottobre 2013.

 Ecco i punti più importanti:



Prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire severamente i colpevoli. Sono questi i tre obiettivi del decreto legge contro il femminicidio e la violenza sulle donne approvato proprio ieri dal Senato con 143 voti a favore. «Un primo passo per contrastare un fenomeno odioso e intollerabile. Da oggi il nostro ordinamento si arricchisce di un provvedimento che garantirà maggiore protezione alle donne». Ecco, in sintesi, le norme più importanti contenute nel decreto legge.

Pene più severe 
Il decreto prevede l'aumento di un terzo della pena se alla violenza assiste un minore e/o se la vittima è in gravidanza e/o se la violenza è commessa dal coniuge (anche se separato) e dal compagno (anche se non convivente).

Arresto obbligatorio in flagranza
È previsto l'arresto obbligatorio in caso di flagranza per reati di maltrattamento familiare e stalking. Ciò significa che le forze dell'ordine saranno obbligate al fermo di colui che viene sorpreso in un atto di violenza domestica o di stalking.

Allontanamento del coniuge violento da casa
Alle forze di polizia viene data la possibilità di buttare fuori di casa il coniuge (o compagno) violento se c'è un rischio per l'integrità fisica della donna. Viene così impedito a chi è violento in casa di avvicinarsi ai luoghi domestici. I destinatari di questo provvedimento potranno essere controllati attraverso il braccialetto elettronico.

Querela irrevocabile
Una volta sporta querela per violenza e maltrattamenti, quella querela sarà irrevocabile. Si sottrae dunque la vittima al rischio di una nuova intimidazione tendente a farle ritirare la querela». 

Corsia giudiziaria preferenziale
Con questo decreto, i tribunali potranno adottare delle corsie preferenziali per i processi per femminicidio e per maltrattamenti.

Patrocinio gratuito 
Per chi è vittima di stalking o maltrattamenti e non si può permettere un avvocato, è ora previsto il patrocinio legale gratuito.
Permesso di soggiorno alle vittime straniere

Vittime informate sull'iter giudiziario
La vittima di violenza o maltrattamenti sarà costantemente informata sulla condizione giudiziaria del colpevole (se si trova in carcere o in libertà, se è stato condannato, ecc...). «Cerchiamo di correggere un punto di vulnerabilità del sistema normativo», ha spiegato il ministro dell'Interno. «Spesso la vittima non sapeva che fine aveva fatto il processo a carico dell'autore delle violenze. Ora la vittima sarà informata, ad esempio, della scarcerazione del denunciato».

Speriamo che fermi almeno un po’ queste infinite stragi di donne!

domenica 6 ottobre 2013

Nicole Dark - Le verità nascoste sul cancro


Due Italiani, poco tempo fa, trovano la molecola anti cancro ma i giornali non ne parlano. Diffondi sul web!
Trovata la molecola anti tumore: una scoperta tutta italiana.
E così i due ricercatori intervistati hanno risposto:
«GRAZIE A TUTTI, MA NON ABBIAMO TROVATO LA CURA CONTRO IL CANCRO»
La scoperta è solo un prodotto, che seppur promettente, finora ha soltanto dimostrato di uccidere alcune cellule tumorali “coltivate” al di fuori dell’organismo. Non è il primo, né probabilmente sarà l’ultimo. Bisognerà attendere ancora molto tempo e molti esperimenti prima di sapere se potrà essere impiegato realmente nella lotta contro il cancro.
Affermano proprio questo i due ricercatori italiani.

E ora vediamo come Angelina Jolie sia stata raggirata dagli oncologi riguardo al cancro al seno che non ha mai avuto.
Ho qui l’articolo di Luciano Gianazza del 25 maggio 2013.
Trattandosi di una VIP l’industria del gossip si è buttata a pesce, svalutando ben presto l’argomento nei media.
Ormai sono sette anni che il giornalista Luciano Gianazza promuove la conoscenza e gli insegnamenti di Arnold Ehret, e non si possono negare i benefici sia per quanto riguarda la salute migliorata che la prevenzione che migliaia di persone hanno tratto e stanno traendo dallo studio dei suoi libri.

Luciano Gianazza  continua:
Il consiglio che mi sento di dare, vorrei gridarlo ed è: non fatelo! Cioè non fatevi asportare le parti sane. E vediamo perché.

In un editoriale del New York Times che spiega la sua decisione di farsi rimuovere chirurgicamente entrambi i seni, anche se lei non ha il cancro al seno, Angelina Jolie ha citato i fattori di rischio come il principale motivo per la sua decisione. Ha preso quel provvedimento dopo che i medici le dissero che aveva un “rischio dell’87% di cancro al seno”. La sua soluzione? Sottoporsi a tre mesi di procedure chirurgiche e farsi asportare i seni.

Problema risolto, giusto? Con i suoi seni rimossi, Angelina Jolie dice che adesso il suo rischio di cancro al seno è ora ridotto a un piccolo 5%. La stessa logica bizzarra potrebbe essere applicata anche agli uomini, potrebbero farsi tagliare i loro testicoli per “prevenire il cancro ai testicoli” oppure ambo i sessi potrebbero farsi asportare il colon per “prevenire il cancro del colon-retto”.

Ma sarebbe folle, e nessuno lo fa, perché uno dei principi più basilari della medicina è che non si sottopongono i pazienti ai notevoli rischi e costi della chirurgia per rimuovere organi che non hanno una malattia!  Almeno per ora.
Ma la parte veramente triste di tutto questo è che ad Angelina Jolie hanno mentito.

Prima di tutto non aveva un rischio dell’87% di cancro al seno. Anche a tutte le donne che leggono l’editoriale del NYT hanno mentito.

Come gli oncologi mentono con le statistiche e usano la paura per terrorizzare le donne per indurle a sottoporsi a procedure che danno elevati guadagni.

L’idea stessa che il cancro al seno abbia un “fattore di rischio” è una bugia vera e propria. In realtà, ognuno di noi ha dei micro-tumori nel proprio corpo. Il cancro non è una malattia che “si prende” come essere colpiti in modo casuale da un fulmine. È qualcosa che si deve “gestire” o “prevenire” giorno per giorno, pasto dopo pasto, attraverso una scelta di vita che coinvolge la vitamina D, l’alimentazione, i supercibi, i succhi di verdura ed evitando le sostanze chimiche cancerogene e le radiazioni.
Così, quando un medico dice che hai delle “possibilità” di avere un cancro, sta affermando che non si ha alcun controllo su un cancro, e questa è una bugia. Ciarlatani del cancro, in altre parole.

Anche la Jolie con il gene BRCA1 che è collegato al cancro al seno avrebbe potuto facilmente seguire un piano dietetico e uno stile di vita che sopprime l’espressione del gene del cancro. Non è difficile. Non è scienza missilistica.
Si può fare con cibi semplici, una spesa da pochi euro al giorno. Tali cibi sono agrumi, (uva rossa e vino rosso), verdure crocifere crude, olio omega-3 e molto altro. Gli stessi cibi che aiutano anche a prevenire le malattie cardiache, il diabete, il morbo di Alzheimer e altre malattie croniche.
Le sostanze chimiche naturali che si trovano nelle verdure crocifere come broccoli e cavoli, offrono una potente prevenzione contro l’espressione del gene BRCA1. Ma gli oncologi non dicono alle donne di “mangiare più cavolo”, perché questo non fa guadagnare soldi all’industria del cancro.

Così l’intero argomento riguardo alla “possibilità” è pura ciarlataneria. Non c’è alcuna possibilità priva di cause di ritrovarsi con un cancro. È solo questione di causa ed effetto. Se si sta vivendo secondo uno stile di vita pro-cancro ci si ritrova con un cancro, se si sta vivendo seguendo uno stile di vita anti-cancro si mantiene il cancro sotto controllo in modo che non diventi mai un problema. Tutto si riduce a causa ed effetto per quanto riguarda ritrovarsi con un cancro o meno. Il destino o la cattiva sorte non c’entrano assolutamente.

È affascinante che i medici non credano nella sorte o nel voodoo riguardo a qualsiasi argomento tranne quando parlano del cancro. Quando si tratta di cancro, vogliono che tutte le donne vengano risucchiate nella mentalità della vittima asserendo che il cancro è una questione puramente di “mala sorte” e, che pertanto le donne non hanno alcun controllo sulle proprie condizioni di salute. Un incredibile sfruttamento delle donne!

Perché l’industria del cancro non dà supporto alle donne infondendo un senso di responsabilità per la propria salute?

Trovo sorprendente che l’industria del cancro non creda nell’assioma causa ed effetto. Se proprio vogliono creare paura avrebbero potuto spaventare le donne con le statistiche dei “fattori di rischio” che riguardano le persone che non esercitano alcun controllo sul cancro. Dare appoggio alle donne che esercitano controllo sulla propria salute è l’ultima cosa che l’industria del cancro vuole fare, perché perderebbe clienti e soldi.

È molto più redditizio terrorizzare tutte le donne e farle cadere in uno stato di panico irrazionale tale da fare accettare a loro le cose più folli che si possano immaginare, come asportare entrambi i seni sani, anche se non hanno il cancro. Tali donne sono quindi convinte di avere avuto letteralmente salva la vita, accettando di essere mutilate dal chirurgo.

“Le mie probabilità di sviluppare il cancro al seno sono scese dall’87% a meno del 5% “, dice la Jolie. “Posso dire ai miei figli che non devono temere di perdermi per il cancro al seno.”
Riuscirà anche a dire ai suoi figli che anche loro stessi dovrebbero farsi mutilare, come forma di prevenzione delle malattie? E cosa succede se venisse a sapere che lei ha un rischio di cancro al cervello? Si fa tagliare la testa a mo’ di cura?
La truffa è di far credere alle donne che ci sia solo un modo di ridurre il “rischio” di cancro al seno.
L’altra enorme truffa in tutto questo è l’idea che ci sia solo un modo per ridurre il “rischio” di cancro al seno. Anche se volessimo credere che il numero fittizio di “rischio 87%,” corrisponda al vero, perché si dà per scontato che vi sia un modo e uno soltanto per ridurre questo rischio?

“A ogni donna che legga questo, spero che possa essere di aiuto portandole a conoscenza che può fare delle scelte”, scrive la Jolie nel NYT. Eppure lei non riesce assolutamente a offrire alle donne nessuna scelta al di fuori di quella che ha preso: entrare in un centro del cancro e farli giocare a “taglia-avvelena-brucia” sul tuo corpo. L’editoriale della Jolie, che si legge come se fosse stato scritto dal dipartimento delle pubbliche relazioni, non offre nulla in termini di consigli nutrizionali, scelte di vita, terapie olistiche, benessere, medicina alternativa … niente! Che incredibile disservizio a tutte le donne…

Nel mondo della salute, nutrizione e cancro, ci sono migliaia di modi per prevenire il cancro e reprimere l’espressione dei geni BRCA1. Ma sembra che la Jolie e l’industria del cancro escludano che possano esistere scelte differenti dalla chemioterapia, radioterapia o chirurgia. Solo tre scelte. Niente altro esiste nel loro mondo, non la prevenzione alimentare, non la terapia con la vitamina D, non la vitamina C potenziata, non l’ozonoterapia, le saune, l’agopuntura, la fitoterapia cinese, la riduzione dello stress o qualsiasi altra cosa. Si vuole fare credere che nessuna di queste cose esista!

E perché? Perché l’industria del cancro vuole incanalare le donne come bestiame nel loro sistema ciarlatano di trattamenti taglia-avvelena-brucia. E Angelina Jolie è la loro nuova cheerleader. Senza dubbio soffrendo per le cicatrici e il torpore al petto e alle ascelle che accompagna quasi sempre la chirurgia mastectomia, ora cerca di “ispirare” anche altre donne a esercitare la propria insana “scelta” di farsi rimuovere i seni!

È la più insana invocazione del potere delle donne che io abbia mai visto. Questo non è emancipazione delle donne, è fare la marcia per l’auto-mutilazione. E il “rischio” è una frode completa. In verità, Angelina Jolie ha avuto un più alto rischio di morire sul tavolo operatorio che di morire di cancro al seno, se lei semplicemente stesse seguendo uno stile di vita anti-cancro.
Non lasciatevi ingannare in direzione dell’auto-mutilazione dei ciarlatani dell’industria del cancro

In sintesi:

L’affermazione che si ha un “rischio per cento” di cancro al seno è una grande bugia. 

I geni BRCA1 possono essere tenuti tranquilli (soppressi) con alimenti adeguati e stili di vita. Un gene non è una condanna a morte.
Ci sono migliaia di possibilità e strategie per la prevenzione del cancro.
In tutti esistono micro-tumori. Il cancro deve essere “gestito” in ognuno di noi tenendolo sotto controllo evitando la crescita di tumori.

L’industria del cancro inganna le donne utilizzando tattiche di paura non etiche per spaventarle con falsi dati statistici sulle procedure di cancro ad alto profitto che causano solo loro del male.
L’affermazione che farsi tagliare i seni sani in qualche modo è dare “potere di scelta”alle donne è insana e demenziale. Alle donne viene dato molto più potere fornendo informazioni veritiere sull’alimentazione e stili di vita sani che permettono loro di mantenere il loro corpo intatto invece di finire tagliato a fette da chirurghi oncologici disonesti.

Nicole Dark 

domenica 29 settembre 2013

Nicole Dark - Commento sulla lettere che Benedetto XVI ha mandato a Odifreddi



Commento su alcune parti della “Lettera che il Pontefice Benedetto XVI ha mandato al Prof. Odifreddi”.
Tale lettera, è una risposta alle innumerevoli critiche contro  gli scritti di Benedetto XVI da parte di Odifreddi.
Lettera pubblicata martedi, 24 settembre 2013



Prima di parlare dell’argomento di questa settimana credo sia doveroso presentarmi non solo come scrittrice, ma anche come studiosa.
All’Università di Roma, prima di laurearmi in filosofia, lo dico con grande commozione, ho avuto l’immensa fortuna di avere come professore di filosofia, l’emerito filosofo Valerio Verra, che credo sia noto ai più, per i suoi scritti e per la sua eccellente produzione letteraria destinata anche ai suoi allievi.

Questo competente e autorevole filosofo contemporaneo ha trattato molti temi di enorme rilevanza approfondendo anche la difficile divergenza di opinioni tra Nietzsche e Kierkegaard sullo stesso argomento: Gesù, il Cristianesimo e altre questioni di interesse non comune. 
Ho pronunciato “Nietzsche” il nome di questo grande filosofo perché ho fatto parte della vecchia scuola e non “Nice” come oggi la nuova moda  vorrebbe che così si pronunci.

Dopo la mia laurea, il professor Verra, mi rese, con altri suoi studiosi, sua assistente: in parole povere sono stata quindi anch’io una esaminatrice fino a che non abbracciai l’insegnamento.

Assistere a una lezione del Prof. Filosofo, Verra voleva dire per me e per molti altri “Amare la filosofia e di conseguenza la storia e tutte le materie ad essa collegate, ma soprattutto imparare a ragionare e avere la passione per la verità che solo con studi approfonditi  spesso, si può raggiungere.”
Quando il professore morì nel 2001, fui invitata alla sua cerimonia commemorativa all’università la Sapienza di Roma.

Ho creduto opportuno fare questo preambolo, affinché l’argomento che tratterò oggi, no mi si possa contestare come frivola o superficiale polemica. 
Infatti, parlare del grande studioso, teologo e ricercatore Benedetto XVI non potrebbe di certo avvenire senza una minima base educativa sugli studi che l’emerito Pontefice non ha mai smesso di approfondire.
Parlerò di alcuni punti della lettera che il Pontefice Benedetto XVI ha mandato al Prof. Odifreddi che è stata pubblicata martedi 24 settembre 2013.
E posso affermare con convinzione che finalmente qualcuno ha detto all'illustrissimo docente di non parlare di cose che non sa.


Non leggerò la lettera perché chiunque la può trovare in rete, ma mi limiterò ad un semplice commento di alcune parti di essa.
Benedetto XVI con l’umiltà che lo contraddistingue, risponde riguardo al libro del professor Odifreddi, appunto con questa lettera.
Ed io credo che Odifreddi  per quanto si professi studioso, non lo sia poi molto, e per affermare ciò basta leggere appunto queste parole di risposta del Pontefice alle sue continue critiche e obiezioni.

Il Pontefice fa notare al suo contestatore che è meravigliato dell’aggressività con la quale Odifreddi parla riguardo gli scritti del Pontefice ripetendo che lui( Odifreddi) è uno studioso scientifico e quindi ciò che dice è inconfutabile affermando che la teologia sia fantascienza, ma dimentica di dire che   una funzione importante della teologia è proprio quella di mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione.
Entrambe le mansioni sono importantissime per l’umanità.
Poi il Pontefice afferma che ciò che ha scritto Odifreddi su alcune questioni che Odifreddi stesso, reputa esatte, non sono per niente vere e nemmeno oggettive quindi non valide. 

Anche se costui continua lo stesso a considerarsi un uomo di scienza.
Riguardo all’abuso morale di minorenni da parte di sacerdoti, il Pontefice ne prende atto, con profondo dolore, ed è questo il punto che mi è molto piaciuto sulla risposta di Benedetto XVI dove dice che mai Lui abbia cercato di mascherare queste cose e aggiunge che il potere del MALE va ovunque.
E anche se per il Pontefice non è motivo di conforto, egli dichiara che secondo le ricerche dei sociologi, la percentuale dei sacerdoti rei di questi crimini non è più alta di quella presente in altre categorie professionali assimilabili.
E in ogni caso, non si dovrebbe presentare ostentatamente questa deviazione come se si trattasse di un sudiciume specifico del cattolicesimo. Quindi, Benedetto XVI asserisce con molta serietà che se si deve dire male della Chiesa, allora non si può nemmeno tacere sulla grande scia luminosa di bontà e di purezza, che la fede cristiana ha tracciato nei secoli. 

E qui il Pontefice cita figure di grande validità come: Benedetto di Norcia e sua sorella Scolastica, Francesco e Chiara d’Assisi, e molti altri ... 
Ora il Pontefice risponde su qualcosa che ha dell’incredibile, che io sinceramente, mai mi sarei aspettata da chi come Odifreddi, reputandosi un grande studioso, vada ad affermare di non ammettere l’esistenza di Gesù nell’ambito storico!
Sinceramente su questo punto, sono rimasta esterrefatta. Su ciò non si può avere un’opinione, nessuno può farlo giacché è la Storia con la S maiuscola a confermarlo!

Benedetto XVI gli risponde così:
“Ciò che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del Suo rango scientifico.”
E a questo punto al Pontefice non rimane che consigliare “in modo deciso” alcuni libri di storia che sembra che il signor Odifreddi non abbia mai sentito il bisogno di consultare!
Sorvolo volutamente su altre fandonie che questo “scienziato” ha praticamente buttato lì insieme ad altrettanti sproloqui senza nemmeno vergognarsene un po’.
Insomma questo erudito signore parla di tutto e di niente con una faciloneria inaudita.

E così tocco con mano che la cultura e lo studio vero, vengono talmente accantonati che chiunque, senza merito, potrebbe proclamarsi scienziato in un batter d’occhio, solo perché trova seguaci e sostenitori che come lui non sanno cosa sia la serietà.
E il signor Odifreddi, prima di dire o peggio di scrivere tante stupidaggini basate sul nulla assoluto, farebbe meglio ad informarsi.
La nostra società brulica di gente che ha fatto della propria ignoranza la sua bandiera, la troviamo ovunque, in ogni facciata e il brutto è che questa gente con una superficialità disarmante si permette, addirittura di contestare fatti storici che in quanto storici, non possono essere assolutamente contestati.
È già da tempo, che non mi meraviglio più di chi ancora crede nelle favole, solo perché chi le racconta è qualcuno che si sente uomo di scienza, ma che non è altro che un maldestro millantatore.
Sono contenta che a mia figlia io abbia trasmesso la passione per la filosofia e per lo studio della verità, che anni fa un professore, che non si dava tante arie, come molti fanno oggi, trasmise a me.